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La frase del momento.

Silvio Berlusconi lancia il nuovo sito web del Pdl:
Questo portale sarà un alleato prezioso nella nostra battaglia per la libertà ... e anche qui riusciremo a far vincere l'amore sull'invidia e sull'odio. Il sito è accessibile anche da cellulare e Ai Pöath ... (iPad)
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Senza il vostro supporto questo blog non dura, grazie a tutti [info]

mercoledì 30 giugno 2010


Ah beh allora.

Camera dei Deputati, question time. Siccome non ne aveva capito nulla manco il diretto interessato, il Governo ha finalmente deciso di spiegare al Parlamento e all'Italia intera - ora sì che mi hanno convinto - il perchè della nomina a Ministro di Aldo Brancher:

"Brancher è stato promosso ministro per meglio operare il concerto tra i ministri Bossi, Calderoli e Fitto, così da giungere a una più rapida e concreta attuazione del federalismo, nel rispetto del programma di governo, in uno dei suoi punti più qualificanti e del mandato degli elettori".

[Fonte: ilsole24ore.com - Il Video: Vito risponde a Di Pietro]


Mafia: Padania-shock su Dell'Utri e Berlusconi.


Ah, no, scusate, mi confondo sempre
.
Questa è del giugno 1998, roba di 12 anni fa. Oggi la Lega è partito di Governo, proprio assieme a quelli lì, di quelle vecchie foto lì. E nella prima pagina di oggi 30 giugno 2010 si parla di tutto, dei Crocifissi, della Catalogna, del Governatore Cota, di Malpensa e di Luxottica, ma della mafiosità certificata del Senatore Pdl Marcello Dell'Utri, sancita per la seconda volta giusto ieri da una corte giudicante della Repubblica Italiana, non v'è traccia alcuna.

martedì 29 giugno 2010


Condanna Dell'Utri, Studio Aperto rimane il migliore.



Oggi di ricostruzioni fantasiose e servili sulla mafiosità accertata del Senatore Marcello Dell'Utri ne ho sentite molte, ma il Direttore di Studio Aperto con uno slancio salivare dell'ultimo minuto è riuscito a concepire il teorema migliore, psichedelia cospirazionista pura, un messaggio forte e chiaro ad Augusto Minzolini e a tutta la sua redazione, "noi di Italia 1 non molliamo".

"... e allora ci viene un dubbio ... non è che chi è vicino a Berlusconi qualcosa debba pagare? ... nelle stesse ore a Milano veniva dichiarato non punibile Massimo Tartaglia ... ora nessuno vuole vedere un incapace in cella, ma ci viene un secondo dubbio ... non è che si accanisce contro
Berlusconi
non paga mai?
".

[Video - Minuto 9.30 - Grazie Roberto e al mitico Potacchione per il video - a sorpresa il nostro video è stato il più visto in assoluto su Youtube tra il 30 giugno ed il 1 luglio, alla gente piace farsi male ...]



Marcello Dell'Utri è stato Condannato.



"In nome del Popolo Italiano" il Senatore Pdl Marcello Dell'Utri è stato Condannato a 7 anni di reclusione per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa. Per i reati commessi fino al 1992. Provati i rapporti con Cosa Nostra, con la mafia del Boss Bontade, con la mafia dei Boss Riina e Provenzano, almeno fino alle stragi di Capaci e via D'Amelio. Assolto per i fatti successivi. Cade la parte "politica", dell'intermediazione, della "trattativa" tra Stato e Mafia.

Per ora naturalmente. Il Sostituto Procuratore Nino Gatto appare stupito, ma sorride, è sicuro della qualità del lavoro svolto, dice che l'accusa relativa alla "stagione politica", quella successiva al '92, era la meglio argomentata, la più forte, "la più granitica, ancor più granitica della parte precedente". Aspettiamo dunque di leggere le motivazioni della sentenza, al massimo 90 giorni, aspettiamo di capire come sono state valutate le parole di Gaspare Spatuzza, aspettiamo che ai Graviano venga voglia di parlare, aspettiamo tante cose, ma statene certi, la logica e le prove fornite ci inducono a pensare che no, non è finita qui. E Berlusconi? Il nostro Presidente del Consiglio rimane comunque pesantemente coinvolto, confermata la connessione che lo lega a Cosa Nostra, via Dell'Utri: erano gli anni della nascita dell'impero, mediatico ed immobiliare, anni su cui il Premier non ha mai voluto fare chiarezza.

Chiudo. Su questo processo preparatevi a sentirne delle belle, e difatti siamo subito partiti alla grande, con Dell'Utri che ha appena ribadito l'eroicità di Vittorio Mangano ed un Augusto Minzolini capace di trasformare, ancora una volta, spaventosa condanna in gioiosa assoluzione. Nel frattempo la Corte Papale festeggia, festeggia e travisa e solidarizza, "gli italiani onesti stanno con il Senatore", gli Onorevoli Pdl non hanno dubbi, quello è innocentissimo ... magari si sono persi la parte in cui la Corte (è il secondo collegio giudicante di fila che lo fa, mica bubbole) ha confermato in blocco un ventennio di rapporti tra la Mafia siciliana e Don Macciello, non so se rendo. Ma in ogni caso - e non c'era bisogno di questa sentenza per farlo - mi permetterei di riproporre per il Senatore una parolina magica, lo so che è fuorimoda e poco efficace, ma così, tanto per non perdere l'abitudine, giusto perchè stiamo parlando di un uomo delle Istituzioni legato a Cosa Nostra, a Cosa Nostra, non per altro:

Dimissioni.
Se non lo fanno Ministro, s'intende.
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Non cliccare:

lunedì 28 giugno 2010


Berlusconi: "Da infermi mentali non riconfermare il Sindaco di Palermo".


