sabato 18 ottobre 2008

Che palle 'sta Ricerca!

E' ormai una Consuetudine Ufficiale il fatto che in Italia la Ricerca sia vista come una Zavorra Onerosa, e non come quell'Eccezionale Risorsa fondamentale per la crescita Economica e Sociale della Nazione.

Alla facciaccia dell'art.9 della Costituzione, che recita così: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica" ... Promuove?!

Siamo Limitati: il Cervello dell'Esecutivo ha le sembianze di una Macchina da Guerra Efficientissima e Lungimirante nel momento in cui si trova a difendere Interessi Personali o Particolari, e di un Mulo da traino Vecchio e Stanco quando da tutelare è lo Sviluppo dell'Intero Paese. In quest'ultimo caso, Palazzo Chigi lavora sul breve periodo, brevissimo. No Future.

Ricerca = Precariato = Costi Insostenibili. Sono 4.500 le Palle al Piede, Zavorre di cui liberarsi al più presto. Il Nuovo Disegno di Legge Berlusconiano, in contrasto con le misure del precedente esecutivo, stopperà il rinnovo del contratto per 2600 Studiosi. I Contratti a tempo Indeterminato dell'ultimo decennio si contano sulle dita di una Mano Monca, mentre il Susseguirsi della "Precaria Condizione" ha solo aumentato il malcontento e la sfiducia. Insicuri, Sottopagati, a volte Umiliati: sono i nostri Ricercatori. Invidiati e Corteggiati da tutto il Mondo, molti di loro amano così tanto il nostro Paese e sono così Autolesionisti da voler rimanere in Italia, o ritornarci. Sono dei sognatori inguaribili, pensano che qualcosa possa cambiare, debba cambiare (come Noi). Tutte le Democrazie Moderne hanno capito da tempo immemorabile l'importanza della Ricerca, com'è possibile che solo qui non accada?

E se la Gelmini sull'argomento non vuole esprimersi, Brunetta, in un'intervista a Repubblica consiglia ai Ricercatori Italiani di cercare fortuna all'Estero, di guardarsi in giro, perchè "Stabilizzarli" sarebbe come "farli morire" ... Pubblico la risposta del Senatore Pd Ignazio Marino, perfetta:

"Sono rimasto stupito dalle parole del ministro Brunetta (...). Il termine "Capitani di Ventura" è inappropriato ed offensivo, ma certamente riflette l'idea di chi considera chiunque lavori nella PA una zavorra di cui liberarsi il prima possibile (...). Poter fare delle esperienze internazionali è senz'altro utile, ben diverso però essere costretti ad andare all'estero perchè in Italia non si trova nessuno sbocco professionale se non si è raccomandati o se non si ha il cognome giusto. Incentivare i nostri ricercatori ad emigrare significa privarsi di risorse importanti per la nostra crescita, anche economica, e impoverirsi a tutto vantaggio dei paesi che accolgono gli italiani (...). Se il problema è legato alle risorse per i ricercatori, sarebbe utile sapere dal governo perchè almeno non bandisce il concorso per 82 milioni di euro destinati a progetti di ricerca di giovani sotto i 40 anni, già stanziati grazie al mio emendamento accolto nella scorsa finanziaria.
Il motivo probabilmente è che la ricerca e i giovani non fanno parte delle strategie su cui punta questo governo.
"

[Aspetto le vostre esperienze, smentite, impressioni (ricercatori, fatevi sentire)]

De Prufundis
:
-- "Nuova legge minaccia i Ricercatori" (Nature, traduzione italiadallestero.info)
-- "Così muore la Ricerca italiana" (La Repubblica)
-- "Maroni: Saviano non è l'unico simbolo" (Corriere della Sera)
-- "Rifkin: solo il business Verde ci può salvare" (Repubblica)
-- "Berlusconi assolto dal caso Telecinco" (Corriere della Sera)
___ Le novità sul caso Mills dal blog di Martinelli


Ecco l'esperienza del NonBlogger Paolo: "Sono Paolo, non sono un ricercatore ma lavoro in un istituto di ricerca come 'tecnico' (INOGS) di Trieste. Guardo i ricercatori e penso a chi gliela fa fare di avere il rinnovo contrattuale di anno in anno, di portarsi a casa un misero assegno di ricerca, di firmare dei co.co.co. Tutti contratti che significano NO straordinari pagati e SI straordinari non pagati, NO malattia pagate, NO tredicesima, NO possibilita di fare piani a medio termine (a lungo neanche a parlarne), tutto questo porta alla instabilità piu totale che non permette a queste BRAVE ed INTELLIGENTI persone di avere una vita dignitosa. Il mio collega ... (continua nei commenti, n°3)"

13 commenti:

front end loader ha detto...

yeah! its much better,

Alex_P ha detto...

