_

La frase del momento.

Silvio Berlusconi lancia il nuovo sito web del Pdl:
Questo portale sarà un alleato prezioso nella nostra battaglia per la libertà ... e anche qui riusciremo a far vincere l'amore sull'invidia e sull'odio. Il sito è accessibile anche da cellulare e Ai Pöath ... (iPad)
-
-
Senza il vostro supporto questo blog non dura, grazie a tutti [info]

martedì 31 agosto 2010


Finisce qui.

L'idea era questa: contattare uno ad uno i 44 dissidenti finiani in Parlamento, e chiedere loro una volta per tutte - con molta chiarezza - come si comporteranno di fronte alle future leggi ad personam di Silvio Berlusconi.

E più precisamente: "Permetterete sì o no al nostro Presidente del Consiglio di stracciare ancora una volta la Costituzione italiana, irridere l'uguaglianza del cittadino di fronte alla legge, e salvarsi così da condanne per reati (altrove) gravissimi come la corruzione e la frode fiscale? Permetterete sì o no al Presidente del Consiglio di godere della trentottesima legge-vergogna - voi che le avete firmate tutte - e di proseguire in quel cammino istituzionalmente folle che gli ha permesso di sedare ben 9 dei 12 processi a suo carico fin qui conclusi?".

Sia chiaro, in questo caso non m'interessava nulla del "contenitore", che si chiami "processo breve" o "lodo costituzionale" o "riforma delle mense padane", bensì volevo entrare nel merito della questione, al netto di tutto il resto: impunità sì, impunità no. Stop. Volevo inoltre capire fino dove potessero arrivare, nella realtà, quelle belle parole sulla difesa dei principi costituzionali, sulla legalità, sui diritti e sul futuro del Paese; volevo capire quanto fosse sentito nel gruppo dei finiani il pentimento di Farefuturo; volevo capire quanto fosse concreto il dissenso di chi ha sostenuto in maniera determinante il progetto impunitario di Sua Maestà per oltre 16 anni; volevo capire quanto fossero fondate le mie preoccupazioni, e solidi i segnali delle ultime settimane. Bene, questi interrogativi sono stati placati. Ho ottenuto risposta. Una risposta che mi basta.
"Berlusconi è vittima di un'aggressione, e noi
siamo favorevoli ad uno scudo giudiziario"
.
[Italo Bocchino, capogruppo dei finiani alla Camera]

lunedì 30 agosto 2010


Ecco, questa mi mancava.


... non si capisce come mai in 18 anni Berlusconi (non sia mai stato condannato definitivamente) ... è vero che ha governato e quindi ha avuto a disposizione (il Parlamento per farsi le leggi ad personam) ... ma non mi sembra poi che sia riuscito a fare così tanto per salvarsi, altrimenti dopo 18 anni sarebbe salvo ... se dopo 18 anni il Governo è costretto a fare numeri da circo per mettere al riparo Berlusconi vuol dire che non è stato poi così invadente nella giustizia ...
Alessandro Sallusti, vicedirettore de Il Giornale, replica
così ad un gigantesco Peter Gomez. 30 agosto 2010.
_________________________________________
[Thanks to Potacchione]


La cosa che amo di Gheddafi.


O meglio, l'unica cosa che non mi fa vomitare del dittatore libico Muhammar Gheddafi è la capacità di illuminare ad ogni sua visita la cialtroneria della nostra classe dirigente, ed in particolare di questo Esecutivo. Non che ve ne fosse particolare bisogno, ma il bagliore delle ultime ore è accecante, rivelatorio, impossibile da ignorare. Dalle osterie della bassa padana alle convention di "Forza Silvio", dai megarosarioni galattici del venerdì sera ai raduni delle groupies di Emilio Fede, tutti dovranno parlarne.

Per dire. Lo spettacolo patetico ed umiliante a cui stiamo assistendo non ha colpito per nulla l'islamofoba, "femminista-per-modo-di-dire" e strappatrice compulsiva di burqa Daniela Santanché (foto sopra). Sì, proprio lei, avete capito, l'ideatrice dello slogan "Maometto era un Pedofilo": orde di ragazze pagate e rese mute e caricate di un Corano take away, che magari ci scappa pure la conversione, giovani femmine preselezionate a centinaia - "qui non sono ammessi uomini e cesse" - ed inserite in un festival del trash che nessuna grande democrazia occidentale sponsorizzerebbe nemmeno sotto tortura, ma niente di niente, per la Santanché tutto okay ...

Per non parlare dei Ciellini del Pdl, con Lupi che alza la manina per lodare la nostra gloriosa cultura cristiana, ma a bassa voce, s'intende, che il sollazzo del socio-sosia di Papi non va assolutamente disturbato. Che dire della Carfagna, della Gelmini, della Meloni, le grandi battagliere di questo Governo, con le bocche zippate e le teste ruotate di 180°, a mo' di esorcista? E dei Leghisti, eh?, eh?, che mi dite? ... no, fermi tutti, fantastici i Leghisti: che se oggi fossero all'opposizione - magari con Prodi alla guida del Paese - probabilmente avrebbero assaltato Palazzo Chigi, e saremmo in guerra civile o qualcosa del genere. Ed invece deglutiscono, leccano il dorso del rospo prima di ingoiarlo, poi si calano le braghe in silenzio, è l'ora della penetrazione libica. Grazie Gheddafi, sembrava impossibile ma ora l'incoerenza e le parole vuote e gli ideali di plastica di questa destra sono ancora più limpidi: torna quando vuoi.

sabato 28 agosto 2010


Augusto Minzolini: ci volevi fottere ancora, vero?



