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La frase del momento.

Silvio Berlusconi lancia il nuovo sito web del Pdl:
Questo portale sarà un alleato prezioso nella nostra battaglia per la libertà ... e anche qui riusciremo a far vincere l'amore sull'invidia e sull'odio. Il sito è accessibile anche da cellulare e Ai Pöath ... (iPad)
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Senza il vostro supporto questo blog non dura, grazie a tutti [info]

giovedì 30 settembre 2010


Cari elettori Pdl, che dite, lo lasciamo andare?

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Lo so, ve ne siete resi conto anche voi: questa "due-giorni parlamentare" è stata uno spettacolo di una tristezza infinita, narcolessia democratica, l'elettroencefalogramma istituzionale clamorosamente piatto, con il Futuro legato ed imbavagliato in qualche sperduto paradiso caraibico. L'avete visto, il vostro leader. Ieri ha compiuto 74 anni, il più anziano d'Occidente, e nel round istituzionale più importante della sua lunga carriera si è addormentato praticamente ovunque, manco si trovasse alla presentazione del nuovo set di pentole di zia Genoveffa. Almeno ha combattuto, Papi, questo sì. Prima di abbandonarsi nelle braccia di Morfeo le ha provate un po' tutte: pensate, un commesso del Senato gli ha persino portato un grosso catalogo di case di campagna. Il Premier lo ha sfogliato con vivace interesse - tutto pur di non ascoltare il dibattito parlamentare - ma poi si è accorto degli obiettivi dei fotografi, rompiscatole che non sono altro, e si è trovato costretto ad imboscare il volume sotto al banco. Per cortesia, lasciatelo andare.


Una divertente coincidenza.

Senato della Repubblica, 30 settembre 2010. Oh, manco a farlo apposta. Nel preciso istante in cui Berlusconi ha affermato che mai nessuno nella storia italiana ha fatto tanto per la lotta alla Mafia, si è saputo che il Presidente del Senato Renato Schifani risulta indagato per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa, che è iniziato il processo per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa del Senatore Totò Cuffaro - già condannato in secondo grado per Favoreggiamento a Cosa Nostra - e che il Senatore Marcello Dell'Utri appare sempre più inguaiato nella faccenda P3, dopo essere stato condannato in appello a 7 anni di reclusione per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa.


Mi sa che dovremo cambiare idea su Belpietro.


Siamo tutti colpevoli. Persi a calcolare la reale metratura di una cucina misteriosa, ci siamo lasciati sfuggire il vero evento giornalistico dell'estate 2010. Le immagini sono uscite solo ora, prontamente segnalate dall'amica Sara sulla nostra pagina facebook. Un premio fondamentale, già assegnato a giornalisti del calibro di Marcello Veneziani, Mario Giordano e Renato "Betulla" Farina. E allora diciamolo, Maurizio Belpietro ha vinto il "Premio Madesimo 2010". Mentre noi gli contestavamo praticamente tutto, dai reportage sul citofono monegasco all'inclinazione del violento ghigno, lui si portava a casa quel popò di riconoscimento. Abbiamo sbagliato di grosso, cari miei. Nella motivazione ufficiale si legge: "Per l'incisività e la puntualità dei suoi interventi, senza mai scadere nell'insulto e nel cattivo gusto ... per il suo anticonformismo rispetto alla vulgata dominante del giornalismo italiano, per il suo essere capace e coerente", ma soprattutto perché Belpietro ha saputo - sentite un po' qua - andare oltre il "pensiero unico" ...

mercoledì 29 settembre 2010


Photo-Phiducia: la giornata di oggi come nessuno ve la racconterà mai. E per fortuna!

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Passa la fiducia. Ma i pensieri per Papi cominciano adesso.
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[Fonti foto: Corriere/Repubblica/Giornale/Fatto Quotidiano]


Giudizio Universale.

[Qui la diretta video dal Parlamento, tutto il giorno - Repubblica.tv]

19.00 - Arriva la fiducia. Ma Berlusconi dipenderà ancora a lungo dalla compagine finiana ...

16.00 - La replica di Berlusconi agli interventi dei vari deputati. Veramente, non ho la forza di scriverne, i soliti attacchi, la solita roba, leggete qui. Poco dopo l'intervento di Di Pietro, che credo abbia superato il record assoluto di martellamento papale. Bene Bersani, Cicchitto horror.

