Riporterò gli spezzoni più salienti. Nessuno ne ha parlato, tranne Filippo Facci. Nel Post conclusivo per Macchianera (non scriverà più, ottima notizia), riporta le parole del Parlamentare. Strano ma vero, il Post è già stato eliminato: si trovava qui ("Spingitori di Bottoni"). Un esperto è riuscito a recuperare l'introduzione di Facci, che recitava: "Io qui non posto più niente, perchè mi avete annoiato: mi accontenterò, quotidianamente, di qualche milione di interlocutori in tv o sui giornali. Però metto questo articolo di Paolo Guzzanti, perché è molto interessante". (Stiamo aspettando la risposta di Filippo nel blog di Mastellarini. Link)
Parole troppo gravi quelle espresse da Guzzanti.
Nessuno ne ha parlato. A voi.
"Io sono un parlamentarista fanatico e controcorrente. Sono cresciuto nel culto del Parlamento inglese, quello sulla cui porta la regina deve bussare tre volte prima di essere ammessa. E sono depresso e arrabbiato per lo sfacelo dell’immagine del Parlamento italiano. La verità? Oggi questa istituzione non serve quasi a niente. Quando vado al bagno a fare pipì dopo quattro ore inchiodato sulla panca, il mio vicino se occorre vota per me e io per lui quando gli rendo la cortesia. Suonano il piano quelli della maggioranza e quelli dell’opposizione. (...) Io vorrei che il Parlamento riacquistasse la sua dignità perduta, la sua funzione smarrita (non da oggi: da quando frequento le camere è sempre la stessa solfa). (...) Guardiamo la nostra giornata. In che consiste? Discussioni verbose, dialettali, prefabbricate, scontate, inutili. Nessuno ascolta, in genere, chi parla; e chi parla non merita altro che disattenzione e sbuffi. La mia felicità è arrivata il giorno in cui alla Camera oltre che al Senato hanno messo le prese elettriche sicché uno si può portare il computer e lavorare mentre voci da caporali, da una parte e dall’altra urlano «verde» o «rosso».
Se non si deve votare, e se non si è comandati di parlare, è inutile andarci. Ma in genere ci si va, perché prima o poi si vota. (...) Se il Presidente di turno ti vuole bene e tu gridi «Ordine dei Lavori», quello ti accende il microfono e tu se credi puoi anche parlare di tua zia Carolina, tanto non gliene frega niente a nessuno.
Pochi sanno di che cosa si sta discutendo (...). Il Parlamento della Repubblica oggi non serve quasi a niente, parola di un rappresentante del popolo. I deputati guadagnano troppo? Dipende dai punti di vista. Dal punto di vista del deputato o del senatore se la tortura dell’inutilità, della vacuità, della dispersione delle energie potesse essere compensata con del denaro, direi che guadagniamo soltanto una piccola parte di quel che una buona assicurazione sulla dignità ci dovrebbe assicurare.
Dal punto di vista poi del prodotto, chiamiamolo così, i nostri stipendi sono soldi buttati. (...) l’intera baracca è un peso per le casse dello Stato, il che è una tragedia perché quella baracca nobile che è il Parlamento dovrebbe essere il baluardo, l’agorà, il presidio della democrazia. In quel fortilizio ciascuno di noi dovrebbe sentirsi, come ordina la Costituzione, rappresentante dell’intero popolo italiano e dovrebbe esercitare il proprio dovere senza vincolo di mandato, guidato soltanto dalla propria coscienza. In realtà maggioranza e minoranza, veltroniani e dipietristi, berlusconiani e leghisti, siamo tutti dei nominati dai nostri partiti e stiamo lì a recitare delle piccole modeste parti già scritte il cui momento più esaltante, più spirituale, più divino, è quando infili le dita nella buchetta che sta sul tavolo e palpeggi quei tre tastini. (...). Se poi sei un dissenziente, tutti ti guardano, incerti se seguitare a frequentarti o lavarsi le mani dopo averti toccato.