Attività, non passività! Beneficio, non maleficio!

Alex

..pauli ha detto...

Sono Paolo, non sono un ricercatore ma lavoro in un istituto di ricerca come 'tecnico'(INOGS) di Trieste. Guardo i ricercatori e penso a chi gliela fa fare di avere il rinnovo contrattuale di anno in anno, di portarsi a casa un misero assegno di ricerca, di firmare dei co.co.co. Tutti contratti che significano NO straordinari pagati e SI straordinari non pagati, NO malattia pagate, NO tredicesima, NO possibilita di fare piani a medio termine (a lungo neanche a parlarne), tutto questo porta alla instabilità piu totale che non permette a queste BRAVE ed INTELLIGENTI persone di avere una vita dignitosa. Il mio collega di lavoro, ricercatore anch'esso, non ha MAI avuto un contratto a tempo determinato, solo co.co.co e similari; fino ad ora non ha potuto versare un euro all'inps. Quanti anni ha? Cinquanta!
Adesso io mi chiedo come mai a questo persona come altre migliaia non gli è mai stata data l'opportunità di regolarizzarsi in maniera semi-permanente visto che comunque per 30 anni ha svolto questo lavoro a forza di co.co.co. Per tenerlo sulle spine? Per non dargli un minimo di sicurezza? Questo solo per definire la situazione...
Perchè lo fanno? Perchè gli piace e sono appassionati del proprio lavoro e, aggiungo io, perchè amano il loro paese perchè altrimenti sarebbero già emigrati altrove, in posti di lavoro piu dignitosi.
L'ultimo articolo di Repubblica parlava di 4500 persone che il prossimo anno non potranno piu rinnovare il loro contratto di lavoro degli enti di ricerca. E qui si parla solo dei contratti a tempo determinato. Di rinnovare ai co.co.co neanche se ne parla ovviamente. Fra questi ci sono anch'io naturalmente che dal 1 agosto 2009 sarò ufficialmente disoccupato.
Per chi avesse bisogno di qualcuno che ne sappia almeno un po di 'deformazioni lente della crosta terrestre' io potrei essere utile..

paolo

Anonimo ha detto...

Non sono informato su come funziona il rapporto tra stato e ricercatori, ma appena ho letto il post mi è passato per il cervello un pensiero:

Forse la soluzione per far lavorare a pieni giri questi ricercatori e studiosi è quella di legarli a delle realtà produttive.

Fare in modo che grosse aziende siano disposte a finanziare la ricerca che riguarda in qualche modo il loro prodotto, in modo tale che i risultati ottenuti vadano a far progredire l'azienda e il merito della scoperta venga attribuito direttamente ad una persona o ad un team.
Esempio: se un ricercatore scopre un nuovo modo di assorbire energia dal sole, l'azienda che lo finanzia sarà ben felice di applicare la sua scoperta su un nuovo pannello solare!
Se questi ricercatori fanno parte delle università, perchè non farli collaborare con delle aziende interessate al frutto delle loro ricerche?

Ripeto, non ne so niente di queste cose, la mia era solo una idea buttata lì.

Zanel.

Wil ha detto...

PAOLO

grazie delle info, pubblico uno stralcio, aspettando (eventualmente) altro materiale.

ZANNA

Credo che la questione sia in realtà più difficile. La tua proposta è interessante, ma non credo non rappresenti una soluzione. Vado sul tecnico: il tessuto aziendale italiano è fatto per il 95% e più di piccolissime, piccole e medie imprese, che difficilmente puntano sullo sviluppo (non quanto potrebbe fare una grande company), e sono sicuro che chi se lo può permettere si circonda già di studiosi e tecnici.

Purtroppo o per fortuna la ricerca non è sempre legata alla produttività: spesso ci vogliono decenni per scoprire un antidoto, una molecola, una proteina, un materiale. Ed oggi il business non consente questi tempi.

Inoltre la ricerca è un bene fondamentale, di tutti, e lo Stato deve finanziarlo. Se lo fanno i paesi più avanzati (spendendo più percentuale del Pil rispetto a noi), dovremmo seguire questa direzione.