12.00 - Ora che il discorso di Berlusconi è finito mi sono reso conto di aver sprecato 56 minuti del mio tempo. Il nulla, dilatato per migliaia di parole. Quel nulla generato 16 anni fa, e che non la smette di rinnovarsi, fallimento dopo fallimento. Rivoluzione liberale, la chiamano. Questo sarebbe dovuto essere il discorso "da statista", per "volare alto". Ma non è che trattenendosi dal fare battute su tette, culi e lager uno diventa immediatamente Alcide De Gasperi. Pensate, ha persino parlato di taglio delle tasse e Ponte sullo Stretto - e ho detto tutto - ammettendo poi di avere un disperato bisogno del Lodo. Speriamo che nel pomeriggio, con gli interventi degli altri leader e la replica del Premier, si parli di mondo reale. Stay-non.

11.59 - "Per un'Italia più libera, più giusta, più prospera". E' finita.
11.53 - "Il Governo ha bene operato, non ci sono alternative". Ok.
11.50 - "Diminuzione del numero dei Parlamentari". Per l'Udc in fondo non basta Cuffaro?
11.45 - Uaaaaaa: "La mia indole personale è sempre stata aperta al confronto e a opinioni diverse" (alle sue spalle, un certo Fini) ... ecco allora i fischi ... "faccio fatica a trattenere battute cattive" (ma che bravo questo statista).
11.36 - Sicurezza e Piano per il Sud. Che palle di discorso, girano le prime flebo di valium. Parla di "Completamento della Salerno Reggio Calabria" e scoppia il putiferio, alcuni parlamentari si sono messi a ballare la tarantella e ad ingurgitare lsd liquido ... "Ci sono lavori in corso", si è giustificato Papi. Ah mi pareva. ... E poi: "Entro dicembre il progetto del Ponte sullo Stretto". Crollo dalla sedia.
11.27 - Terzo punto, Giustizia. Mò so cazzi. Separazione delle carriere. Responsabilità dei Pm che sbagliano. Lodo Costituzionale, è già al vaglio del Parlamento. Poi al via con l'attacco alla magistratura e all'uso politico della giustizia. Bisogna quindi ristabilire il "primato della politica", "Spetta al legislatore fare le leggi, e alla Magistratura applicarle". Senza fare tante storie.
11.26 - Tremonti sta svenendo, è al fianco del Premier, un po' sogghigna un po' si aggiusta gli occhiali. Parla molto con Bossi, suo compagno di banco, ma non capisce le risposte del Senatur.
11.25 - Riforma fiscale, secondo punto. Non è possibile, ha ripetuto pure quella che abbasserà le tasse a lavoratori e famiglie.
11.20 - Al via i 5 punti, si parte con la spiegazione del Federalismo. Cioè del nulla.
11-18 - Berlusconi continua ad impappinarsi, appare vecchio e stanco (74 anni, happy birthday, il più anziano leader d'occidente!). E ogni volta che partono i fischi, dai banchi della maggioranza si sentono applausi forzati (registrati?) e rulli di tamburi.
11.16 - "Finalmente l'Italia ha un ruolo da protagonista sulla scena internazionale". In particolare in Russia, Libia e qualche paradiso fiscale del Sud America.
11.11 - "Nessuno poteva pensare che la crisi fosse così profonda". Oddio, mentre lui raccontava i colmi sui Nazisti, qualcuno in realtà se n'era accorto ...
11.08 - "L'Italia è vittima di un passato che non passa". Lui.
11.07 - Berlusconi cita Calamandrei. Senza sciacquarsi la bocca.
11.05 - Inizia il discorso del Presidente del Consiglio alla Camera. Scrivo con una mano sulle palle.


Ammissione di Libero! "Fini a casa, Silvio in galera".