Palermo 2007, Silvio Berlusconi appoggia con la solita classe il sindaco forzista Diego Cammarata:

Credo che se dei cittadini non dovessero confermare un sindaco e un buon governo che hanno operato così bene dovrebbero essere tutti ricoverati per
infermità mentale
.

Okei, sono passati 3 anni, e direi che un bilancino lo si può pure fare. Dunque, se guardate il Tg3, o leggete Le Monde, o vi siete imbattuti in qualche simpatico articoluccio, o certo, se per caso vivete a Palermo, vi sarete accorti che la città è soffocata dalla monnezza, che il Sindaco Cammarata è indagato per disastro doloso, inquinamento, truffa, gestione abusiva di discarica e abbandono di rifiuti speciali, che ha appena alzato le tasse per fronteggiare l'emergenza, che in piena crisi si è preso una pausa di riflessione per volare in Sudafrica a vedere i Mondiali di calcio, che continua a sminuire la portata del disastro all'insegna del "non c'è nessun pericolo per l'ambiente", e tutto questo mentre ovviamente nelle strade e nei fondali marini impazzano le discariche fai-da-te, eternit, copertoni, cucine, scarti di ogni tipo, quantità e pericolosità.

Vabbè, se poi vi basate unicamente sui servizi del Tg1, di Palermo conoscerete una cosa sola, e solo quella: la telenovela della "Panterona sicula", Minzolini ne va matto, un felino misterioso che si aggira per le vie della città terrorizzando i passanti, e che non si è ancora capito se esista davvero o se sia la solita leggenda metropolitana. Ne hanno riparlato anche ieri sera, edizione delle venti.


Io di Marcello Dell'Utri me ne Fotto.

Avete capito bene, io me ne fotto.
Siamo tutti lì, con il fiato sospeso, chissà se verrà condannato, chissà se stavolta verrà assolto, pure io eh, ci mancherebbe, ma tranquilli, è questione di ore.

In ogni caso, io me ne fotto. Perché non succederà niente, è già troppo tardi, l'anomalia è stata messa a sistema da tempo, l'unica cosa che ci resta da fare è riposizionare lo specchietto retrovisore, e non più guardarci le spalle da questa brutta gente, che sì, è tanto brutta, ma esaminarci, in faccia, encefalogramma democratico pressoché assente, appeal costituzionale nullo, siamo i peggiori cittadini della storia della Repubblica, scarsi, stanchi, creduloni, e solo un decennio di normalità istituzionale potrà riportarci alla ragione. In fondo non è tutta colpa nostra, vent'anni di endovene catodiche pesano, e ti cambiano, e cambiano soprattutto chi ha tempo di guardarsi quell'unico telegiornale alla sera, il Tg1 magari, in buonafede, saranno bravi quelli del Tg1, e poi via a letto che domani si lavora.

Io me ne fotto di questa sentenza, è già tutto sbagliato. Non ci temono più, noi sovrani del nulla, possono permettersi qualsiasi cosa, poi al massimo qualche passetto indietro. Possono permettersi una legge che sevizia il lavoro di giornalisti e blogger e magistrati, in un periodo di cricche e tangenti e case e mafie, quando la corruzione pesa sulla schiena del cittadino come mai negli ultimi 60 anni, 10 volte Tangentopoli, lo possono fare, possono permettersi di non fornire a giornalisti e magistrati e blogger e persone comuni tutti gli strumenti necessari per uscire da questa melma, fognatura strutturale e strutturata, ed anzi!, fare l'esatto opposto, dinamica altrove inconcepibile e pericolosa e che mi spaventa più di qualsiasi cosa. Perchè nel 1992 non sarebbe successo, e ora sì. Possono permettersi di creare un Ministro al niente, perché possa usufruire di una legge ad personam, una delle tante, perché era un dipendente di Papi, uno che gli faceva certi lavoretti, e che è meglio tenere buono. Non importa se poi la cosa si concretizza o meno, e vorrei essere chiaro su questo punto: è il solo coraggio di pensarle, certe cose, il coraggio di dirle in pubblico, nei luoghi sacri della vita civile, questo il vero dramma. In un periodo di sfiducia totale poi, in un periodo di crisi e di vacche magre, non c'è pudore che sovrasti l'interesse particolare, ma figuriamoci. Possono permettersi questo e quello, perché sanno che in fondo la nostra reazione non sarà poi così esplosiva, già zavorrati preventivamente da mesi di preparazione mediatica, demagogia mischiata a disinformazione e servita tiepida da mattina a sera, e qualsiasi cosa accada dopo, avranno gli strumenti per attutire il colpo, qualsiasi colpo, fino a che, eccolo, il silenzio.