Insomma come in moltissime altre cose non riusciamo ad accelerare il passo, ad innovare. Il fatto grave è che dall'estero ci scippano le migliori intelligenze: questo porta loro progetti, commesse, appalti, marchi, brevetti, etc ... e questa è crescita.

Ciao bello!

Anonimo ha detto...

l'italia è un paese che come nessunaltro ha bisogno di ricorrere a tagli drastici, in moltissimi ambiti e settori specifici.Siamo la terra dello spreco.

Ma ho come l'impressione che si riesca ad andare a togliere moneta laddove ce ne sia reale bisogno, come dice lei tralaltro, nella ricerca.

Quanti portaborse, impiegati, vigili, militari, e chi più ne ha più ne metta non sanno come far passare il tempo (non parlo per sentito dire ma amicizie, anche intime)-

Mattei Andre', buonaserata-

Blogger ha detto...

Wil volevo farti notare una cosa di cui non si parla.
Se il ricercatore guadagna 800 euro fino a 35 anni fa parte, spesso, di un ceto sociale alto borghese (non sono comunista, tranquilli).
Mantenendo gli stipendi a questo livello stratificano e cristallizzano ancor di più le classi sociali ( i ragazzi meritevoli non possono fare i ricercatori).
Solo un piccolo contributo.
Bel Post Wil
A presto.
ITALY ITALIA

Luca Viscje Brasil ha detto...

Ciao Cugino!
Credimi che ogni volta che si parla di questo argomento, della fuga dei cervelli e dei tagli all'istruzione ed alla ricerca, mi viene unmagone che non ti dico. Una sorta di tristezza da "ennesima e perpetua occasione persa".
Cazzo, gli italiani hanno la fortuna di avere geneticamente un'ottimo approcio alle materie scientifiche come letterarie e non si fa niente per svilupparle utleriormente.
Sono sempre più convinto che sia una volontà politica decisa a tavolino. Sembra quasi di bestemmiare, ma credo proprio che stiano cercando di impoverire culturalmente il più possibile il nostro paese al fine di controllarlo più facilmente. Sembra la solita teoria del complotto, ma non ho più altre spiegazioni!
Quando si sprecano soldi a go-go per inutili grandi opere, accordi del cazzo con la Libia, guerre fasulle in Iraq e Afganistan e poi non c'è il becco di un quattrino per l'istruzione è chiaro che le mie conclusioni sono quelle sopra citate.
Un abbraccio.
Buona domenica e domani ti spacco al fantacalcio!!

Luca

Wil ha detto...

LUCA

fa male anche a me questo argomento, pensa chi ne è coinvolto direttamente, e vorrebbe far crescere la ricerca nel proprio paese, ma si ritrova ad un muro contro muro. E' normalissimo che si vada all'estero a prendere bei soldini e poter dare il massimo.

Bhè, la politica degli ultimi 15 anni diciamo che non ha fatto niente per aumentare il livello di cultura all'interno del paese, anzi, tra veline e reality sembra proprio si stia regredendo.

Oggi ti spapocchio al fatac.

BLOGGER

si probabilmente, non tutti possono permettersi di vivere di ricerca (con sti stipendi) ...

Gin ha detto...

Ciao,buona sunday. Argomento diabolico quello che introduci: il fatto che il ministro (piu o meno esplicitamente)inviti i RIC ad andarsene fa piangere sulserio.

GIN

Stefania ha detto...

Mi viene da piangere se penso a questa situazione. In nessun altro paese civilizatto accade: in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna sono ben contenti che tu voglia buttarti nel campo della ricerca e promuovono, finanziano, "buttano via" soldi che poi però gli ritornano in tasca triplicati. L'Italia invece è un paese fermo, sull'orlo della recessione economica e culturale, non abbiamo più i soldi neanche per sostenere le attività più elementari come l'istruzione.
Io ho paura per il futuro dell'Italia, diventeremo lo zimbello di tutta Europa: poveri, ignoranti e pure razzisti.

Anonimo ha detto...

SEMPRE QUELLO DEL MEETUP:

MIOFRATELLO SONO 8 ANNI CHE VIVE ALL'ANNATA, SI E' PERSINO ABITUATO. ORA RISCHIA DI RIMANERE A CASA, SI CHIEDE SE SARA TRA I 2500 o TRA I 1500.

CI VUOLE TANTA PASSIONE EPR FARE CIO CHE FA, IO AVREI GIA MOLLATO, FACCIO INFATTI TUTTALTRO.

na

Michele Lan ha detto...

la foto è davvero rappresentativa.