Fantastica. Questa prima pagina è il miglior "pezzo giornalistico" che la redazione di Libero abbia mai realizzato sul caso Fini-Montecarlo. Ci racconta tutto. E' rivelatoria. Ci mostra la clamorosa sproporzione mediatica - e giudiziaria - tra le accuse che vengono mosse al Presidente della Camera e quelle che continuano a segnare il cammino del Premier. Un abisso colossale. Se uno dei due al massimo può tornarsene "a casa", per essere proprio fiscali, l'altro continua invece a fuggire dalla gattabuia, evitando di pagare - con i metodi che sappiamo - per reati gravissimi come la corruzione in atti giudiziari. "Se non entro in politica fallisco per debiti e finisco in galera", disse il Santo Papi qualche annetto fa: parole che vennero poi confermate dai suoi più stretti collaboratori, come Dell'Utri e Confalonieri. E poi c'è quello sgabello squadrettato di rosso. Metafora perfetta: per fare in modo che i non-reati di Fini arrivassero all'opinione pubblica almeno tanto quanto i reati di Berlusconi, c'è stato bisogno di un supporto mediatico, di una protesi giornalistica, materia di illusionisti, un trucco, un inganno. In quello sgabello ci sono le decine di aperture - tra Libero e Giornale - dedicate alla Scavolini monegasca, ci sono le menzogne, le allusioni, le malizie, le minacce, le violenze, le stranezze utilizzate in questi mesi per demolire la terza carica dello stato. Una prima pagina magnifica, rivelatoria. Che rischia di mandare in fumo un'estate di martellamento incessante. In questo momento Maurizio Belpietro sta pregando che i propri lettori non facciano 1+1: oggi ha rischiato grosso, ha raccontato la verità.

martedì 28 settembre 2010


Esclusiva: questa foto dimostra che Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills.

Non che ce ne fosse particolare bisogno - certe sentenze pesano già come macigni - ma ora abbiamo la prova definitiva. Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills. La fotografia lo dimostra chiaramente. C'è stata appena inviata da una persona dell'entourage presidenziale, di cui ovviamente non possiamo rivelare l'identità. Anni '90, il Cavaliere è sommerso dagli scandali giudiziari: ha un bisogno disperato che l'architetto del proprio impero offshore, David Mills, testimoni il falso nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. L'immagine è schiacciante: il Presidente del Consiglio si trova in un salone di Arcore, e sta stringendo la mano all'avvocato inglese. Dopo un accurato esame del labiale, siamo riusciti a ricostruire con un buon livello di approssimazione una parte del dialogo intercorso tra i due: "... allora siamo d'accordo David, presto avrai i tuoi 600.000 dollari, ma quando ti chiameranno a testimoniare, tu menti, menti e menti: dovranno definirti il Giuda del 2000".

Ecco, questo scatto ha lo stesso peso informativo dell'immagine apparsa sulla prima pagina del Giornale di oggi. Cioè, zero. Magari poi si scoprirà davvero che quella cucina si trovava in quell'appartamente di Montecarlo, ma stando ai dati giornalistici e fotografici forniti oggi da Vittorio Feltri e Ilaria Cavo, per me quella Scavolini potrebbe trovarsi pure nell'ufficio di Alessandro Sallusti.
[Clicca per ingrandire]

Oggi sono diventato una persona migliore.

Stasera andrò a dormire sereno, la politica mi ha insegnato che i romani sono porci, che la coerenza è morta e che la merda è bella, e già non vedo l'ora che venga domani.

lunedì 27 settembre 2010


Se c'è una cosa che non sopporto dei Finiani.

Vabbè, a parte quel ritarduccio ventennale nello scoprire il vero volto papale, a parte certi oscuri trascorsi, a parte quelle tante, troppe connivenze elettorali e legislative, a parte tutto questo e altro ancora, se al momento c'è una cosa che proprio non sopporto dei finiani è la seguente: quando politici come Bocchino, o la Perina, o Briguglio, o Della Vedova dicono cose del tipo "Bene, ora che c'avete killerato noi non vi diamo più il Lodo Alfano", oppure "Se non la finite di fare questo e quello ci alziamo dal tavolo della giustizia" (cioè delle ad personam), o ancora, "Se Feltri e Belpietro non la smettono di aggredire il Presidente Fini non vi votiamo la fiducia", e cose del genere. Ora io non ricordo le parole esatte, ma in più di un'occasione i finiani hanno portato dei problemi pubblici su di un piano modulato su sonorità private, quasi personali. Come se la questione riguardasse solamente loro, la loro sopravvivenza, e non quella di un Paese intero. Come se la cosa diventasse intollerabile solo dinnanzi all'accanimento subito dalla donna di Fini, o dagli zii di Granata, o dai nonni di Raisi. Perché ci troviamo di fronte ad un dramma democratico, e non lo sta vivendo solo il Presidente della Camera con la mannaia-Montecarlo, ma è cosa che tocca tutti, da troppo tempo, da troppo vicino. Ferita infettata da continue sevizie costituzionali, legislative, mediatiche, lame zozze che oggi puntano ai finiani ma che domani potrebbero colpire il Presidente Napolitano, il Presidente della Consulta, un Giornalista, un Blogger, un Magistrato, chiunque si metta sulla strada del solito noto. E' già successo. Succederà ancora. Ed è proprio per questo che certe affermazioni mi sembrano così pregne di egoismo, così superficiali. Una svolta etica, questa la strada, e non una sorta di ricatto estemporaneo, per poi vivacchiare alla giornata, come niente fosse. Perché noi che guardiamo alle persone e non alle sigle possiamo pure perdonarglielo a quelli di Futuro e Libertà un ventennio di berlusconiana collusione - con i risvolti sociali e democratici che tutti conosciamo - ma solo dinnanzi ad un pentimento reale, e ad un taglio netto, e questa volta brutale.