Io me ne fotto
di questa sentenza, è già tutto sbagliato, montagne fecali a cui sommare o sottrarre secchielli di vergogna, cose orrende, per carità, ma è come aggiungere qualcosa ad una quantità infinitamente grande, cambia niente. Un Senatore pregiudicato, amante di Mussolini, amico di mafiosi, lui stesso lo ha ammesso, uno che mandava un boss di Cosa Nostra ad estorcere danari in suo nome e per suo conto, un Senatore che ha detto più volte che della politica non gliene "frega niente", che è lì solo per difendersi "dal Processo", e noi muti, muti, cose ingoiate ed in qualche modo digerite. Cosa ci fa Dell'Utri in Parlamento, io lo voglio sapere, con quale coraggio sta lì, con quale coraggio è stato messo lì? Dicono che stavolta cade tutto, dicono che stavolta si giudica il Potere, ma cosa aggiungerà questa sentenza ad un personaggio come Marcello Dell'Utri, che impatto avrà la decisione dei giudici su una tolleranza democratica violentata, la nostra, allargata, deformata, cos'è che può ancora indignarci, stupirci, se non lo fa quanto già sappiamo, quanto già abbiamo a disposizione? Perchè traggono forza dalla nostra debolezza, un circolo vizioso che non trova ostacoli e di scandalo in scandalo s'ingrossa e rotola, veloce, dirompente, partiti di governo inguardabili che sguazzano tra abusi costituzionali, etici, sociali, finanziari, e poi menzogne quotidiane, tangenti certificate, puttane presidenziali, inciuci cardinali e scandali settimanali che c'infiammano ma intanto l'ammasso rotola ed il tempo passa, e le legislature pure, e tutto finisce in non si sa bene cosa, e noi qui che aspettiamo Palermo, ancora e ancora una volta, e ci sono sentenze che sono lì da anni, le hanno lette in 4, è già tutto sbagliato.

Marcello Dell'Utri viene condannato per aver concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata Cosa Nostra, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa, mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario ed imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamento ed alla espansione della associazione medesima ... partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra ... intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con ... numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio criminale, tra i quali Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Mangano Vittorio, Cinà Gaetano, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore. (...)

Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. (...)

Gli elementi probatori emersi dall’indagine dibattimentale espletata hanno consentito di fare luce (...) sul ruolo ricoperto da Dell'Utri nell’attività di costante mediazione, con il coordinamento di Cinà Gaetano, tra quel sodalizio criminoso, il più pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni criminali operanti al mondo, e gli ambienti imprenditoriali e finanziari ... sulla funzione di “garanzia” svolta nei confronti di Silvio Berlusconi (...)


Queste condotte sono rimaste pienamente ed inconfutabilmente provate da fatti, episodi, testimonianze, intercettazioni telefoniche ed ambientali di conversazioni tra lo stesso Dell’Utri e Silvio Berlusconi, Vittorio Mangano, Gaetano Cinà ed anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
______________________________________
Stralci dalle Motivazioni della Condanna in 1° Grado per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa di Marcello Dell'Utri, 2004.
Qui
la Sentenza.

domenica 27 giugno 2010


Per la prima volta non so che dire.



"L'Italia perde ai Mondiali e se la prendono con me"
.
"Ho un sacco di deleghe, tutto quello che c'è scritto ...
qualsiasi cosa ci sia scritto
"
.
"Non va disturbato nessuno di domenica".

Non mi era mai capitato di ascoltare le parole di un Ministro della Repubblica Italiana, e non sapere cosa scrivere, come titolare, non mi era mai capitato di non sapere cosa fare.

sabato 26 giugno 2010


Hey, chi è quel cretino nella foto?

Al vertice di Toronto ancora nessun incidente diplomatico, ma sembra che il Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso, finite le foto di rito, abbia dovuto ammanettare uno degli 8 Grandi affinchè costui la smettesse di importunare i presenti.

[Fonti: apcom/flickr]

Bravissimissimi.

A Pierluigi Battista del Corriere e a Giuliano Ferrara del Foglio, ad Antonio Polito del Riformista, a Marcello Veneziani e ai critici del Giornale, a Pierferdinando Casini e a quei 4 elettori Pdl che "ma com'è possibile?", a Maurizio Belpietro e allo stupore di Libero, al Gianfranco Fini "sconcertato" e ai Finiani che stavolta non ci stanno, o forse sì, a quelli di Farefuturo, ad Umberto Bossi, ai Leghisti che s'incazzano e ai Leghisti che tacciono imbarazzati, a Walter Veltroni che ci mette sempre un po' e al Presidente della Repubblica tranquilli-che-firmo-tutto Giorgio Napolitano. A quelli che oggi si sono indignati veramente o per finta, a quelli che con uno sforzo sovraumano sono riusciti a muovere una mezza critica in direzione papale, a quelli che toh!, dopo 20 anni di fedele connivenza hanno semi-realizzato che i loro compagnucci di banco perpetuavano un utilizzo privato, sbagliato, malato della cosa pubblica.

Insomma, volevo dire a tutti quelli che nelle ultime ore si sono accorti che Berlusconi ha fatto Ministro Aldo Brancher solo perchè potesse fuggire dalle proprie grane processuali, bravi, ben arrivati, e se vi leggete pure quest'ultima cosina qui vi compriamo lo zucchero filato, promesso.

[clicca per leggere e condividere il Manifesto della Libertà]

venerdì 25 giugno 2010


Bentornati nel Paese dei Balocchi.


Oh-Oh. Ci risiamo. Berlusconi è giunto stanotte a Toronto, Canada: G8 + G20. Non so se mi spiego. Potremmo definirla la "cuccagna dei blogger", o il "superenalotto del giornalista", un mondo fantastico ci attende, insomma, si va di nuovo nel Paese dei Balocchi. Eventi come questo provocano nel cittadino italiano reazioni diverse, c'è chi si tocca i maroni, chi non ne vuole sapere nulla e si scollega dalla civiltà per settimane, chi ha fatto incetta di birra, fonzie e benzodiazepine ed è pronto per lo spettacolo. Diciamo che quando il Santo Papi s'inebria di aria internazionale, può succedere di tutto. Come cosa vuol dire "può succedere di tutto"? Allora.