Ci siamo. Ora non si scherza più. Il Processo Bre...ehm, scusate, la Ammazza Processi deve trasformarsi in legge nel più breve tempo possibile. Sulla testa di Silvio Berlusconi pende la mannaia di una condanna per Corruzione (e non solo), un giudizio da cui fuggire ad ogni costo, perché ne decreterebbe l'immediato the end politico.

E allora via, da stasera è ufficialmente partita la missione anti-informativa dei genital organ di Arcore, una regressione giornalistica che ci porterà agli antipodi del reale, per la difesa del reame. La 38esima Ad Personam a tutela del Santo Papi e di tutti quei criminali che usciranno dalla galera con la scusa del "Processo giusto" e dei "Tempi certi" si è già trasformata in qualche cosa di urgente, di dovuto, per il bene nostro, per noi tutti, salvaci o'Signore. Il Tg1 ci ha appena propinato il parere dello pseudo-esperto Gustavo Pansini, un commento che coccia in pieno con il pensiero dei più stimati costituzionalisti ed accademici del Paese - il "Processo breve" non ha nulla infatti a che vedere con i tempi biblici della giustizia italiana - parole spaventosamente vaghe, e gravi, e di parte, le sue. Balbetta il professore, mischia furbamente i piani, non si addentra nel merito: d'altronde per poter definire "indovinata" la strada intrapresa dal legislatore, quella della superficialità è l'unica via percorribile. In sovraimpressioni un generico "Ordinario di procedura penale", che suona bene e sa quasi di autorevolezza, ma che sembra anche buttato lì alla meno peggio, sperando che nessuno si soffermi troppo su quel cognome, che sennò sono cazzi.

Per dire, di questo esimio giurista Minzolini c'ha mica raccontato che è un grande sostenitore di norme ad-vergognam di ogni tipo, cultore di qualsiasi condom legislativo possa in qualche modo proteggere l'esistenza del Cavaliere, rogatorie, lodi, intercettazioni, decapita-processi e chi più ne ha più ne metta; acerrimo nemico di qualsivoglia figuro giudiziario si permetta di indagare sul passato del solito noto; avvocato (...) con il dente più avvelenato del normale nei confronti della magistratura italiana (ed in particolare dei Pm di Milano, ma guarda un po') e "garantista" nel modo giusto, di quel "garantismo" che piace tanto a qualcuno lassù, sapete di cosa parlo. Sembrerebbe inoltre che questo Pansini non sia più professore "ordinario" in nessuna università italiana, il sito del Ministero dell'Istruzione lo segnala per l'ultima volta a Tor Vergata, nel 2007, poi nulla. Ah, no, fermi tutti, dopo una faticosissima ricerca eccolo riapparire ad Urbino, corso in "teoria generale del processo". Chissà come mai quelli del Tg1 nella didascalia non ce l'hanno voluto scrivere, Urbino. Infine, come se non bastasse, ha collaborato con lo scorso governo di centrodestra, ingaggiato proprio dall'ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli per rafforzare le argomentazioni impunitarie del Presidente del Consiglio, non so se mi spiego.

Ecco, niente, dal più importante telegiornale italiano - "servizio pubblico" - noi inguaribili sognatori ci aspetteremmo delle figure più preparate, indipendenti, autorevoli. Lo so, lo so, personaggi come Onida o Zagrebelsky o Ainis o Grevi in quei tuguri informativi lì non li vedremo mai - Ostellino, Feltri e Belpietro invece sì - ma non importa, a Minzolini risponderemo colpo su colpo comunque, di menzogna in menzogna e di Pansini in Panzana, tenetevi forte, si riparte.


Voci dall'aldilà.


Pensavo fosse finita. Un appagante oblio democratico cullava gli ultimi pomeriggi d'agosto, vuoto pdeumatico costante, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete, e le morte stagioni, che rendono sempre bene. Eccoli i segnali, inconfondibili: finalmente questo Pd ci stava lasciando.

Ma poi, quelle voci. Di colpo. Quelle voci. E quei volti paurosi. E gli sconfitti del passato che si rivolgono al Paese come leader del futuro, all'infinito, ancora e ancora e ancora. Ed il progetto "nuovo Ulivo", così hanno detto, nuovo Ulivo. Ed il Professore di una volta che esulta, con il Casini di sempre che apprezza, tutti dentro, chi come dove quando non si sa. E la "più grande mobilitazione porta a porta della storia" - ebbene sì, davvero hanno parlato di mobilitazione porta a porta - lanciata per altro a pochi giorni dal "venderò Berlusconi porta a porta" di Mister Cepu - di Mister Cepu per Dio! Ed in questa nulla etico, politico e comunicativo s'annega il pensier mio, un naufragare brutto, in questa estate.


Il Giornale, idea geniale.

Mamma che idea. Ma quale Sanremo. Vespa all'Isola dei Famosi. I vertici Rai si attivino immediatamente, ora, subito, adesso. E non demordano, anche se il conduttore di Porta a Porta dovesse dire ancora di no, che è "lusingato" per la proposta ma che lui fa "un altro mestiere". Il più antico del mondo.

giovedì 26 agosto 2010


Hey, lo sapevate che Fini ha fatto "pulizia etnica"?

Allora, è passato oramai un mese dallo scoppio dello "scandalo" Fini, e credo sia giunto il momento di fare un piccolo riepilogo. Ecco quindi una rassegna(ta) stampa con i contenuti più interessanti apparsi su Libero ed Il Giornale dalla fine di luglio ad oggi 26 agosto 2010: un mese di grande giornalismo d'inchiesta, non c'è dubbio.

