

Libero regala i dvd di Mussolini. Ho visto la pubblicità sul
sito, su
carta, in formato
video, e l'ho ascoltata pure su Radio24. Non so, così, mi è venuta in mente una domanda, in maniera spontanea:
ma chi li paga questi dvd?Sul giornale diretto da Maurizio Belpietro è già capitato di vedere spazi pubblicitari dedicati al Duce, le
Monete del Duce, i
Francobolli del Duce, i
Libri ripieni delle prove sconvolgenti che "
assolveranno" il Duce.
Ma stavolta è diverso.
Provo a
telefonare a Libero. Mi rimpallano da un ufficio all'altro, ma sono tutti cortesi. Finalmente parlo con il Marketing. Mi dicono che questi dvd sono dei veri e propri documenti storici, non roba pesante, non roba "
fascista o nazista", si va dall'ascesa del Duce al declino del Duce. Mi dicono che ad ispirarli è stata la scaricatissima applicazione per iPhone sul Duce (
rimossa per altro dall'App Store dopo giorni di polemiche): mi spiegano che "
visto il successo internazionale dell'applicazione" hanno preso la decisione di cavalcare l'altissimo interesse che i cittadini hanno nei confronti di Mussolini. E così,
dopo "
le migliori barzellette di sempre sui Comunisti" e
dopo "
Berlusconi tale e quale: vita, conquiste, battaglie e passioni di un uomo unico al mondo", ecco nelle edicole la nuova sfida editoriale di Libero.
Stavolta ad occuparsi della cosa non è stata l'agenzia pubblicitaria controllata al 50% da Daniela Santanchè, la
"Visibilia", com'era accaduto in
passato, stavolta parliamo di un vero e proprio
regalo di Libero ai propri lettori, "
una cosa interna", mi dicono. Per la realizzazione del prodotto si sono avvalsi degli archivi di
"Cinecittà Luce", Spa nata dalla fusione di "Cinecittà Holding" e "Istituto Luce" e che ha come azionista unico il Ministero dell'Economia. E' quindi una
società pubblica, nostra.
E proprio qui nascono i miei dubbi. Non sarà che in un modo o nell'altro,
Cinecittà Luce abbia contribuito al finanziamento di questa operazione? Non sarà che alla fine dei conti, a pagare questo "
regalo" di Maurizio Belpietro sia proprio il contribuente italiano? A Cinecittà Luce mi rispondono che no, hanno fatto tutto quelli di Libero, "
noi abbiamo solo messo a disposizione il materiale".
Ma quando chiedo a quelli del Marketing di Libero chi c'abbia messo il grano, le risposte diventano evasive. Un "
abbiamo pagato noi" avrebbe chiuso immediatamente la questione. Ma la prima volta che pongo la domanda, l'interlocutore mi dice
"su questo non le posso rispondere". Strano. Ma passiamo ad altro - le cose di cui ho scritto sopra - e prima di chiudere la telefonata ci provo di nuovo: "
Mi scusi se insisto, ma capirà la curiosità dovuta alla sua risposta ... non mi può proprio dire chi li paga questi Dvd?". E lui:
"Beh, se insiste la dovrò salutare, ho già risposto una volta a questa domanda, gliel'ho già detto una volta che non posso rispondere, non posso dire nulla di questo". Lo avviso che riporterò questa sua risposta nel mio pezzo, mi dice "
scriva quello che vuole" e mi chiede l'indirizzo del blog.
Sicuramente sarà tutto regolare, ci mancherebbe, ma ora la curiosità di conoscere i nomi dei misteriosi finanziatori (se ce ne sono), a fronte di quel "
non posso rispondere", si è fatta più forte. Il dubbio principale era e rimane comunque il seguente: siccome il cittadino italiano già sostiene con parecchi milioni di euro l'anno le casse di Libero - è uno dei quotidiani che prende più finanziamenti pubblici (
40 milioni in 7 anni,
8 milioni solo nel 2007, primato assoluto) - ecco,
non vorrei che pagassimo pure i Dvd del Duce, che un po' comunque li paghiamo già.
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P.s.: Se Libero o qualcuno volesse rispondere ai nostri interrogativi, fornire chiarimenti o comunicare con il blogger, massima disponibilità:nonleggerlo@gmail.comP.s. 2: eccoci su Espresso e su Virgilio Notizie.
P.s. 3: Berlusconi all'Ocse cita il Duce, spottone per Libero?