[Fonte foto: L'Espresso]

Zlatan Ghedini.

In questa foto c'è tutto.
Guardatela lì, la Tripla Protezione. Protezione Istituzionale. Protezione Processuale. Protezione Mediatica.

Ibra-Pato-Robinho a questi gli fanno una pippa. Minzo-Ghedi-Alfinho è il vero tridente papale. Un sapiente regista, un rapace d'area ed un attaccante di sfondamento. I tre diamanti sono stati presentati ieri agli ultrà Pdl, accorsi per l'occasione alla Festa della Libertà. Uno di questi sarebbe ancora tesserato con il servizio pubblico, paghiamo noi, ma vabbè, oramai il prestito è praticamente a titolo definitivo. Altroché il "Questo ano vinciamo tuto", pezzo forte del debutto milanista di Ibrahimovic: sembra che i tifosi berlusconiani abbiano apprezzato molto di più quel "io ho un unico obiettivo: che Silvio non abbia più processi" segnato ieri da Niccolò Ghedini. Che così dicendo dimentica di essere - può succedere, per carità - anche un Parlamentare della Repubblica. E sentite come ha proseguito, assaporate il tocco, tra applausi scroscianti e sorrisi smaglianti:
... prima di poter raggiungere qualsiasi risultato in tema di giustizia in questo Paese bisogna evitare che il Presidente del Consiglio abbia processi (hey, è quello che dico io). Perché ogni volta che noi proponiamo una riforma questa viene straordinariamente strumentalizzata, sempre e comunque, dicendo che quei provvedimenti servono al Presidente del Consiglio (mannò, pura fantasia). In realtà non è così (ah no?), perché è ovvio che se sei sotto processo e si fa una modifica del processo penale automaticamente viene applicata così come prevedono la Costituzione e la logica anche nei processi pendenti (vero! Non c'avevo pensato) ...

[N. Ghedini, 26.9.2010 - Dal minuto 33 su Radio Radicale
(intervento integrale) o qui sotto, grazie a Trarco Mavaglio]

domenica 26 settembre 2010


Per non essere da meno.

Gianfranco Fini ieri è stato chiarissimo: "Non è stato commesso alcun tipo di reato, non è stato arrecato danno a nessuno, non è coinvolta la cosa pubblica né il denaro del contribuente, non ci sono appalti o tangenti, non c'è corruzione né concussione. Non so chi sia il proprietario della casa, e se dovesse emergere con certezza che è Tulliani e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la Presidenza della Camera. E non per responsabilità personali, che non ci sono, ma perché la mia etica pubblica me lo imporrebbe".