(dal 28 luglio ...)
Fini ha i giorni contati: la mannaia del Cavaliere.
Fini fatto fuori da Berlusconi. Il colpo di grazia.
Fini si è fatto una legge per ereditare casa.
Fini deve andarsene, è alto tradimento.
Fini epurava i colonnelli.
Fini, il moralista pizzicato.
Fini sarà spernacchiato.
Fini è come Hitler.
Fini è bugiardo e illiberale.
Fini: "faccio il bamboccione".
Fini onesto? "Non ci giurerei".
Fini morirà democristiano.
Fini pugnala alla schiena ai suoi elettori.
Fini travolto dallo scandalo. E' il peggiore.
Fini ha minacciato. E' un Ras.
Fini, Berlusconi: "la sua estate sarà peggio della mia".
Fini come Scajola.
Fini non poteva non sapere.
Fini ed il "Lodo Gianfranco", su di lui non si può indagare.
Fini vive da recluso.
Fini zerbino di casa.
Fini ha offeso la democrazia.
Fini alla deriva, con Elisabetta separato in spiaggia.
Fini scaricato da tutti.
Fini inchiodato dai mobili.
Fini mente.
Fini è confuso, ormai cade da solo.
Fini a Montecarlo era un "habituè".
Fini, cambiata l'etichetta sul citofono.
Fini si riprende l'ombrellone, ma quella maglietta stona.
Fini latitante. Si è già dimesso.
Fini rubava al suo partito.
Fini non può presiedere la Camera.
Fini vuole governare con il Pd.
Fini è spacciato, non serve andare al voto.
Fini, festa a sbafo per il battesimo della figlia.
Fini è come Milošević, ha fatto pulizia etnica.
(... ad oggi)

mercoledì 25 agosto 2010


Maestra, il cane mi ha mangiato il quaderno.



Non che ve ne fosse bisogno, certo, ma ora la prova è schiacciante: quello di Libero e del Giornale nei confronti di Gianfranco Fini è stato killeraggio mediatico. Ad orologeria. Ad innescare il meccanismo, il dissenso. Proprio come nel caso Boffo. Notizie vecchie ripescate per l'occasione - che in quel cassetto ce n'è per tutti - ed insozzate come solo Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro sanno fare.

Rivela Dagospia (ripreso anche da La7):
"L'affaire Fini/Tulliani poteva deflagrare un bel venerdì 27 novembre 2009 - e sottolineo 2009 - ma nessuno lo ha voluto innescare. Era tutto scritto, per filo e per segno, con nomi e cognomi, Rai e Montecarlo e "cognatino" compresi. Cosa è successo? Forse i tempi non erano ancora berlosconiamente maturi per sfasciare l'ex fascista Fini? Di certo, il blog "Matilde di Canossa", dietro il quale si sussurra che si celi l'identità del mitologico ‘scupparolo' Franco Bechis, vice direttore di "Libero", scodella tutto ciò che poi sarebbe esploso tra le nostre gambe: la saga dei Tullianos".
Ebbene sì, è di oggi la conferma. Lo scoop originario fu proprio di Franco Bechis, il vicedirettore di Libero cresciuto professionalmente con Augusto Minzolini, che sul suo blog innescò la mina anti-Fini con clamoroso anticipo rispetto a tutti gli altri. Per 9 mesi non se ne seppe più nulla. Poi l'epurazione, 29 luglio 2010, Berlusconi che caccia Fini e Finiani, soffocando in un colpo solo ogni rantolo di democrazia interna al Pdl. E la necessità, immediata, di indebolire il Presidente della Camera.

Bechis oggi ammette di essere il responsabile di quel blog, e tenta di salvare il salvabile. Ma oramai è troppo tardi. In prima pagina di Libero spiega chennò ...
"... ero solo sulla buona strada, ma non sapevo nulla ... poi mi ruppi il ginocchio andando in motorino, e naturalmente ebbi altre cose a cui pensare e così finì la storia ... magari senza incidente lo scoop lo avremmo fatto prima ...".
Non sarebbe stato male nemmeno usare quella della nonna morta proprio in quei giorni lì, o quella del cane che per sfiga ha mangiato il quaderno con tutti gli appunti dentro, ecco, ancora meglio.

martedì 24 agosto 2010


Daniela Santanchè-shock su Nilde Iotti: "E se dicessimo che era una escort?" ...

Daniela Santanchè è appena stata intervistata da Radio24. Per difendere la qualità delle donne Pdl - che non sono belle e basta - sostiene una tesi molto particolare:
"... in questo Paese non c'è più il modello Bindi ("non è bella, è nata così", afferma la Santanché), non c'è più il modello Iotti, che c'è stato in questo Paese per molti anni ... anche se Nilde Iotti è stata la prima amante e forse ha fatto la Presidente della Camera perché era l'amante di Togliatti ... e cosa diciamo, che la Iotti era un Escort? Non credo ... era semplicemente una donna innamorata del capo del Partito Comunista e poi è diventata Presidente della Camera ... se oggi ci fossero quei giornalisti, quegli intellettuali così sofisticati di sinistra, cosa direbbero di Nilde Iotti, che è diventata Presidente della Camera perché era la donna del capo?".