Se guardiamo alle Camere come una azienda che produce buone leggi per il Paese, la produzione è zero. (...) Quanto a me, siedo fedelmente e continuamente alla Camera (credo di essere uno di quelli col record delle presenze) e mentre siedo lavoro: mi porto da lavorare, seguo quel che succede, voto, ma per lo più vengo preso da crampi. Crampi al cervello. I discorsi sono quasi tutti fatui, retorici, prevedibili, vanitosi, con sprazzi ora di tedio e ora di odio, secondo le circostanze. (...) Il Parlamento langue perché non serve, questa è la verità. (...) I deputati di prima nomina a quest’ora hanno capito l’andazzo e si sono depressi. Noi veterani ci sentiamo come i vecchi galeotti che sanno come ottenere un po’ più di sbobba e marcare visita. (...) Durante i decenni della prima Repubblica, democristiana e cattocomunista, di centrosinistra o di altra formulazione fantasiosa, il Parlamento era fortissimo, erculeo, e i governi erano fragili e malaticci, moribondi. (...) E oggi? (...) Oggi l’esecutivo è fortissimo, fa e disfa il Parlamento. (...) La politica, per quel che vedo, non abita più qui da tempo. Di fatto viviamo in una democrazia presidenziale – che sarebbe stata presidenziale anche se avesse vinto Veltroni – ma senza i contrappesi di una democrazia presidenziale. (...) In aula qualcuno urla, ma prevale la noia e il senso dell’inutilità, quasi della beffa."
Se non si deve votare, e se non si è comandati di parlare, è inutile andarci. Ma in genere ci si va, perché prima o poi si vota. (...) Se il Presidente di turno ti vuole bene e tu gridi «Ordine dei Lavori», quello ti accende il microfono e tu se credi puoi anche parlare di tua zia Carolina, tanto non gliene frega niente a nessuno.
Pochi sanno di che cosa si sta discutendo (...). Il Parlamento della Repubblica oggi non serve quasi a niente, parola di un rappresentante del popolo. I deputati guadagnano troppo? Dipende dai punti di vista. Dal punto di vista del deputato o del senatore se la tortura dell’inutilità, della vacuità, della dispersione delle energie potesse essere compensata con del denaro, direi che guadagniamo soltanto una piccola parte di quel che una buona assicurazione sulla dignità ci dovrebbe assicurare.
Dal punto di vista poi del prodotto, chiamiamolo così, i nostri stipendi sono soldi buttati. (...) l’intera baracca è un peso per le casse dello Stato, il che è una tragedia perché quella baracca nobile che è il Parlamento dovrebbe essere il baluardo, l’agorà, il presidio della democrazia. In quel fortilizio ciascuno di noi dovrebbe sentirsi, come ordina la Costituzione, rappresentante dell’intero popolo italiano e dovrebbe esercitare il proprio dovere senza vincolo di mandato, guidato soltanto dalla propria coscienza. In realtà maggioranza e minoranza, veltroniani e dipietristi, berlusconiani e leghisti, siamo tutti dei nominati dai nostri partiti e stiamo lì a recitare delle piccole modeste parti già scritte il cui momento più esaltante, più spirituale, più divino, è quando infili le dita nella buchetta che sta sul tavolo e palpeggi quei tre tastini. (...). Se poi sei un dissenziente, tutti ti guardano, incerti se seguitare a frequentarti o lavarsi le mani dopo averti toccato.
Se guardiamo alle Camere come una azienda che produce buone leggi per il Paese, la produzione è zero. (...) Quanto a me, siedo fedelmente e continuamente alla Camera (credo di essere uno di quelli col record delle presenze) e mentre siedo lavoro: mi porto da lavorare, seguo quel che succede, voto, ma per lo più vengo preso da crampi. Crampi al cervello. I discorsi sono quasi tutti fatui, retorici, prevedibili, vanitosi, con sprazzi ora di tedio e ora di odio, secondo le circostanze. (...) Il Parlamento langue perché non serve, questa è la verità. (...) I deputati di prima nomina a quest’ora hanno capito l’andazzo e si sono depressi. Noi veterani ci sentiamo come i vecchi galeotti che sanno come ottenere un po’ più di sbobba e marcare visita. (...) Durante i decenni della prima Repubblica, democristiana e cattocomunista, di centrosinistra o di altra formulazione fantasiosa, il Parlamento era fortissimo, erculeo, e i governi erano fragili e malaticci, moribondi. (...) E oggi? (...) Oggi l’esecutivo è fortissimo, fa e disfa il Parlamento. (...) La politica, per quel che vedo, non abita più qui da tempo. Di fatto viviamo in una democrazia presidenziale – che sarebbe stata presidenziale anche se avesse vinto Veltroni – ma senza i contrappesi di una democrazia presidenziale. (...) In aula qualcuno urla, ma prevale la noia e il senso dell’inutilità, quasi della beffa."