... Far incazzare Regine, mitragliare giornaliste russe, slinguare operaie, cornificare Ministri, creare incidenti diplomatici, dare del Kapò ad Europarlamentari, gnoccare le Tatcher, baciare mani sbagliate, ribaciare mani sbagliate, offrire la propria moglie a Leader Danesi, sbavare su mogli altrui, dare dell'abbronzato ad un Presidente di Colore, ridare dell'abbronzato ad un Presidente di Colore, sparare minchiate d'oltralpe, esasperare Angela Merkel, ri-esasperare Angela Merkel, imbarazzare i francesi, imbarazzare gli spagnoli, ri-imbarazzare gli spagnoli, disegnare su dei foglietti di carta biancheria intima femminile per poi passarli ai Premier vicini.

Ma magari stavolta andrà tutto bene eh.


Punti di vista.

Ecco, più o meno funziona così. In Italia uno può dire che la sinistra vuole rubargli il voto, che la sinistra non accetta la sconfitta, che c'è un clima "da dittatura", che siamo ad una "manovra politica contro il federalismo", che i piemontesi "non sono pirla", che la Bresso era alla ricerca di un "qualsiasi cavillo che la potesse rimettere in corsa", che il risultato del voto "non si discute", che si starebbe per "violare la prima regola, cioè la sovranità popolare" e persino che è in atto un tentativo "di golpe".

E un altro poi può ignorare tutto questo, e chiedersi: "E' giusto, in una democrazia, che un governatore sia eletto con i voti decisivi di una lista che si è presentata con 18 firme false su 19?".

giovedì 24 giugno 2010


Mezzo pieno.

Niente, volevo solo dire che visto l'andazzo degli ultimi tempi, io mi ritengo già particolarmente fortunato che Marcello Dell'Utri non sia il nuovo Ministro allo Sviluppo Economico.


Per Minzolini abbiamo diversamente vinto.


"Piccola Italia,
condannati dalla mediocrità"

Il Giornale

"Baratro Italia"
Panorama

"Umiliazione Italia"
Libero

"Che Figuraccia"
Il Tempo

"Tutto da ricostruire,
un ammasso di Macerie"

Il Foglio

"E' l'Italia più brutta di sempre"
Tgcom

"A Casa"
Tg1

Coraggio cari NonBlogger, un lato positivo c'è, almeno per una volta i nostri media preferiti sono riusciti a raccontare perfettamente la realtà politica italiana. Aspettando il Tg1 delle 20.00, s'intende.


Nooo! Dai? Sì? Sul serio? Non mi dire.


... La nomina di Brancher a Ministro apre anche un altro fronte visto che secondo l’opposizione l’unica ragione della promozione è quella di metterlo al riparo dalle inchieste giudiziarie ... Una ricostruzione che il diretto interessato rimanda al mittente.
Lasciatemi lavorare e giudicatemi dopo. Le polemiche pretestuose non mi interessano e le fa solo chi ha tempo da perdere.
[Il Giornale riporta le parole di Brancher, 19 giugno 2010]


... Lei sa che non solo nell'opposizione ma anche nella maggioranza c'è chi pensa che la sua nomina sia stata fatta per poter esercitare il legittimo impedimento nel processo sulla scalata all'Antonveneta?
Non c'è alcun collegamento tra le due cose.
[Brancher intervistato da La Stampa, 20 giugno 2010]


... Si dice poi che lei voglia sfruttare il suo posto al Governo per difendersi meglio dall'inchiesta Antonveneta.
... non ho niente da temere.
[Brancher intervistato da Libero, 20 giugno 2010]


... E il fatto che la sua nomina possa aiutarlo nel presentare ragioni di legittimo impedimento davanti ai giudici?
L' obiezione avrebbe un fondamento se mi avessero affidato un ministero vuoto, senza deleghe, nato per caso. Sono uno che lavora dalla mattina alla sera per il Paese e per il proprio partito, ragioni per cui nel prossimo futuro spero di ricevere maggiore rispetto da chi si occuperà di me. Al netto ovviamente di quei farabutti che a sinistra fanno dell' ironia. Su di loro non ho speranze.
[Brancher intervistato dal Corriere della Sera, 21 giugno 2010]


... Si è scritto che il suo ministero è stato creato per premetterle di usufruire del legittimo impedimento nei processi in cui è imputato ...
Non ho avuto il tempo di fare questo ragionamento. Con tutto quello che ci sarà da fare dovrò ragionarci su, non ho ancora avuto modo di parlarne con i miei legali. In questo momento posso dire che di questo incarico ne parliamo da alcune settimane, non è stato improvviso. Se il legittimo impedimento fosse stato così urgente sarei diventato ministro da due mesi fa ... Dunque nega? Si, nego totalmente. Escludo che questo incarico sia stato creato per i processi ... Sono stato attaccato ingiustamente e ci sono rimasto male.
[Brancher intervistato da Repubblica, 21 giugno 2010]


...

Oggi Aldo Brancher ha invocato il Legittimo Impedimento - ma guarda un po', una scelta che ha spiazzato davvero tutti - da neo Ministro di non-ho-ancora-ben-capito-cosa ha infatti potuto sfruttare alla grande la nuova Ad Personas Papale, insomma, il processo verrà stralciato ed alcuni di noi si sentiranno, ehm ... come dire?, un po' più coglioni, ecco.

mercoledì 23 giugno 2010


I lettori del Giornale vogliono "Saviano morto", la redazione cancella tutto e si giustifica: "Disguido tecnico". E noi ripubblichiamo quei commenti.


Nel post precedente vi abbiamo mostrato la foto-shock del nuovo numero di Max, Saviano morto in obitorio. Una scelta editoriale che allo scrittore di Gomorra non è piaciuta per nulla e che sta provocando in rete una serie di giudizi molto contrastanti. Delusione, ad esempio.

Molti lettori del Giornale
avrebbero preferito una Morte Vera
.