[Audio, dal minuto 20]
Purtroppo ad intervistare la Santanchè c'era Alessio Maurizi, conduttore in stato di coma vegetativo. Ci fosse stato un giornalista vero, questi avrebbe replicato per le rime alle parole di uno dei più inquietanti mostri della politica italiana: dicendo ad esempio che Nilde Iotti è diventata Presidente della Camera 15 anni dopo la morte di Togliatti; che i suoi trascorsi affettivi con tale nomina non c'entrano una beneamata ceppa; che è stata Presidente della Camera per ben 13 anni di fila - record imbattuto - proprio per la sua storia, per le sue qualità umane, politiche ed intellettuali; che ridurre ad "erano amanti" il rapporto con T. è così superficiale da risultare imbarazzante; e soprattutto che la Santanchè dovrebbe sciacquarsi le parti in silicone prima di parlare della Iotti, che a differenza sua la partigiana comunista non s'è mai adagiata in posizione orizzontale per nessuno, e tantomeno ha mai dovuto rinunciare alla propria dignità di donna e di politica, pur di rientrare nelle grazie del Papi di turno.


  • P.s. The Coach, tra i commenti: "La "signora" in questione si è pure vantata di essere stata la prima ad indossare i tacchi a spillo in parlamento, ma si è sbagliata ancora una volta. Prima di lei è arrivata l'on. Ilona Staller".

Per il bene del Paese.


Fini per Berlusconi e berlusconiani è un fascista traditore, uno che si è fatto fregare dalla moglie, uno che rubava al suo partito, "una merda che dovrebbe dimettersi", e per questo meritevole del trattamento Boffo.
Berlusconi per Fini e finiani è la comica finale, un tiranno che ha tradito la rivoluzione liberale, un pluri-indagato portatore insano di un conflitto di interessi monstre, sospettosamente connesso alle figure di Putin e Gheddafi e massimo esperto nella pratica del killeraggio mediatico.

Fini non è d'accordo praticamente su nulla con Casini.
Casini non è praticamente d'accordo su nulla con Fini.

Bossi
per Fini era uno totalmente inaffidabile, "l'Attila della politica nazionale", un dopato, il nemico giurato di qualsiasi stabilità e governabilità, che poi "la Padania nemmeno esiste".
Fini per Bossi era un fascista, uno della "porcilaia fascista", uno psicopatico, uno schizofrenico, un balilla servo di Berlusconi, un segretario malriuscito, una nullità in un "porcile puzzolente", e con lui "mai al governo".

Bossi per Casini è un "noto trafficante di banche e quote latte", un secessionista che ha preso un colpo di sole o che ha bevuto troppo, ed il federalismo fiscale rimane un vero e proprio flop.
Casini per Bossi è "uno stronzo", un "trafficone", uno di quei furfanti e farabutti democristiani che hanno tradito per decenni il Nord Italia.

Berlusconi per Casini è un disperato, "uno che non ha mai saputo governare", che ha fallito e che per questo dovrebbe chiedere scusa agli italiani.
Casini per Berlusconi era colui che "ha ucciso la Casa delle Libertà", un irrecuperabile che ha tradito il patto con gli elettori, uno con cui i rapporti "non sono mai stati buoni, fin dal 1994".

Bossi per Berlusconi era uno totalmente inaffidabile, un dissociato, un folle che fa dichiarazioni folli, uno con cui non avrebbe mai più voluto avere niente a che fare, né seduto ad un tavolo, né tantomeno in un governo.
Berlusconi per Bossi e leghisti era un "mafioso di Cosa Nostra", l'uomo dei boss palermitani a Milano, un dittatore dal passato impresentabile, "uno che comprava i nostri uomini", un perfetto bugiardo, un affarista piduista, un nazista, un gran fascista.

... ecco, solo per ricordarne alcune. Berlusconi, Bossi, Fini, Casini. Niente, se questi 4 loschi figuri si sono tenuti a braccetto per così tanto tempo, naturalmente al netto della stima reciproca, tutto ciò significa una sola cosa. E questa sola cosa con l'interesse del cittadino non ha mai avuto nulla a che fare.


La pornografia secondo il Pdl.


Allora, tette-culi-corna-coca-escort-lesbo-trans-cazzi-fighe nella dimora dello sposatissimo e cattolicissimo Presidente del Consiglio, equivale a "c'erano solo tante belle famigliole", tutto assolutamente "normale".

Famiglia Cristiana che critica un Presidente del Consiglio determinato nell'umiliare la Costituzione Italiana e sempre pronto a distruggere qualsiasi forma di dissenso, equivale invece a qualcosa di "sconcertante, disgustoso, fazioso" e soprattutto "pornografico" ...

domenica 22 agosto 2010


Pensavo fosse amore invece era il Tg1.


Pensavo di essere finito nel noto sito Pdl,
mi trovavo invece - ma guarda un po' - nella home del Tg1.
_________________________________________________________
[Screenshots scattati alle 17 del 22.8, cliccaci sopra per ingrandire]



Siamo ufficialmente fottuti.

Mettetevi seduti. Dico davvero. Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha appena svelato i nomi dei suoi più stretti collaboratori. Non solo Roger Abravanel e Giorgio Israel, ma soprattutto - tenetevi forte - Renato "Betulla" Farina. Già, avete capito bene, sentite un po' qui:

Ehm ... e ce ne sarebbe ancora uno ...

Lo so, lo so.
___________________________________________________
[Grazie a Giulio P. per la segnalazione - Fonte: Il Giornale]

L'Audio che inchioda Vittorio Feltri. A ridaje.

Il Giornale di oggi punta ancora sull'autorevolezza. Intervista a Luciano Gaucci, il già latitante. Piazzato in prima pagina un ordigno pronto ad esplodere: "La casa di Fini è mia: la rivoglio". Un'apertura ad effetto, su questo non c'è dubbio. Ma ora allontanatevi tutti, la cosa va immediatamente disinnescata.