Fonti poco autorevoli e del tutto inattendibili - purtroppo da sempre vicine a questo blog - mi confermano che Silvio Berlusconi è furioso, e che non ha per nulla gradito le martellate del nemico Fini: avrebbe per questo già pronta una contro-dichiarazione per dimostrare che l'etica istituzionale non è prerogativa del solo leader futurista, che anche lui ce ne ha tanta tanta, e che cacchio. Il discorso al Paese dovrebbe concludersi più o meno così:
"... Se si dimostrasse che le mie fortune provengono da Cosa Nostra, che ero consapevole della mafiosità di Vittorio Mangano, che ho ospitato in casa Boss del calibro di Bontade, Teresi, Cinà e molti altri, che ho mentito sulla associazione segreta P2, che ho compiuto finanziamento illecito, abuso d'ufficio, frode fiscale, appropriazione indebita, falso in bilancio, falso in bilancio aggravato, corruzione, corruzione in atti giudiziari, che ho approfittato dell'ingenuità di una povera orfanella, che ho qualcosa a che fare con le stragi del '93 e la cosiddetta P3, che ho utilizzato più di 50 società Offshore e relativi fondi neri per comperarmi processi e fregare società editoriali, che possiedo Conti e Ville e Yacth in ogni sorta di paradiso fiscale esistente, che ho approfittato della mia posizione istituzionale per proteggermi ed arricchirmi, espandere le mie proprietà ed indebolire quelle concorrenti, soprattutto pubbliche, che ho frequentato papponi e prostitute, che ho evaso, mentito, legiferato, tramato, rubato e raccomandato, che ho corrotto Guardia di Finanza, Giudici, Pm, Avvocati, Dirigenti, Funzionari, Senatori, Deputati e tanti altri, beh, se si dimostrasse tutto questo non esiterei un attimo a lasciare la Presidenza del Consiglio".

Daniele Sensi sta ancora festeggiando.

Per la gioia di Daniele Sensi "Non leggere questo Blog!" non vince il premio "Blog rivelazione dell'anno" ai Macchianera Blog Awards 2010 [risultati]. Ovviamente non accetto tale responso, contesto tutte le premiazioni tranne un paio e probabilmente farò ricorso al Tar di San Francisco. Tra l'altro ho sempre sognato di dire "farò ricorso al Tar", magari con l'aria tipica di quelli che dicono "farò ricorso al Tar!", avete presente no. Ah già, se avessi vinto in questo momento parlerei dell'evento come del più autorevole e importante e seguito Award del Continente, ora invece lo rinnego, lo ignoro, non lo riconosco, in giro racconterò di brogli e congiure. Insomma, per me vale come valgono per Bocchino le parole di Rudolph Francis, Ministro della Giustizia di un noto paradiso fiscale sudamericano. Però grazie a tutti voi, davvero, che di vostra spontanea volontà avete portato questo sbaglio digitale fin lassù, anzi fin laggiù, e ve lo assicuro, ne vedrete ancora delle belle.

sabato 25 settembre 2010


Video: ecco la Verità di Gianfranco Fini.



Che cacchio, 12 ore per pubblicare un video su youtube mi è sembrato un pochino eccessivo. Papi è molto più bravo. Comunque questa storia non Finirà di certo oggi, oggi non cambia nulla. Uno dei due deve cadere. O cedere. Che intanto il tempo passa, e siamo tutti qui a farci le pippe, sognando Montecarlo.

venerdì 24 settembre 2010


Di quel Ministro della Giustizia non mi fido: guardate cos'ho scoperto.



No, scusate, fermi tutti. Io di questo Ministro della Giustizia non mi fido: e siccome alcuni autorevoli commentatori lo bollano come "Politico da Terzo Mondo", ho deciso di fare qualche indagine. Bene, il quadro che mi si è presentato davanti mi ha lasciato basito. Con l'aiuto di un paio di amici che vivono da quelle parti (molto attenti a queste cose) sono giunto alle seguenti conclusioni: il Ministro in questione non si è mai interessato del bene dei cittadini comuni, anzi, si sarebbe macchiato di alcuni provvedimenti in favore della casta locale - ed in particolare del Prime Minister - norme giudicate assai gravi perché lesive dei principi costituzionali del Paese. La comunità internazionale ha spesso denunciato le anomalie ed i soprusi perpetuati in quella zona, ma invano: a risentirne è stata non solo la crescita economica, ma soprattutto quella culturale e democratica.

Da quello che ho potuto capire l'impegno di tale Ministro nel nascondere le malefatte del potere è inversamente proporzionale alla forza utilizzata per combattere la corruzione - sempre più opprimente in determinati settori - e questo a discapito della trasparenza e della legalità. Anzi, oramai la maggior parte dei reati tipici dei "Colletti bianchi", dal falso in bilancio alle collusioni, dal peculato all'abuso d'ufficio, sono stati in qualche modo depenalizzati e tutto sommato risultano accettati. Altroché Montecarlo! Lì la realtà "Offshore" non desta più alcuno scandalo, né l'inestricabile giungla di interessi in società private che continuano a coltivare i vertici istituzionali del noto paradiso penale.