Lo hanno scritto in tanti, sia sul sito che sulla pagina facebook di Giornale.it, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri e organo ufficiale del Partito dell'Amore. "Speriamo che le foto siano profetiche", "Peccato che la foto sia finta", "pur di guadagnare venderebbe la mamma", "affoga nei tuoi miliardi" sono solo alcune delle sentenze emesse dai lettori papali. La Redazione ha preferito cancellare tutto quanto, troppo grave, troppo imbarazzante pure per loro. "Disguido tecnico", lo hanno chiamato, con quello spot pubblicitario che vedete lassù, "Basta scuse", ad irriderne il titolo. La cancellazione dei commenti è stata una scelta doverosa, sia chiaro, ma un po' troppo semplice, comoda, il fatto che quel tipo di lettore abbia deciso di scrivere quel tipo di parole in quel tipo di spazio digitale non va sottovalutato, non si elimina così, con la semplice pressione di un bottoncino. Eccoli allora quei commenti, eccolo allora il nostro piccolo disguido tecnico, ingrandite le immagini e poi bo, fate voi, che in fondo non ci sono nemmeno parole.

[Dal sito del Giornale, questi alcuni dei commenti (ce n'erano molti altri) apparsi in calce all'articolo intitolato "Saviano martire per Max" e sparito dopo poche ore dalla home page del quotidiano]

[Dalla Pagina Facebook del Giornale ... la Redazione si è scusata anche via social, questo dopo aver cancellato, tra gli altri, i commenti di Mimmo, Gianni, Antonio, che trovate proprio qui sopra. Per questo screen ringrazio Il Nichilista]


"Hanno ammazzato Roberto Saviano". La Foto.


Sul nuovo numero di Max.
"Ora basta, siamo stufi di sentirlo attaccare da gente come Borriello, Fede, Berlusconi ... Sì, è una provocazione, un’immagine forte", dicono dalla redazione del mensile.

Benedetta Tobagi afferma che no, la cosa non va bene, io ci sto pensando e non ho risposte, forse è stata una scelta sbagliata, ma anche una scelta giusta, mi rimetto al vostro giudizio. Nel frattempo vi segnalo che Il Giornale ha deciso di raccontarne alla solita maniera, peraltro copiando spudoratamente l'articolo uscito su La Stampa di oggi, e arricchendo l'abuso con dei tocchi di classe inconfondibili, "alla fine fu incoronato eroe". Roberto Saviano parla di "speculazione", questo mi ha scritto riguardo l'iniziativa di Max, e poco dopo è uscita questa sua agenzia: "Una foto utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi vive protetto. Questa pressione sulla mia morte lascia sgomento me e la mia famiglia. Ma rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire".

martedì 22 giugno 2010


Il Tg2 censura il tormentone tedesco!



Oramai questo video lo conoscete, un tormentone che ha scavalcato la rete ed è entrato di prepotenza in tutti i tiggì italiani, in mezzo a cricche ed intercettazioni. Minuto 2.50. Il tizio, che sembra appena uscito da un dottorato a Cambridge in cultura italiana, si mette a cantare ...

"Pizza! pasta! mafia! Berlusconi! questo ci basta, non vogliamo di più".

Probabilmente il Tg2 ritiene pericoloso quell'accostamento chirurgico tra la parolina "Mafia" e la parolina "Berlusconi", che forse per i telespettatori è troppo, quelli stanno cenando e gli potrebbe prendere un accidenti. E così la redazione capitanata da Mario Orfeo si prende la libertà di riassumere il motivetto tedesco lasciando fuori qualche cosina, una in particolare, e tagliando il video con provvidenziale precisione ... guardate:



"la simpatica marcetta non si risparmia, e arriva all'abusatissima Pizza, Pasta, Mafia ... lasciamoli fare".
[Mentre in sottofondo audio e video vengono interrotti un nanosecondo prima di "Berlusconi!"]

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[grazie a Andy_The_Dandy per la segnalazione - grazie a Potacchione per il solito essenziale supporto video - Qui il servizio dal sito del Tg2 - Il nostro video è stato ripreso dall'Espresso.it]


Ebbene sì, a qualcuno sono piaciute.



"Quest'anno il vento è cambiato,
le tracce dei temi sono finalmente umane"
.

Giorgio Mulè, Direttore di Panorama, commenta entusiasta le tracce di quest'anno. Pure quella sugli Extraterrestri.


Lo so, avrei fatto un grande Tema.


Dunque, avrei parlato del servizio del Tg1 sulla "allerta" Ufo nel napoletano, con la chicca del "cocktail del Marziano" che a detta di Minzolini viene servito nei locali in zona-avvistamenti, poi nello zainetto mi sarei portato tutti i ritagli e gli inserti di Libero su Benito Mussolini ed un po' di materiale sui Comunisti brutti sporchi e cattivi, che torna sempre buono, sui Giovani e la Politica sarei andato a colpo sicuro puntando sul Trota e sull'Igienista Dentale Nicole Minetti - giovani sono giovani e stanno pure in Regione Lombardia - per la traccia dedicata alla Musica un piccolo ragionamento riguardante "Il ruolo di Apicella sui Voli di Stato Italiani", ed infine per sicurezza mi sarei stampato un paio di verbali su Piacere e Piaceri ed alcune fotografie sulla Ricerca della Felicità, che comunque felici lo siamo già.
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[Ebbene sì, proprio queste le tracce della Maturità 2010, da Repubblica.it]

lunedì 21 giugno 2010


Vi presento il Senatore dell'anno.