D'altronde oramai il Metodo-Feltri lo conosciamo a memoria. I "bravi" Chiocci e Malpica estrapolano questo titolo con la solita brutalità informativa, una forzatura enorme, al Gaucci pensiero. Anche perché il Gaucci pensiero, sulla vicenda Fini-Tulliani, è completamente diverso. Sentite qui:
... Ma Gaucci, quanti soldi vuole indietro dai Tulliani?

Io non voglio niente, loro devono
dare i soldi al fisco, come li ho dati io.


... Per cui lei non rivendica i soldi da loro?

Io non voglio niente, è il fisco che
sta indagando per recuperare questi soldi.

... Noi avevamo capito che lei rivolesse indietro qualcosa, invece non gliene frega niente?

No, ammé non me ne frega niente.
Io non voglio niente
.
Okey, ma come faccio a sapere che quest'ultima intervista rappresenta davvero il Gaucci pensiero, a differenza di quella del Giornale? Beh, perché è di venerdì sera, ed è stata realizzata solo poche ore prima rispetto a quella del duo Chiocci-Malpica; perché la fonte non è via Negri, ma bensì Radio24; e soprattutto perché abbiamo l'audio originale, e le parole di Gaucci appaiono chiare come il sole. Magari Gaucci in mezza giornata avrà cambiato idea, direte voi. Perfetto, se così fosse, ecco un ulteriore dimostrazione dell'attendibilità delle fonti utilizzate dal Giornale per questa campagna, partita al grido di "Viva il Metodo Boffo" ed oramai ufficialmente sfociata nel ridicolo.
__________________________________________________
[Audio, dal min. 22. Fonte: Radio24, La Zanzara, 20.8.2010]

sabato 21 agosto 2010


Sperando che il cognato non viva a Montecarlo.


"Metodo Boffo" per Julian Assange, fondatore di Wikileaks.
Manco avesse criticato il nostro Governo.

______________________________________________________

Non indovinerete mai.

Ha sbagliato a non raccontare tutto. Un uomo delle istituzioni non può esporre se stesso e la sua carica a una figuraccia ... E ne fa una peggiore se tenta di giustificarsi arrampicandosi sugli specchi. Meglio una verità bruttarella che cento balle ispirate alla disperazione tipica di chi ha sbagliato.
Ehm ... Chi l'ha detto?
_______________________________________________

[Qui la soluzione - Qui l'articolo ...]

venerdì 20 agosto 2010


Patrizia D'Addario? Stupratela pure.

[Clicca per ingrandire]

Patrizia D'Addario non è meritevole di alcuna solidarietà umana, tantomeno femminile. Vabbè, ci sono quei lividi in tutto il corpo, magari qualcuno ha tentato di violentarla, in quella villa. Forse 2 o 3 persone. E c'è pure l'ipotesi del sequestro di persona ... okei, e allora? In fondo un po' se l'è cercata, si dice così no?, in fondo un po' se lo merita. Così impara a fare l'eroina della sinistra, a fare quella che ha incastrato Silvio Berlusconi, a scrivere libri e ad aprire siti web, ma chi si crede di essere?

Speriamo che questa storia si chiuda in fretta, e che nessuno gridi all'affaire politico, al complotto, scrive Valeria Braghieri sul Giornale di oggi. Dimenticando però che nessuno in Italia gridò al complotto tanto quanto i suoi colleghi di via Negri, dopo il sexgate della scorsa estate. Patrizia D'Addario è una donna finita, non crediamole più, il suo mito si chiude qui e ora. In questura, mercoledì notte, "sembrava una zattera di lusso alla deriva". Stupratela pure.
__________________________________________
[Leggi l'articolo, da Il Giornale - guarda la Prima Pagina]

giovedì 19 agosto 2010


Ufficiale: il Giornale ha ingannato il Testimone.


Dio non voglia, ma se doveste imbattervi in un "professionista" del Giornale, scappate. Non salutatelo. Non aprite bocca. Non sorridete. Non pensateci su 2 volte. Semplicemente voltatevi. E scappate.

Li abbiamo visti mettere dei soldi in mano all'ex fidanzato di Noemi Letizia, filmando il tutto da lontano. Li abbiamo visti tramare nelle retrovie, per incastrare i "colleghi" dell'Espresso. Li abbiamo visti sventolare storie assurde su Corrado Augias, Patrizia D'Addario, Michele Santoro e molti altri. Li abbiamo visti auto-inviarsi volantini minatori delle Brigate Rosse. Li abbiamo visti pubblicare documenti falsi riguardanti la sfera sessuale dell'ex Direttore dell'Avvenire, Dino Boffo. E ora Gianfranco Fini. Un filone interessante, certo, ma insozzato da troppe anomalie.

Ieri abbiamo potuto osservare da dentro, ancora una volta, le metodologie utilizzate dai giornalisti di Vittorio Feltri. Perfino l'ultimo dei testimoni monegaschi ne è rimasto inorridito, tant'è che porterà in tribunale tutti quanti. Il Giornale ha risposto pubblicando l'audio dell'intervista. Un documento che chiarisce poco e nulla, incompleto, confusionario, su cui ci sarebbe molto da dire. Ad un certo punto si sente l'intervistatore "tranquillizzare" l'intervistato, affermando che egli ha perso da tempo immemore il rispetto per la propria professione. Annamo bene.