Chiudo così: un Deputato, che s'ingozza in aula con Fette di Mortadella Volanti festeggiando la caduta del Nemico, rimarrà per sempre impresso nell'immaginario collettivo.
Ma se un altro Deputato, s'un giornale Nazionale, scrive lucidamente di un Parlamento Inutile, di una Voragine senza eguali, di una Farsa, una Presa in giro per il Cittadino ... quando la Costituzione ancora recita "Repubblica Parlamentare" ... scorrerà tra l'indifferenza generale. Un Grido di Dolore Sedato.
Questo sì, ci lascia distrutti.
Ma se un altro Deputato, s'un giornale Nazionale, scrive lucidamente di un Parlamento Inutile, di una Voragine senza eguali, di una Farsa, una Presa in giro per il Cittadino ... quando la Costituzione ancora recita "Repubblica Parlamentare" ... scorrerà tra l'indifferenza generale. Un Grido di Dolore Sedato.
Questo sì, ci lascia distrutti.














19 commenti:
Che dire! Non so come commentare questo tuo post...alla fine Paolo Guzzanti ha detto solo quello che molti già pensano...ma detto da un parlamentare, tra l'altro di una certa età ed esperienza, non può che essere così...
Sarebbe bello sbagliarsi!
http://buonanotteitalia.ilcannocchiale.it/
Uao, proprio da lui non me l'aspettavo!
Wil,
scusa ma la Repubblica Italiana, è una repubblica parlamentare, non presidenziale.
Ti è sfuggito un "lapsus calami".
Per il resto, concordo pienamente, ed ogni commento è superfluo.
ULISSE
Bravissima, lapsus Guzzantiano.
GIADA
Anch'io mi sento stranito. Non sono tanto arrabbiato per le parole di Guzzanti, quanto per il fatto che vengano sistematicamente ignorate.
In un Paese normale, un deputato che si esprime in questi termini, creerebbe dibattito accesissimo.
SPETTRO
Verso la famiglia Guzzanti non ho mai avuto questa simpatia, vedo in loro un tocco di superbia.
Ma oggi ci soffermiamo, come spesso accade, sui concetti espressi. E sono molto gravi.
A me da fastidio anche la figlia. Ha dato il pretesto ai politici per sputtanare il no cav day.
Cmq, riguardo le parole gravi almeno ha avuto l'onesta di dirlo. Insomma, a sentire i politici loro sono tutte persone che lavorano, simpatiche e gentili e disonesti ce ne sono pochi.
P.S.: Ma avete sentito il servizio del tg di ieri? Un calendario con Gelmini, Carfagna (vestita) e Cossiga! DOVE LO VENDONO, DOVEEEEEE?!?
a me la Sabina piace moltissimo, pure il fratello. Mi sono sempre chiiesta però il perchè della militanza del padre nelle fila del Pdl. Conosco le sue motivazioni, ma non sono abbastanza.
Anche perchè il suo votoogni giorno va a sostenere il progetto di Berlusconi. Mah! Maria
Secondo Paolo Guz è uno come Ferrara: purtroppo in Berlusconi ci crede davvero e non lo fa per piaggeria come l'altro 99% che gli sta intorno. Grandi intelligenze sprecate.
Cambiando discorso, nonostante la costituzione (ormai diventato un rotolo di Scottex) proibisca espressamente il finanziamento alle scuole private all'articolo 33 dove si dice tra l'altro
"Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.", è bastatata un'alzata di sopracciglia del Vaticano per ritirare i tagli ai finanziamenti (illegali) alle scuole cattoliche.