E' Paolo Tancredi, Senatore Papale del Pdl. Quello che oggi pomeriggio si è accorto così, tra una chiacchiera e l'altra, di aver portato in Parlamento il più grande Condono Edilizio della storia repubblicana, un mostro a 2 teste che da un lato avrebbe riaperto vecchie sanatorie fiscali mai rimarginate e dall'altro regolarizzato abusi edilizi nelle zone "sottoposte a vincolo culturale e paesaggistico", cioè nelle aree protette, avete capito bene. Non appena si sono resi conto dell'ordigno, quelli della maggioranza ne hanno immediatamente preso le distanze, al grido di "Noooi una cosa del genere? Maaaai!", ignorando così anni e anni di via libera ad obbrobri tombali di ogni tipo. L'Emendamento verrà quindi ritirato domattina. Pensate, il Senatore Tancredi con questa genialata è riuscito persino a far infuriare quelli del suo stesso partito, il che è tutto dire: gente del calibro di Bonaiuti, Quagliariello e Gasparri, votatori seriali di condoni plurimi nonché firmatari delle peggiori porcherie legislative di questo Paese, politici con un pelo sullo stomaco così ... insomma, se si sono scandalizzati loro, non servirebbe aggiungere altro.

Ma intervistato da Sebastiano Barisoni per Focus Economia, su Radio 24, ecco cos'è riuscito a dire il buon Tancredi su tale operazione, di cui rimane il Primo Firmatario, ripeto, il Primo-Firmatario ...

Ma perchè avete proposto un emendamento del genere, un emendamento non si propone così per sport, qual era l'obiettivo reale?

Ehm ... le dico ... per essere del tutto sincero ... è un emendamento che non avevo valutato, stamattina siamo stati firmatari di centinaia di emendamenti ... abbiamo fatto una votazione e ci siamo subito accorti della Abnormità dell'emendamento tant'è che verrà subito ritirato ... era Catastrofico dal punto di vista del territorio ...

Ma secondo lei a chi può essere venuta in mente la sanatoria per le aree protette? Visto che lei non l'ha scritta, chi è che arriva a scrivere una bestialità del genere?

Se vuole saperlo sto cercando di accertarmene anch'io, è una cosa che non ha nessun senso ... un Condono così, a maglie larghe, non è mai venuto in mente a nessuno, almeno a nessuno di quelli che conosco ... non lo so com'è nato, quell'emendamento, non me ne sono reso conto ... se mi fossi reso conto non avrei firmato ... il primo curioso di sapere chi l'ha scritto comunque sono io ...

Visto che gli Emendamenti del Pdl sono 1.200, potrebbe aver firmato altri Emendamenti ... ehm ... di cui non conosce ... ehm ... l'entità?

Mah ... stiamo valutando in queste ore ...
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[Audio, Radio24: dal minuto 22]


Feltri invoca Papi: "Dammi questi 7 giornalisti, e io fotto il Corriere della Sera".


Come sapete sto leggendo l'ultimo libro di Vespa - presto qualche chicca - e quindi non mi ha fatto particolare impressione la mega-intervista-da-due-paginoni-e-mezzo a Vittorio Feltri, intitolata "Appena assunto mettevo i nomi ai trovatelli e tagliavo le rette ai matti" e rilasciata, toh!, al suo stesso Giornale.

Cioè, in realtà sì, un po' di impressione me l'ha fatta, ad ogni secrezione salivare dell'intervistatore veniva messa a dura prova la mia tolleranza informativa, 7-pagine-digitali, 15-colonne-papali di "Quando ti definiscono l'erede di Montanelli, nel tuo intimo quale reazione hai?", o "Riconosci d'avere una morale adattiva, che modifichi a seconda degli incarichi e delle circostanze?", o "Posso dirti che mi sembri molto meno burbero e più paterno?", o "Da quanti anni vivi sotto scorta?", o "Giri ancora con la pistola, Callaghan?", eccetera. Ma ho resistito, anche quando arrivato alla fine delle 2 paginate (foto lassù), ho scoperto che ce n'era ancora mezza, dall'altra parte. Comunque, niente, mi è piaciuto in particolare questo pezzetto:

Granzotto chiede: Chi vorresti portarti al Giornale?

Feltri risponde: «Tre firme, sempre della Stampa: Massimo Gramellini, Luca Ricolfi e mio figlio Mattia, che però non verrebbe mai. Poi mi prende­rei Ernesto Galli della Loggia, Angelo Pane­bianco, Paolo Mieli e Piero Ostellino dal Cor­riere e con un investimento di pochi milioni fotterei la corazzata di via Solferino».


Ufficiale! Il Tg1 parlerà della Merda di Palermo.


Palermo, l'estate riporta l'incubo rifiuti
La Repubblica, 18 giugno 2010

A Palermo l'immondizia sommerge le strade, ma aumentano le tasse
L'Unità, 18 giugno 2010

Palermo tra i rifiuti, il Sindaco in Sudafrica
Corriere della Sera, 17 giugno 2010

Un'altra notte di roghi a Palermo e Provincia
Agi, 15 giugno 2010

Palermo invasa dalla spazzatura,
e a Napoli di nuovo rifiuti nelle strade

Il Gazzettino, 15 giugno 2010

Notti di fuoco a Palermo, città in guerra con i rifiuti
La Stampa, 6 giugno 2010

Palermo è nel caos, verso lo stato d'emergenza
Il Sole 24 Ore, 22 maggio 2o10

Palermo è seppellita dai rifiuti,
i sacchi neri invadono le scuole

La Stampa, 14 maggio 2010

Ehm, scusate il francesismo utilizzato nel titolo, ma mi sono lasciato un attimo trasportare dall'emozione. No perchè siccome ora dell'immondizia che invade le strade di Palermo se ne è occupato anche un quotidiano come Le Monde (traduzione) - letto e straletto in tutto il mondo, non come 'sti 4 giornaletti elencati qui sopra - statene certi, la notizia diventerà degna di Tg1, che stasera ne parlerà sicuramente. Alcuni antiitaliani sospettano già da qualche tempo che nessun canale televisivo mostri la putrescenza palermitana perchè la città e la regione e l'Italia intera sono governate dal centrodestra di Silvio Berlusconi, e non c'è nessun Prodi o Bassolino o Iervolino da mettere in mezzo.