Ma ciò che voglio mostrarvi più di tutto è il pezzo che tenta di spiegare l'accaduto, uscito sul Giornale di oggi. Il titolo è "Il teste si spaventa e smentisce, ma il colloquio è tutto registrato", sentite qui:
È vero, Mereto mi aveva chiesto di non citarlo, ma è altrettanto vero che io non mi ero impegnato in tal senso. Avevo lasciato cadere la cosa lì, puntando a portare a casa la notizia. Cinismo? Piaccia o no a qualcuno, a volte questo fa parte del mio lavoro (...) Sapendo bene la delicatezza dell’inchiesta del Giornale, ammetto di non aver esitato a riportare quelle dichiarazioni con nome e cognome. (...) Di troppi anonimi (tassisti, agenti, o magistrati) disposti a parlare sono del resto lastricati gli articoli di tanto cattivo giornalismo.
Proprio così. Ora sappiamo che il testimone è stato spudoratamente ingannato. Quello pensava di fare 2 chiacchiere con un gentile cronista a cui aveva espressamente chiesto di rimanere nell'anonimato, e si è visto invece catapultare con tanto di nome, cognome, professione e dichiarazioni storpiate su tutti i media nazionali. Perché in via Negri la servitù papale viene prima di qualsiasi deontologia professionale, e ora lo sa anche l'ingegner Mereto. Ma il colmo dei colmi si perfeziona rievocando le parole di Vittorio Feltri di ieri pomeriggio, che difendeva così l'attendibilità del proprio scoop:
Non c'è motivo di sospettare che l'ingegnere non abbia detto la verità, visto che si è esposto con tanto di nome e cognome.

mercoledì 18 agosto 2010


Questa non è una barzelletta. Questo è Il Giornale.

Cronaca di un giorno di ordinaria follia.

... Abbiamo un altro testimone, scrivono sul Giornale di oggi. Fini era in quella casa, ora è sicuro.

... Macché, risponde il portavoce di Fini, tutto falso, basterebbe un semplice controllo sulle scorte.

... Tutto vero invece, replica Vittorio Feltri: il nostro testimone dice la verità. Oh, quello non è mica "un Pinco Pallino qualunque!". E' l'ingegner Giorgio Mereto, residente a Montecarlo da 25 anni e titolare della Mgm Marine Gasoil, società di trading petrolifero. E poi si è esposto con nome e cognome, mica supercazzole, e poi, e poi uno può anche muoversi senza scorta. Dai, rassegnati, Gianfranco, sei bello che fregato.

... Ma a quelli di Farefuturo qualcosa non torna: ehm, Vittorio, ma tu li leggi i tuoi sgup? Ma se è il vostro attendibilissimo testimone ad aver parlato di "sirene spiegate" e gran casino della polizia monegasca!

... E mezz'ora fa il vero colpo di scena, sbotta il Testimone:
Quanto riportato dal giornalista del Giornale ed in particolare le dichiarazioni attribuitemi in virgolettato non corrispondono a quanto da me dichiarato alla presenza di testimoni. Ho dato mandato ai legali di fiducia di intraprendere ogni azione a tutela della mia immagine.
Ora capite perché io leggo Il Giornale.

Berlusconi furioso con Fini: "Usa voli di Stato".

Silvio Berlusconi è scatenato, scrivono su Libero, letteralmente furioso con il Presidente della Camera: "Per colpa sua io sono un leader dimezzato, e ho un Governo a tempo!". Ma soprattutto: "Fini rubava al suo partito ... ed è andato in giro con i voli di Stato per partecipare alle manifestazioni di Generazione Italia!".

Ecco, ora io non lo so se Fini sia andato in giro con i voli di Stato per partecipare alle manifestazioni di Generazione Italia - vediamo se riesco a capirne qualcosa di più - so però che Silvio Berlusconi con i voli pagati da noi contribuenti se l'è spassata alla grandissima, e continua a farlo tutt'ora. E chi se lo dimentica quel viavai aereoportuale incessante, finalizzato a stoccare nelle stanze di Villa Certosa un'umanità varia, composta da carichi di veline, ballerine, emiliofedine ed apicelle canterine, da insomma tutto quel melting pap perfetto per allietare le serate sarde del Presidente del Consiglio?

Pensate, il Santo Papi venne persino indagato: ma si salvò grazie ad una leggina studiata ad hoc che spazzava via le regole volute dal Governo Prodi poco tempo prima, giudicate troppo restrittive. La nuova normativa consentiva invece di aviotrasportare "in via del tutto eccezionale e previa rigorosa autorizzazione" anche persone estranee alla delegazione istituzionale. In pratica, chi je pare. Per non parlare della decisione del Governo - presa poco dopo lo scoppio dello scandalo - di coprire con il segreto di Stato qualsiasi documento relativo a questo tipo di spostamenti.

Fosse finita qui, altroché Fini! Proprio oggi apprendiamo che il Cavaliere sta organizzando il "Summit di fine estate" a Villa Certosa. Tra venerdì e sabato chiamerà a raccolta una sessantina di persone, in pratica i vertici del Partito, tra Ministri, Sottosegretari, Capigruppo, Coordinatori, e chi più ne ha più ne metta. Il numero non tiene conto degli staff di ogni politico e del personale della Presidenza del Consiglio, ed è quindi destinato a crescere abbondantemente. La cosa divertente è che tutte queste persone raggiungeranno la Sardegna in ordine sparso, con voli provenienti da ogni remoto angolo d'Italia, chi è ancora in vacanza di là, chi è ritornato a casa di qua, chi soggiorna di su, chi si rilassa di giù, eccetera eccetera. Ah già, tanto paghiamo noi.
______________________________________________
  • Update 19 agosto: Palazzo Chigi smentisce, imbufalito.

martedì 17 agosto 2010


Il Tg1 ha già lucrato sulla morte di Cossiga.


