
Dio non voglia, ma se doveste imbattervi in un "professionista" del Giornale, scappate. Non salutatelo. Non aprite bocca. Non sorridete. Non pensateci su 2 volte. Semplicemente voltatevi. E scappate.
Li abbiamo visti mettere dei soldi in mano all'ex fidanzato di Noemi Letizia, filmando il tutto da lontano. Li abbiamo visti tramare nelle retrovie, per incastrare i "colleghi" dell'Espresso. Li abbiamo visti sventolare storie assurde su Corrado Augias, Patrizia D'Addario, Michele Santoro e molti altri. Li abbiamo visti auto-inviarsi volantini minatori delle Brigate Rosse. Li abbiamo visti pubblicare documenti falsi riguardanti la sfera sessuale dell'ex Direttore dell'Avvenire, Dino Boffo. E ora Gianfranco Fini. Un filone interessante, certo, ma insozzato da troppe anomalie.
Ieri abbiamo potuto osservare da dentro, ancora una volta, le metodologie utilizzate dai giornalisti di Vittorio Feltri. Perfino l'ultimo dei testimoni monegaschi ne è rimasto inorridito, tant'è che porterà in tribunale tutti quanti. Il Giornale ha risposto pubblicando l'audio dell'intervista. Un documento che chiarisce poco e nulla, incompleto, confusionario, su cui ci sarebbe molto da dire. Ad un certo punto si sente l'intervistatore "tranquillizzare" l'intervistato, affermando che egli ha perso da tempo immemore il rispetto per la propria professione. Annamo bene.
Ma ciò che voglio mostrarvi più di tutto è il pezzo che tenta di spiegare l'accaduto, uscito sul Giornale di oggi. Il titolo è "Il teste si spaventa e smentisce, ma il colloquio è tutto registrato", sentite qui:
Ieri abbiamo potuto osservare da dentro, ancora una volta, le metodologie utilizzate dai giornalisti di Vittorio Feltri. Perfino l'ultimo dei testimoni monegaschi ne è rimasto inorridito, tant'è che porterà in tribunale tutti quanti. Il Giornale ha risposto pubblicando l'audio dell'intervista. Un documento che chiarisce poco e nulla, incompleto, confusionario, su cui ci sarebbe molto da dire. Ad un certo punto si sente l'intervistatore "tranquillizzare" l'intervistato, affermando che egli ha perso da tempo immemore il rispetto per la propria professione. Annamo bene.
Ma ciò che voglio mostrarvi più di tutto è il pezzo che tenta di spiegare l'accaduto, uscito sul Giornale di oggi. Il titolo è "Il teste si spaventa e smentisce, ma il colloquio è tutto registrato", sentite qui:
È vero, Mereto mi aveva chiesto di non citarlo, ma è altrettanto vero che io non mi ero impegnato in tal senso. Avevo lasciato cadere la cosa lì, puntando a portare a casa la notizia. Cinismo? Piaccia o no a qualcuno, a volte questo fa parte del mio lavoro (...) Sapendo bene la delicatezza dell’inchiesta del Giornale, ammetto di non aver esitato a riportare quelle dichiarazioni con nome e cognome. (...) Di troppi anonimi (tassisti, agenti, o magistrati) disposti a parlare sono del resto lastricati gli articoli di tanto cattivo giornalismo.Proprio così. Ora sappiamo che il testimone è stato spudoratamente ingannato. Quello pensava di fare 2 chiacchiere con un gentile cronista a cui aveva espressamente chiesto di rimanere nell'anonimato, e si è visto invece catapultare con tanto di nome, cognome, professione e dichiarazioni storpiate su tutti i media nazionali. Perché in via Negri la servitù papale viene prima di qualsiasi deontologia professionale, e ora lo sa anche l'ingegner Mereto. Ma il colmo dei colmi si perfeziona rievocando le parole di Vittorio Feltri di ieri pomeriggio, che difendeva così l'attendibilità del proprio scoop:
Non c'è motivo di sospettare che l'ingegnere non abbia detto la verità, visto che si è esposto con tanto di nome e cognome.
12 * COMMENTI:
Wil,
ti sei dimenticato che i giornalisti del "pornale" si autominacciano anche mandandosi falsi volantini BR.
Candidus
giusto Candidus. Integro subito. E chissà quante altre (Di Pietro cia, D'Addario complotto, Santoro, Mauro ...)
Dal sito del Giornale sembra che abbiano cancellato tutti i commenti dedicati alla registrazione che "inchioda" il testimone (ore 12.15). Troppe contraddizioni, registrazione confusa e un "giornalista" che imbocca le risposte erano tra le critiche mosse piu' frequenti.
Anche i fedelissimi non sapevano piu'che dire.
Andreacats
Ciao Wil,
hai visto su dago? Hanno pubblicato la visura catastale dei Tulliani..tutta, completa.
Mi chiedo a che gioco stia giocando dago..la colpa dei Tulliani qual'è, c'è un reato? non l'ho ancora capito....secondo me dago stavolta si becca una sonora querela.
Candidus
Già "professionista" e "Il giornale" sono due termini sufficientemente antitetici...
E dire che mi ero anche iscritta al Giornale per postare un commento... sacrificio inutile, non ci sono riuscita, tutti spariti.
GIORNALISMO... ahahaha
Dago non volendo ha servito un assist a Fini e alla Tulliani.
Con tutte quelle proprietà adesso è dura dimostrare che quella cucina Scavolini era per Montecarlo.... ;)
http://redstripe2010.blogspot.com/2010/08/1-dimenticate-i-caltagirone-i-toti-i.html
Un tipo del Geniale che parla di giornalismo?
Rido rido rido rido
hahahahahahahahahahahahahahahaha (la risata continua ma non c'è abbastanza spazio)
http://vitainpillole.wordpress.com/
aggiungi che chi spia i propri colleghi pistaroli in redazione a favore di misteriosi committenti e per questo viene -giustamente- licenziato sui due piedi (nessun nome: comincia per "F" e finisce per "azzo", con decenza parlando) ha il terribile destino di essere riassunto subito; e dove ? Proprio al Giornale.
chissa' chi erano i misteriosi committenti...
Un consiglio? Installatevi qualcosa tipo Web of trust o qualcosa del genere. Poi votate.Così ogni volta che accederete vi ricorderà lo schifo che è. E magari lo insegnerà pure a qualcun altro.
caro wil,
E' OT ma volevo segnalare, ne vale la pena, a te e ai tuoi lettori un altro bel post di feliciano di nonunacosaseria.
Da incorniciare.
Caro Wil, so che andrò un po' fuori tema rispetto al tuo articolo, ma questa è da ritagliare e porla come testimonianza futura su ciò che è - o è diventato - il giornalismo italiano. Sulla Home Page del "clone" del Giornale, "Libero", campeggia in bella evidenza una sciccheria ad un modico prezzo di 7,80€: Barzellette e battute sui comunisti. Ma la sera, sti direttori, quando torneranno a casa saranno ancora in grado di guardare i loro figli senza arrossire per la vergogna? Senza parole...
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