Minzolini ci ha ripetuto più volte che lui "non è servile" nei confronti di nessuno, che il suo è un tiggì "obiettivo ed imparziale", che continuerà a darci un'informazione "approfondita e libera": bene, questa è l'occasione di dimostrarlo. Io mi voglio fidare, stasera alle 20.00 tutti sintonizzati su Rai 1, sono certo che vedremo un bel servizio sulle strade di Palermo, immagini e monnezza, roghi e merda, gente esasperata e turisti sconcertati, grazie Le Monde, grazie Minzolini.



Update: Italiadallestero.info, l'articolo integrale di Le Monde -
Rainews24: intervista al Sindaco Cammarata.


Ad Cardinalem.


Dunque, vediamo un po'. Il Cardinale Sepe è indagato per Corruzione a Perugia, ancora uno scandalo immobiliare, Stato e Chiesa che si fondono in Cricca, un nuovo step dei Patti Lateranensi, diciamo. Il Cardinale è comunque "pronto a collaborare", senza fare tante storie, "senza porre problemi procedurali legati al possesso di un passaporto diplomatico". Bene dai, sono contento, almeno questo. Ehm, no, fermi tutti, il Cardinale Sepe probabilmente non si è espresso correttamente, magari l'inesperienza, o la tensione del momento, sapete, a volte l'emozione gioca brutti scherzi, ed ecco che in suo soccorso è subito intervenuto il Vaticano, con una divina postilla:

"Collaborerà ...
ma nei limiti del Concordato".

Paroline celesti, apparentemente innocue, ma che nascondono uno scudo fotonico-immunizzante che i nostri a confronto sono acqua fresca. "Lo Scudo del Cardinale", tuona in prima pagina il Secolo XIX: "il Vaticano ricorda che il Concordato prevede una sorta di scudo giudiziario per i cardinali, e una tutela ancora più vasta per quei cardinali che hanno responsabilità nel “governo” della Chiesa". Sul Corriere della Sera il docente di diritto ecclesiastico Enrico Vitali rievoca lo Ior e Marcinkus, elencando le difficoltà che potrebbe incontrare la giustizia italiana nell'indagare il Cardinale Sepe. Su Repubblica delineano invece lo schema protettivo a garanzia dell'establishment vaticano, tra privilegi, trattati e concordati, lo trovate proprio qui sotto, roba che Berlusconi ha già messo in moto Ghedini, "senti, com'è che si diventa Cardinali?".

[Clicca e ingrandisci, da La Repubblica di oggi]

domenica 20 giugno 2010


Travaglio condannato. Ma per Schifani è peggio.


Da Il Giornale di oggi:

Dovrà pagare 16.000 euro
Sentenza: Travaglio è un diffamatore

Il maestrino anti Cav condannato da un giudice per aver definito Schifani un "lombrico"

Ebbene sì, anche i maestrini dalla penna rossa e dall'inchiostro antipatico, qualche volta sbagliano. Eccedono, esagerano, si fanno prendere la mano dagli aggettivi e dai rafforzativi. E così si trovano incastrati nelle stesse tagliole che ogni tanto, diciamo ogni 80 o 90 righe, per puro gusto di mestare nel torbido, seminano qua e là nella speranza che qualcuna delle loro vittime predestinate ci finisca dentro (...) Questa volta dovrà mettere mano al portafoglio.

La condanna del cattivo maestro

Lezione a Travaglio: 16 mila euro per risarcire le offese a Schifani


Da Libero di oggi:

La condanna
Travaglio deve risarcire Schifani. Intanto attacca ancora
(...) Il collegio difensivo del presidente del Senato Renato Schifani ha preso atto con soddisfazione - secondo quanto si è appreso - che i giudici abbiano riscontrato la diffamazione da parte del giornalista Marco Travaglio nella trasmissione Che tempo che fa.

Ehm, tutti soddisfatti i detrattori di Travaglio, Feltri, Belpietro, persino Schifani con i propri legali. Una vera goduria la condanna del giornalista torinese, così impara a dire quelle cose da Fazio e Crozza, e pure sull'Unità ... Oddio ... ad occhio e croce se fossi in loro non me la sentirei di gioire così tanto, con titoloni da Prima Pagina e tutto il resto. Certo, è una vittoria che possono dare a bere ai propri lettori, su questo non discuto, ma io c'andrei pianino. Marco Lillo, ad esempio, la vede in maniera diversa: la sentenza parla chiaro [qui il pdf], Travaglio è stato condannato per aver definito Schifani "lombrico" e "muffa" (il giornalista torinese qui sbagliò di grosso), ma il Giudice ha stabilito non solo che i rapporti del Presidente del Senato con uomini poi condannati per Mafia ci furono davvero, ma che bisognava raccontarne, e bisogna farlo ancora e ancora, anche se siamo in Italia, perché sapete, si chiama "diritto di cronaca". E non è finita qui: è necessario chiedere "a chi ricopre incarichi pubblici l’assenza di zone d’ombra nella propria storia professionale" - continua il Giudice - e Schifani avrebbe il dovere di effettuare "una rivisitazione critica" dei suoi rapporti con gli uomini di Cosa Nostra, altroché portare in Tribunale chi ne parla. "Dunque, da oggi, si può dire che la seconda carica dello Stato ha avuto rapporti con gente di Cosa Nostra", chiude Travaglio.

sabato 19 giugno 2010


Bruci in Pace.