Ci vorrebbero far credere che la legge elettorale è più forte della legge fondamentale. Che la Costituzione materiale vince su quella scritta, formale. Che se il Governo cade - visto il modo porco in cui abbiamo votato - Napolitano è obbligato a portarci subito a nuove elezioni. Gilioli ne aveva appena parlato, verso le 13 di oggi: "Prepariamoci a telegiornali e adunate di piazza per convincere il Paese dell’ultima bugia: quella secondo cui il Porcellum s'impone sulla Carta – e Calderoli sui Padri Costituenti".

Bene, il Tg1 di Augusto Minzolini non si è fatto attendere. Pochi minuti dopo la morte del Presidente Emerito, Giorgino ha deciso di ricordare in maniera abbastanza imbarazzante quei 7 anni presidenziali targati Cossiga, adagiandoli perfettamente - ma guarda un po' - sulle esigenze del solito noto:
Cossiga è stato soprattutto Presidente della Repubblica, incarico che seppe interpretare in due modi completamente alternativi l'uno rispetto all'altro: prima notaio, poi nella parte finale del settennato il famoso picconatore, quando in qualche modo cominciò a stabilire i presupposti perché la Costituzione materiale prendesse il sopravvento sulla Costituzione formale ... quindi quando dilatò i poteri del Presidente della Repubblica.
[Tg1 delle 13.30 - Grazie a Potacchione per supporto Video]
  • Update, il giorno dopo: strumentalizzazioni anche dal Giornale e da Schifani, che puntano molto sulla "sovranità popolare" citata nelle lettere di Cossiga.

Guardateli attentamente.



Con tutto il rispetto del mondo, io non credo che sia normale essere governati da un Ministro della Repubblica che si comporta come un bambino di 5 anni.


E ora distruggete Napolitano.


Ho come l'impressione che i cani a guardia del Podere stiano repentinamente cambiando obiettivo. Certo, Fini va colpito sempre e comunque, ma gli scoop cominciano a latitare. Libero di oggi, ad esempio. I giornalisti si occupano dello scherzetto al citofono di Tulliani, che qualche burlone c'ha attaccato sopra la scritta "On. Fini" (ma chissà chi è stato). Si occupano della decisione del Presidente della Camera di riprendersi l'ombrellone ad Ansedonia, prematuramente disdetto. Si occupano del suo abbigliamento, e di quella scelta infelice di girare con una maglietta con il logo "Dive Kayman Islands". Ma soprattutto si occupano del Presidente Napolitano. Colpevole, come afferma Zagrebelsky su Repubblica di oggi, di voler rispettare le regole della Costituzione. Che per il direttore Maurizio Belpietro significa una cosa sola: "La sinistra ha di nuovo un leader. L'ex Pci si è messo a far politica per far cadere il Cavaliere". Il delirio di prima pagina si conclude così:

lunedì 16 agosto 2010


No, così, per curiosità, ma quanto è grave mentire sulla Costituzione?

Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri devono prestare giuramento secondo la formula rituale indicata dall'art. 1, comma 3, della legge n. 400/88. Il giuramento rappresenta l'espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo particolare su tutti i cittadini ed, in modo particolare, su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione). La Formula Rituale: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione".

[Fonte: Governo.it]
Il Ministro Alfano ha mentito sulla Costituzione.
Il Ministro Maroni ha mentito sulla Costituzione.
Il Ministro Bossi ha mentito sulla Costituzione.
Il Ministro Calderoli ha mentito sulla Costituzione.
Il Ministro Rotondi ha mentito sulla Costituzione.

Il Presidente del Senato Schifani ha mentito sulla Costituzione.
Il Parlamentare Pdl Bianconi ha mentito sulla Costituzione.
Il Parlamentare Pdl Stracquadanio ha mentito sulla Costituzione.
Il Parlamentare Pdl Gasparri ha mentito sulla Costituzione.
Il Parlamentare Pdl Napoli ha mentito sulla Costituzione.
Il Parlamentare Pdl Cicchitto ha mentito sulla Costituzione.
Il Parlamentare Leghista Reguzzoni ha mentito sulla Costituzione.

Non è vero. Se il Governo cade, il voto non è l'unica via. Lo vorrebbero tanto, ma non è così. Lo dice l'Establishment, lo dice Vittorio Feltri, lo dicono in troppi. E non è vero. In caso di crisi ogni decisione passerebbe nelle mani del Presidente della Repubblica: che potrebbe pure conferire l'incarico ad una nuova maggioranza, mettetevelo bene in testa. Dicono che sarebbe una scelta anticostituzionale, un ribaltone che accoltellerebbe la "volontà popolare". Invece sta proprio scritto nella Costituzione, che si fa così. Qualsiasi esecutivo supportato dalla fiducia del Parlamento è perfettamente legittimo, puramente costituzionale. Vabbè, c'avete ragione, Alfano non l'ha mai letta quella roba lì. Però c'ha giurato sopra. E mi chiedo e vi chiedo, quanto sono gravi queste sue parole? Inoltre: se cadesse questo Governo, di chi sarebbe la colpa? Mia? Vostra? Dei comunisti? No: della Maggioranza stessa. Loro si sono divisi: c'avevano una superiorità numerica schiacciante che nessuno si sarebbe permesso di mettere in discussione, e spostare l'attenzione sul "tradimento" finiano è molto furbo, ma è il Pdl nella sua interezza - ditelo a tutti - il Pdl e nessun altro ad essersi messo nei pasticci. Da solo.