Insomma, si aumenta Sky, non si bloccano i prezzi di gas e luce perché tanto "il prezzo del petrolio basso farà risparmiare gli italiani" mentre la benzina non cala mai, non si detassano le tredicesime, però la Santa Madre Chiesa non si tocca mai, mai!!! Cazzo Wil, questa è una battaglia per la quale bisogna battersi come leoni. La Chiesa non paga neanche l'Ici in tantissimi immobili che possiede nel paese. Praticamente uno stato straniero gode nei nostri confronti di privilegi degni di un'occupazione militare. In questi tempi è intollerabile più che mai. Ma ci rendiamo conto di quanti soldi si potrebbero recuperare tassando un minimo di questo ladrocinio continuato? TASSIAMO IL VATICANO, DETASSIAMO I CITTADINI ITALIANI !!!!!
Davvero un bel post Wil.
Guzzanti ha questo grosso problema che crede(VA) in Berlusconi e l'anomalia che continua a pensare che Prodi fosse uno del KGB,...mah!?
Dice la verità purtroppo e non posso che esser d'accordo.
Verranno tempi migliori ma quando???
Ciao Wil!
Siamo arrivati ad un punto di non ritorno... grazie Nano!!!
Io spero solo che noi italiani ci rendiamo conto della drammaticità della situazione... se ascoltiamo berlusconi (volutamente in minuscolo) tutto è bello, tutto è facile... NO, non è così!!!
L'unica "via d'USCITA" che vedo attualmente in Italia è l'ENTRATA in politica di giovani con voglia di fare, di migliorare le cose, con intelligenza... capitanate da una persona come Di Pietro... a mio avviso l'unico (o comunque uno dei pochissimi) a guardare in faccia la realtà e ad avere le capicità/potenzialità di risollevare questa sempre + piccola Italia!!!
maRs88
Guzzanti, troppo tardi.
Ciao Wil.
Candidus
Sinceramente son contento che abbia ammesso lo stato in cui si trova il Parlamento, soprattutto le ultime frasi in cui dice che abbiamo un Gov. che se ne fotte del Parl.!
Ma lui cosa fa e cosa può fare per cambiare le cose?
Be' Wil, credo che "non sia mai troppo taredi": quando la misura è colma, anche chi - come Guzzanti - ha creduto (?) nelle istituzioni, sbotta.
Già qualche tempo fa, ricordi?, se l'era presa con sia con la Carfagna che con Berlusconi...
Mi sta bene: per ora concederò alla sua sortita, che auspico sentita e sincera, il beneficio del dubbio.
C'è voluto del tempo per capirlo, ma finalmente ce l'ha fatta!!
Perchè,coerenza per coerenza, non si dimette?
Secondo la mia personale opinione Guzzanti è in malafede.
Cosa si aspettava da un parlamento "nominato" invece che "eletto"?
Doveva saperlo che tutti i suoi colleghi si sarebbero comportati come "yes man", uno stuolo di parlamentari (e senatori) zerbini agli ordini del nanetto asfaltato piduista, senza neanche più un briciolo di dignità morale, pronti a soddisfare qualsiasi capriccio dell'omuncolo, pena l'isolamento, l'ostracismo e la distruzione (morale e di immagine).
Candidus
bel post wil
Nessuno, però, ha colto la vera gravità della cosa. La gravità consiste nel fatto che i parlamentari non votano miss italia o il cane più bello ma votano leggi. E le leggi regolano la nostra vita giorno per giorno. Ed io che con le leggi ho a che fare tutti i giorni, vi assicuro che sono scritte male, sono a volte incomprensibili; insomma sono scritte da crassi ignoranti "analfabeti del diritto".
NONMILAMENTO
Benvenuto, si, hai colto la gravità del problema. Siamo in una Repubblica Parlamentare, ed ora come ora il Parlamento dovrebbe avere una funzione primaria.
Da questo scritto ne esce in maniera patetica ...
ma c'è qualche possibilità di cambiare le cose ? l'italia riuscirà mai ad essere una democrazia (nei fatti -non nelle intenzioni) ?
dawoR***
DAWOR
Auguri e benvenuto nel blog.
Stanne certo, qualcosa cambierà. Anche se il lavoro sarà durissimo.
Wil
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