"L’Einaudi ha deciso di non pubblicare "O caderno" di Saramago per­ché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un 'delinquente'. Si tratti di lui o di qualsiasi altro espo­nente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe".
[L'Einaudi motiva il suo no a Saramago, 29 maggio 2009]

"Essendo io pubblicato in Italia da Einaudi, proprietà del detto Berlusconi, qualche soldo glielo avrò fatto guadagnare. Un'infima goccia d'acqua nell'oceano, ovviamente, ma che gli sarà servita almeno per pagarsi i sigari, ammettendo che la corruzione non sia il suo unico vizio (...) Nel caso concreto del popolo italiano, è dimostrato come l'inclinazione sentimentale che prova per Berlusconi, tre volte manifestata, sia indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale. In effetti, nel Paese della mafia e della camorra, che importanza potrà mai avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente? In un Paese in cui la giustizia non ha mai goduto di buona reputazione, che cosa cambia se il primo ministro fa approvare leggi a misura dei suoi interessi, tutelandosi contro qualsiasi tentativo di punizione dei suoi eccessi e abusi di autorità? (...) 'W'. è un film che attacca Bush, e Berlusconi, uomo di cuore come può esserlo un capo mafia, è amico, collega, fautore dell'ancora presidente degli Stati Uniti. Sono fatti l'uno per l'altro. Quel che non sarà ben fatto è che il popolo italiano accosti una quarta volta alle natiche di Berlusconi la sedia del potere. Non ci sarà, allora, risata che ci salvi".
[Da "Berlusconi & C.", 19 settembre 2008]

"Mi rendo conto che la domanda potrebbe suonare in qualche modo offensiva a un orecchio delicato. Di cosa si tratta? Un semplice particolare per chiamare in causa un intero popolo, per chiedergli conto dell’uso di un voto che, per la gioia di una maggioranza di destra sempre più insolente, ha finito per fare di Berlusconi padrone e signore assoluto dell’Italia e della coscienza di milioni di italiani. Anche se, in realtà, voglio dirlo subito, il più offeso sono io. Sì, esattamente io. Offeso nel mio amore per l’Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, ancora, nella mia ostinata speranza che l’incubo possa aver fine e che l’Italia possa riappropriarsi dell’esaltante spirito verdiano che, per un periodo, ha rappresentato la sua migliore definizione. E non mi si accusi di stare gratuitamente mischiando musica e politica, qualsiasi italiano colto e onesto sa che ho ragione e il perché".
[Da "Che cosa fare con gli italiani, 18 febbraio 2009]

"... Si potrebbe anche cominciare a pensare a come liquidare questi imponenti, arroganti e pretenziosi edifici chiamati parlamento e senato, fonti di continue discussioni e onerose spese che non aiutano il popolo. Di riduzione in riduzione scommetto che arriveremmo all’agorà dei greci. Ovviamente con l’agorà, ma senza greci. Mi diranno che non bisogna prendere sul serio questo Cavaliere. D’accordo, ma il pericolo è che si finisca per non prendere sul serio quelli che lo votano".
[Da "La democrazia in un taxi", 13 marzo 2009]

"Il Catalina odierno, in Italia, si chiama Berlusconi. Non ha bisogno di congiurare per il potere perché è gia suo, ha abbastanza denaro per comprare tutti i complici necessari, inclusi giudici, deputati e senatori. É riuscito nell’impresa di dividere il popolo d’Italia in due parti: quelli che vorrebbero essere come lui e quelli che lo sono già".
[Da "Fino a quando", 15 maggio 2009]

"Avevo giurato a me stesso di non tornare a scrivere di questo personaggio in tempi stretti, ma, ancora una volta, la forza dei fatti può più della mia volontà. In questo caso non si tratta di miss, modelle e ballerine scelte con il dito (o con le dita) per il Parlamento Europeo né di gioielli regalati per il compleanno di giovani “ragazze” poco più che adolescenti che chiamano il presidente del consiglio italiano “papi” (...) Mi piacerebbe pensare che la fine di Berlusc è vicina. Ma per questo sarà necessario che l’elettorato italiano esca dalla sua apatia, involontaria o complice, e che riprenda la frase di Cicerone ricordata qualche giorno fa. Che dica una volta per tutte e che si senta in tutto il mondo: “Troppo a lungo hai abusato di noi, Berlusc, la porta è quella, sparisci”. E se quella porta sarà quella del carcere, allora si potrà dire che giustizia sarà stata fatta. Finalmente".
[Da "Corruzione", 21 maggio 2009]

"Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento".
[Da "La cosa Berlusconi", 8 giugno 2009]

"Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto".
[Da "No B Day", 7 dicembre 2009]

Eccole allora le parole che l'Einaudi si rifiutò di pubblicare, eccoli i Post "che qualsiasi giudizio condannerebbe" senza dubbio alcuno, righe che come sempre, ora che l'autore non c'è più, hanno un retrogusto un pochino diverso. Come se ci volesse convincere di qualcosa, si rivolgeva direttamente a noi, insisteva e insisteva, ma che mi combinate laggiù? "Al rogo Saramago", scrisse l'Espresso il 28 maggio 2009, e ora che ad un giorno dai saluti sono arrivate anche le pugnalate vaticane, direi che è perfetto, non ci resta che augurargli di bruciare in pace.
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[Nota: in questo spazio ho riportato tutti i post di Saramago riguardanti Berlusconi, presi da qui; nel libro "Il Quaderno" invece ne sono stati riportati solamente i primi 2. Li potete leggere nella loro versione integrale anche su Espresso.it]