Un attacco istituzionale violento, quello a cui stiamo assistendo, mistura di minaccia e menzogna, che produce disinformazione, confusione, che punta ad infuocare le piazze, e non lo so fino a che punto possano spingersi, questi ceffi. E' una curiosità: fino a che punto? Cosa significa "portare la gente in strada"? A manifestare contro cosa, contro la Costituzione, contro le regole su cui hanno giurato? Bah, non lo so. So però che tutto questo è grave. So che Napolitano sta rispondendo bene. So soprattutto che il Santo Papi ha molta paura, paura di essere tagliato fuori per sempre: l'incubo di un Governo tecnico o provvisorio o strategico che proceda con il binomio legge sul conflitto di interessi + legge elettorale lo tormenta, perché rappresenta uno scenario improbabile - magari divertente - ma non impossibile.


Vittorio Feltri si è fregato da solo.


Io non credo che una "Scavolini Scenery" da 3 metri e 80 centimetri di lunghezza (fonte: Il Giornale, 14 agosto) sia compatibile con un misero "angolo cottura" (fonte: Il Giornale, 15 agosto) ricavato in un "pièce" (così chiamano i buchi a Montecarlo) di 40 metri quadri, diviso peraltro in 5 spazi.

Della Scavolini come potete ben capire non me ne importa niente, ma del metodo informativo utilizzato me ne frega eccome, perché ci riguarda tutti: per Vittorio Feltri non è importante che il Giornale del giorno dopo smentisca il Giornale del giorno prima. La fornace della delegittimazione non può essere arrestata, e per tenerla accesa ogni carburante è buono, si vive alla giornata, tempesta di cherosene da scatenare ogni 24 ore, perché quel "Fini dimettiti" va in qualche modo - in qualsiasi modo - riempito. Ed è così che l'inchiesta originale, sicuramente interessante, viene fagocitata da una mole impressionante di giornalismo cattivo, che parte da un cognato avido, passa per le abitudini sessuali della moglie del Presidente, si eccita spiando le gesta vacanziere di una famiglia normale e sfocia in testimoni che probabilmente spergiurano il falso.

Ma non importa, oramai l'obiettivo è stato raggiunto: spazzare via Fini era impossibile, ma indebolirlo sì, e ce l'hanno fatta. Che in fondo stavolta non possiamo nemmeno fingerci sorpresi, c'avevano pure avvertito. Del metodo Boffo, dico.

domenica 15 agosto 2010


Augusto Minzolini spara sui Blogger italiani.


CORTINA. Dopo aver detto che in questo Paese figuriamoci se c'è un Regime, che la gente s'è rotta le scatole dei Talk-Show, che Michele Santoro e quelli del Fatto fanno tutto tranne che giornalismo, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha voluto regalare al pubblico presente in sala un profondo ragionamento sul mondo della rete:

I blog ed i siti offendono, e non vi è la
possibilità per l'attaccato di difendersi.

Buon Ferragosto a tutti.
______________________________________
[Il Video dell'incontro, Cortina Incontra - 14.8.2010]

sabato 14 agosto 2010


Inchiodato Fini: la sua donna s'è fatta una Scavolini.

Doveva essere il giorno dei giorni. Doveva essere il giorno dei documenti, veri magari, delle prove definitive, quelle schiaccianti, quelle che le osservi e dici "già, stavolta è fottutto". Che cacchio, sono persino andato in edicola a comprarlo, Il Giornale di oggi, e poi di corsa a casa, un caffè ad innescare la bomba, "Ecco i documenti che smentiscono Fini".

Macché. Tutto questo climax - Feltri, Sallusti, Cuomo, Chiocci/Malpica e tanto altro - per scoprire che la donna di Fini s'è fatta una cucina Scavolini. Pagando di tasca propria. E c'è pure un testimone. Che dal mobilificio, si è già licenziato. Perché di questo si tratta. Abbiamo semplicemente un nome, "Tulliani", riportato s'una verifica d'ordine. Stop. Questo è l'unico dato concreto. Nessuna prova che quella cucina fosse destinata a Montecarlo, nessuna prova che il Presidente si trovasse in quel negozio per arredare l'appartamento del cognato. Prove che magari arriveranno, per carità, ed inchioderanno Gianfranco Fini alle sue responsabilità. Responsabilità che sono una goccia, in questo sconfinato oceano fecale.

Ma così, a naso, già che ho visionato tutto questo popò di materiale vorrei dire la mia. Quella cucina non era destinata all'appartamento monegasco (oooooh ...). Troppo grande - 3 metri e 80 di lunghezza - per un buco di 40 mq diviso in 5 stanze: cucina (o meglio: "angolo cottura"), bagno, saletta e 2 camere da letto. Il modello è la "Scavolini Scenery", un bell'ammasso di vani e controvani, roba che richiede spazio. Una cucina, non dimentichiamocelo, da spedire a 700 km di distanza, che da Roma al Principato non è mica una scampagnata. Siete proprio sicuri che ne valesse la pena? Bah. Inoltre, una curiosità: sul Giornale di oggi è stato pubblicato il disegno della Scavolini in questione, quello realizzato dal mobilificio Castellucci (foto sotto, ingrandisci). Sul sito del Giornale invece no, l'unica immagine mancante è proprio quella, l'unica che non è stata ripresa dall'edizione uscita nelle edicole, mentre alla sola fattura viene concesso un tripudio di angolazioni diverse. Non so, m'è sembrato un pochino strano, come se le misure di quella cucina potessero rappresentare un pericolo per la tesi sostenuta dal Giornale, del tipo "meglio non fornirla a quegli smanettoni di internet", che in fondo basterebbe una semplice planimetria dell'immobile di Boulevard Princesse Charlotte, per scoprire tante cose.