Ieri abbiamo visto l'ennesima azione killer di questa maggioranza alla già azzoppata Magistratura Italiana: depotenziato e burocratizzato lo strumento delle Intercettazioni Telefoniche.
Ma oggi ci dedicheremo alla rubrica quasi-quotidiana che Filippo Facci tiene sul Giornale Berlusco/Giordanesco. Ogni tanto ci piace scendere negli inferi dell'informazione italica, sempre più plasmata a normalità e lontana dall'eccezione. L'occasione odierna è unica: ci troveremo difronte ad una variante del Tipico Lettore Faccioso. Non il solito ometto pseudo-moderato, pseudo-libero-professionista, pseudo-colto, educato a Palle Berlusconiche e chiacchiere da bar, bensì ad una Ragazza di 21 anni, Romana, Studentessa di Giurisprudenza. E questo fa molto, molto male. Fa talmente male, che persino la rispota di Facci diventa sopportabile, anzi, quasi azzeccata.
Vediamo:
"Lettera giunta via Facebook da una 21enne romana: «ciao filippo.. ho bisogno di chiarezza.. qst mattina seguivo mattino 5 e ho sentito l'affermazione di un magistrato che ha chiamato "incivili" le persone k hanno cercato d aggredire i rumeni arrestati a guidonia.. beh inutile descriverti il mio sconcerto.. ma la domanda essenziale é: xk qst? cioè xk persone k ricoprono alte cariche e k dovrebbero garantire la "giustizia" d una nazione, s schierano contro i cittadini? io credo k il loro atteggiamento sia più che giustificato. io non so più che pensare.. forse quello k c fanno studiare sui libri (faccio giurisprudenza) non corrisponde alla realtà? quello k vedo io è una giustizia che non fa giustizia. uno stato k non è nè garante nè promotore del bene dei suoi cittadini.. ma come siamo arrivati a ciò? spero mi risponderai. grazie ciao». Risposta dello scrivente (Facci): io non so che cosa ci sia scritto sui tuoi libri di giurisprudenza. Non so che cosa studiassi sui testi delle superiori, delle medie, sul sussidiario delle elementari: forse che il linciaggio non è pure quello un reato, forse che è lecito farsi giustizia da soli, che le pene non deve stabilirle un processo. Anch'io vorrei sapere una cosa, anch’io vorrei sapere «come siamo arrivati a ciò»: a che sia permesso, a una ragazza priva di concetti basici come pure di vocali e consonanti, la presenza in una pubblica facoltà di giurisprudenza. Questo per cominciare. Solo per cominciare." (fonte: "Forca Italia")
Eccola lì la Generazione K-Tvb, a chiedere quesiti ignoranto-esistenziali a Filippo Facci. C'è una parte comicissima in tutto ciò, da risata esasperata, forse un po' malinconica, ma tremendamente divertente: Facci si trova a discutere sulla prima pagina del quotidiano per cui scrive con un esemplare autentico della regressione culturale che da 15 anni sta infestando il BelPaese. Filippo avrebbe dovuto chiedere Scusa, Perdono, Scusa e Riscusa a quella ragazza, studiosa di Giurisprudenza, già laureata in abbreviazioni messaggistiche, minchiate forziste e luoghi comuni. Avrebbe dovuto chiederle scusa, perchè Facci è parte importante di quell'insieme Monopolistico-Cultural-Mediatico, quella Zavorra Sociale insostenibile, che per la prima volta dal dopoguerra ci riporta indietro, intellettualmente parlando, molto indietro.










