Siamo giunti al termine dell'avventura di Donna Clauds ... Le rivolgo un grazie personale per il lavoro inviatomi: avevo chiesto una story/riflessione e mi è arrivato un Trattato! Ma questo ci ha permesso di discutere una realtà che spesso viene rimpicciolita a Lussi e Petroli e che esalta il luogo comune. Thanks! (Parte 1 - Parte 2 - Parte 3)
"In genere la nazionalità non preclude di avere un buon lavoro (eccetto in alcuni casi) e ci sono molti indiani o pakistani che occupano posti di rilievo all'interno di grandi aziende, ma i pregiudizi non si sconfiggono con i soldi (a meno di essere multimilionari) e con la professionalità, quindi un lavoratore indiano (che sia un cassiere al supermercato o un manager di un'agenzia immobiliare) continuerà ad essere discriminato per la sua origine.
Ci tengo a precisare che la graduatoria di cui sopra (Post precedenti) si applica anche quando un'azienda da degli incentivi o degli aumenti di stipendio ai dipendenti: quindi, a parità di posizione all'interno dell'azienda, la fetta più grande andrà ai locali, poi si passerà agli europei e così via... finchè ad indiani e pakistani non rimangono che le briciole.
Benvenuti negli Emirates: for members only!
Così come l'archetipo dell'Egitto è il tassista, il personaggio più emblematico degli Emirati è il "construction worker". Questi uomini (indiani, pakistani, afghani, nepalesi, cingalesi, bengalesi, gli ultimi della scala sociale) sono molto diversi dai nostri muratori, solitamente persone molto specializzate nel loro mestiere.
Il "construction worker" è colui che sta dietro agli alberghi più lussuosi del mondo, ai palazzi più alti, agli shopping mall più grandi. E' colui che con il suo sudore costruisce i palazzi che ruotano su se stessi, le ville sospese in bolle nell'aria, le isole artificiali dalle forme più strane. E' colui la cui morte viene barattata con il "lifestyle", con la "vision", con il "sogno di Dubai".
Questi uomini arrivano negli Emirati con la promessa di una vita migliore e di soldi facili da mandare alla famiglia. Questi uomini si ritrovano senza passaporto e senza identità, ridotti in una condizione di schiavitù che termina solo nel momento in cui, debilitati dal caldo e dalle lunghe ore di lavoro, cadono da un ponteggio e si sfracellano al suolo.
Questi uomini lavorano dalle 12 alle 15 ore sotto il sole cocente, con l'umidità soffocante come il laccio di seta dei sikh de "I Misteri della Giungla Nera" che non ha pietà, non ti lascia scampo e non ti dà tregua neppure nelle rare pause in cui ci si riposa sotto le tende montate nel mezzo del cantiere con i ventilatori e le ghiacciaie con l'acqua. Non ci sono pause nel mondo dell'edilizia, i "construction workers" lavorano, giorno e notte: il "sogno di Dubai" non può aspettare.
Questi uomini guadagnano 350 dirhams (circa 60 euro) al mese, senza ferie, giorni di malattia e alcun tipo di diritto. Questi uomini, spesso, lavorano anche il venerdì (giorno sacro dei musulmani dedicato al culto ed al riposo) e durante le feste comandate.
Questi uomini vivono (dormono) ammassati in baracche senza nessun rispetto per le norme igieniche.
Questi uomini risparmiano, risparmiano come formiche, risparmiano fino all'ultimo centesimo e mandano tutto alle loro famiglie, alle mogli che devono tirare avanti facendo le veci dei mariti assenti, ai figli che crescono senza vedere i padri per anni e che, probabilmente, un giorno si ritroveranno a dover seguire le loro orme e dover fare lo stesso lavoro che li ha privati del sostegno paterno durante l'infanzia.
Questi uomini lavorano in cantieri in cui le norme di sicurezza sul lavoro vengono totalmente ignorate.