Insomma, potrei sbagliare, ma andiamoci piano con questo Ministro della Giustizia, i miei 2 amici romani me lo ripetono in continuazione, di Angelino Alfano non bisogna fidarsi.


Non son degno di Scanderebech.

Prima entra in Forza Italia. Poi nel Gruppo Misto. Poi nell'Udc. Poi fa una lista per supportare il leghista Cota in Piemonte - con l'aiuto di Pippo Franco e di un inno rappato - provocando danni incalcolabili. Poi uno dell'Udc diventa Vicepresidente del Csm, e gli lascia il posto in Parlamento. Poi però un secondo prima di entrare in Parlamento con l'Udc dice di voler passare direttamente al gruppo Pdl, concretizzando così il più veloce cambio di partito della storia repubblicana. E' un amico intimo del Cavaliere. Sua figlia Federica possiede un autografo di Berlusconi: c'è scritto "Zio Silvio". Entrambi si definiscono "fan sfegatati" del Premier. Per la giovane B. è un vero e proprio "secondo padre", ma soprattutto un "grandissimo politico" [audio, Radio 24 dal minuto 74]. A 8 anni la ragazza già milita in Forza Italia, ora ne ha 25. L'intera famiglia è devota al Santo Papi.

Ecco, tutto questo solo per farvi capire il background del personaggio: non propriamente irremovibile, e tutt'ora molto vicino a Zio Silvio. Bene, tenetevi forte: oggi Deodato Scanderebech ha abbandonato il gruppo parlamentare del Pdl - c'è rimasto appena un mese - per ritornare nell'Udc di Casini. "Un discorso di coerenza", il suo commento (non ridete). Cioè, pensateci un attimo, se il magnate Silvio Berlusconi non è riuscito a trattenere un politico di questo tipo, in un momento di questo tipo, io fossi un elettore del Popolo delle Libertà qualche domandina comincerei a farmela.

giovedì 23 settembre 2010


Non ci crederete mai, ma questa è Noemi Letizia.


Noemi Letizia, 19 anni, ad un anno da "Papi Silvio".
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[anche su Repubblica
e sul Mattino. Qui l'altra foto]


Sconfiggeremo quelli che fanno "No" con la testa.

Dunque. I programmi di approfondimento del servizio pubblico sono ai nastri di partenza, stasera ad esempio è il turno di Anno Zero. Negli ultimi giorni abbiamo potuto osservare con i nostri occhi tutti quei diktat piovuti dall'alto, dai vertici Rai, come molotov sull'indipendenza e la serenità dei giornalisti.

Per dire. Divieto di applaudire, che diventa categorico durante le svignettate di Vauro. Una commissione apposita (non scherzo) terrà continuamente monitorata la mimica facciale del pubblico, i volti verranno analizzati in tempo reale con potentissimi software: l'obiettivo è quello di anticipare e neutralizzare tutti quei vocalizi spontanei che subisce da anni l'avvocato Niccolò Ghedini. Voci di corridoio dicono che alcuni membri di "Pubblico dissidente" si orgnizzeranno con "applausi in codice" e "fischietti ad ultrasuoni". E ancora. Massima correttezza sulla scelta degli opinionisti, che vanno pescati o tra i terzisti-hard del Corriere, o nell'area Libero-Foglio-Giornalista; attenzione alle fasce orarie di tutela dei minori: fino alla mezzanotte non si potrà più parlare di Corruzione, Escort e Cosa Nostra; le interviste andranno realizzate in sequenza di contraddittorio, rispettando l'alternanza e dedicando a tutti lo stesso tempo. Che verrà calcolato con unità di misura diverse per comunisti (secondi sovietici) e berlusconiani (ore liberali); obbligo del rispetto del principio di pluralismo - ne sarà esente solo il Tg1 di Minzolini - con un occhio particolare al contraddittorio. Travaglio infatti potrà tranquillamente continuare con i suoi editoriali, ma solo se seduto tra Belpietro e Facci, e tenendo sulle ginocchia Giuliano Ferrara. Che contemporaneamente farà il suo, di editoriale.