Questi uomini muoiono. Spesso. E quando questi uomini muoiono non ci sono funerali con centinaia di persone, non ci sono fiori e lacrime, non c'è il Corano recitato alla radio. Quando questi uomini muoiono, il loro cadavere viene buttato in qualche discarica remota, o seppellito nel cantiere. Quando questi uomini muoiono i loro colleghi continuano a lavorare, non si fermano neanche per un attimo perchè a Dubai non c'è tempo per fermarsi e piangere l'amico morto, si deve andare avanti perchè a Dubai "stiamo costruendo il sogno", "stiamo facendo la storia".
E la storia non aspetta."
THE END.
4 * COMMENTI:
grazie a te!
e scusa della logorrea...
;-)
un abbraccio grande come il dubai mall
clauds
Eila...ovviamente scherzo sulla lunghezza dello scritto, ci mancherebbe...
Ho sentito che entro qualche anno ad Abu Dhabi dislocheranno una sede del Louvre ... giusto?
Mamma mia, arriva l'arte preconfezionata!
ebbene si'!
la sorbona ce l'hanno gia', mo si costruiscono il louvre (l'anno scorso gia' avevano organizzato una mega-mostra con alcuni capolavori del louvre in prestito giusto per "rinsaldare i rapporti bilaterali" come dicono qui i giornali filo-governativi).
se non mi sbaglio apriranno anche una sede del guggenheim o del moma (perdona l'ignoranza, ma con tutto quello che fanno e' difficile stargli dietro...)
ovviamente tutti questi progetti (ed altri tipo l'auditorium ecc.) sono fatti dai migliori architetti di livello mondiale: zaha hadid, frank o. gehry, massimiliano fuksas... qua non badano a spese!
ho letto ieri (e non lo sapevo) che alemanno vuole buttare giu' il mausoleo dell'ara pacis progettato da richard meier perche' non si abbina con le architetture antiche di cui roma e' piena...
vabbe', io non commento, pero' il giornalista delle reuter scriveva' "ma non sara' che vogliono buttarlo giu' per ragioni politiche perche' era stato costruito sotto l'amministrazione di centro-sinistra?"
mmmhhh, non vedo davvero l'ora di tornare in italia! (ironico)
un abbraccio
cla
W gli emiratini!! sono proprio svegli, stanno facendo passi da gigante, hanno già capito che bisogna sfruttare il più debole per fare profitto...bravi!
Allora è vero che vogliono imitare l'italia: sui morti sul lavoro stanno copiando come neanche i cinesi; hanno già chiesto informazioni sulla mafia; mancano solo la De filippi e il grande fratello (staranno facendo i provini)
a parte gli scherzi, come definireste chi li sfrutta? come definireste chi paga fior di soldi per soggiornare in questi locali/palazzi/hotel sporchi di sangue?
alex
SE UNA PERSONA A TE CARA MUORE SUL LAVORO A CAUSA DI PRECARIA O INESISTENTE SICUREZZA, PIANGI IN SILENZIO E COMMEMORALA COME MEGLIO PUOI. NON CERCARE PERò CONFORTO NELLE PERSONE INTORNO A TE, PRESE DA COSE FONDAMENTALI TIPO SHOPPING... NON CRITICARE LA LORO ESTRANEITà AL TUO DOLORE, NON CHIEDERTI COME FACCIANO A RESTARE COSì INDIFFERENTI/MENEFREGHISTI DI FRONTE AD UNA TRAGEDIA IMMANE...NON BIASIMARE CHI TI DICE:"MI DISPIACE MA OGNUNO HA I SUOI PROBLEMI"...NON CHIEDERTI COME E PERCHè LE PERSONE SEMBRANO AVER PERSO LA LORO UMANITà...NON FARLO, SEMPLICEMENTE PERCHè FINO AL GIORNO DELL'INCIDENTE DEL TUO AMICO UNA DI QUELLE PERSONE ERI PROPRIO TU
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