Ma veniamo al punto, scusate se mi sono dilungato. Io non sopporto quelli che fanno "No" con la testa. Ooooh, finalmente l'ho detto. Non li sopporto. E la puntata di Ballarò dell'altra sera è stata l'apoteosi di quelli che fanno "No" con la testa. Di qui l'esigenza di scrivere questo post. Mi son detto, già che il clima è questo, con il Direttore Generale Masi che vieta le pernacchie del pubblico e ha l'ordine di sparare su qualsiasi cosa faccia informazione, io provo a buttargliela, di vietare a quelli che fanno "No" con la testa di fare "No" con la testa. Mi spiego meglio. Uno dell'Opposizione sta dicendo che questo Governo ha fatto riesplodere il dramma del debito pubblico. Un dato inconfutabile. La telecamera nel mentre si sposta su quel politico della maggioranza che fa "No" con la testa, con l'aria tipica di quelli che fanno "No" con la testa, un intollerabile mix di sarcasmo e sconcerto. Poi gli viene data la parola, e tra un ragionamento sul deficit/pil nel basso Medioevo ed uno sul boom edilizio che stanno vivendo in Turkmenistan riesce a fuggire dal merito del discorso. Oppure. Le decine e decine di leggi Ad Personam che in tutti questi anni hanno garantito un'impunità permanente al Santo Papi, non solo rappresentano un flagello etico e costituzionale per il nostro Paese, ma si riversano poi nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano dei cittadini onesti, ed in favore di evasori, delinquenti comuni e clan criminali. Preghi che il cameraman rimanga sull'autore di questa riflessione, tipregotipregotiprego!, ed invece vira di colpo, c'è una magnifica onorevole Pdl che ruota la testa con movimenti secchi di 180° gradi, roba da esorcista, che probabilmente fanno stretching prima di entrare in studio perché altrimenti ci rimetterebbero l'osso del collo. Poi il conduttore passa la parola alla negazionista, e tu sai già che parlerà di tutt'altro: "Tutto falso, questo è il Governo che ha fatto di più contro la mafia, arrestando un latitante al minuto e bla bla bla". Mangano non era un eroe. "No! (con la testa) Silvio è un perseguitato". La disoccupazione è ai massimi. "No! (con la testa) Monica Lewinsky non era in quella stanza". Il Giornale fa killeraggio mediante l'utilizzo di documenti falsi. "No! (con la testa) Non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani". E così via. Il numero uno incontrastato in questa disciplina è l'Onorevole Maurizio Lupi, 3 medaglie olimpiche in rotazione cranica, potrebbe negare la veridicità della teoria eliocentrica se sostenuta dal Bersani di turno.

Insomma, avete capito. A questo punto che vietino pure tutto, dalle gag della Dandini agli starnuti del pubblico, dai sondaggi di Pagnoncelli ai plastici di Bruno Vespa, pazienza, ma per cortesia, e mi rivolgo direttamente ai Vertici Rai, per cortesia, proibite a quelli che fanno "No" con la testa di fare "No" con la testa, o meglio ancora, vietate ai Cameraman di inquadrare politici e giornalisti mentre stanno facendo "No" con la testa: la speranza che supportino il movimento con un'argomentazione valida è svanita da tempo.

mercoledì 22 settembre 2010


Dovete ammetterlo: stavolta il Tg1 è stato perfetto.



Già, l'edizione delle 13.30 mi ha stupito. Mai avrei immaginato che Augusto Minzolini permettesse di dedicare un intero servizio al nuovo scandalo rifiuti in Abruzzo: Assessori in galera, Sindaci indagati, Parlamentari pesantemente coinvolti, ebbravo Tg1! Peccato si siano completamente dimenticati di dire che questi sono tutti politici del PDL, sarebbe stato un dettaglio interessante. Ma non facciamo i puntigliosi, va già benissimo così.
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  • Guarda il servizio incriminato - Dal minuto 10.
  • Update ore 20: nessun riferimento al partito dei politici indagati (PDL) nemmeno nell'edizione delle venti, la più importante della giornata. La coerenza prima di tutto.

So' soddisfazioni.



Mentre Berlusconi ordina con una circolare che il pubblico Rai la smetta di applaudire gli editoriali di Travaglio e gli ospiti di Ballarò, il Parlamento italiano applaude con solennità e soddisfazione l'inutilizzabilità delle intercettazioni a carico del deputato Pdl Nicola Cosentino, indagato per cose di Camorra. Applausi che certificano l'Omertà di Stato, il voto segreto a benedirla: è un sospiro di sollievo che mette i brividi.


Fini è spacciato. Anzi no: lo assolve Feltri.


"Ecco la prova. Fini non ha detto la verità: ha sbolognato l'appartamento al cognato a prezzo di liquidazione", tuona in prima pagina Il Giornale. Quelli di Libero ci vanno giù ancora più pesante: "Risolto il giallo di Montecarlo. Gianfranco Fini ha regalato un milione e mezzo di euro a suo cognato. Ora ridiamo noi: Fini non può più restare alla presidenza della Camera". "Il caso Fini è chiuso", la sentenza di Dagospia.

A leggere certa stampa sembrerebbe che per il Presidente della Camera sia davvero finita: quel documento che appioppa la proprietà della casa di Montecarlo allo stesso Giancarlo Tulliani pesa già come un macigno. Potrebbe anche essere "un clamoroso falso", scrive il Corriere, mentre i legali di Elisabetto negano categoricamente la veridicità dell'atto ed i finiani interrompono ogni dialogo con il Pdl. Comunque, mettiamo sia vero. Sbaglierò, ma a me sembra che la posizione di Fini non cambi un granché. Sia chiaro, non che m'interessi difendere l'ex leader di An, che ai miei occhi rappresenta solo un passato che non la smette di erigersi a futuro, però per amore della cronaca vorrei segnalarvi una cosetta curiosa. Dopo mesi di martellamento ininterrotto, nel giorno del bombardamento mediatico finale, dei documenti schiaccianti, della chiusura dei giochi e delle dimissioni richieste a squarciagola dai soliti noti, a leggere per benino l'editoriale di Vittorio Feltri si scopre che ...

Può darsi che Fini sia stato ingannato dal parente,
il quale
non è escluso abbia approfittato
della sua buona fede. Non sappiamo.


Cosaaa?

martedì 21 settembre 2010


Libero, svolta nelle indagini: Tulliani ha chiuso.

[Leggi l'articolo di Libero, 21 settembre 2010]

Ci sono giorni che rimarranno incisi nella storia del giornalismo. Ci sono pezzi memorabili che segnano un'epoca, e mentre li leggi dici, "no, il Paese non sarà più lo stesso". Il Washington Post è stato il carnefice del Presidente Nixon. Libero lo è stato per Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini. Oggi il knockout. Belpietro e Catania come Woodward e Bernstein, duri, infaticabili, determinati. Ed eccoli, i risultati.

La prima pagina si spalanca allo scoop: il cognato di Gianfranco Fini viaggiava s'una Mercedes con targa "tarocca". Una storia di inseguimenti mozzafiato, fughe e ritrovamenti, telefonate, fotografie, ricerche, sconvolgenti rivelazioni, all'ombra della motorizzazione. Insomma, quella targa non era stata registrata al "Pra": "una settimana di verifiche, eppure non c'è stato modo di risalire al proprietario di quell'auto ... ma non è possibile, qualunque veicolo circoli in strada deve rispondere a qualcuno". Roba che "nemmeno gli 007" nostrani hanno diritto a tanta segretezza, nemmeno le spie possono permettersi di viaggiare su "automobili fantasma". La tensione cresce, il climax sale, ma com'è possibile, si chiede il lettore, chi c'è dietro a tutto questo, chi protegge Tulliani, chi ha fornito quella targa, Fini?, Gheddafi?, i Rettiliani?, Klaus Davi? Domande che devono trovare risposta.

Telefono al "Pubblico Registro Automobilistico" di una grande città, voglio dare il mio contributo a Maurizio Belpietro, sento che dell'inchiesta "targa tarocca" se ne parlerà ancora a lungo. Mi sento un po' Woodward, un po' Bernstein: ma com'è possibile tutto questo, com'è possibile che quelle cifre non risultino da nessuna parte? Un'intera redazione, per un'intera settimana ha tentato di capirne di più, invano. L'unica "ragione che ci siamo dati è che sia stato un errore tecnico", concludono a Libero dopo 7 giorni di giornalismo estremo, e sforzi intellettuali che non vi dico.

Tut-tuuut. Risponde un gentile funzionario del "Pra". Mi spiega che questo blackout burocratico potrebbe essere dovuto alla pigrizia del Concessionario, o alla chiusura dell'esercizio, o ad una semplice dimenticanza, sono cose che succedono. Poi, quando gli spiego meglio la situazione, sembra illuminarsi, lasciandomi di sasso. Ora ha capito, e mi dice che siamo difronte alla cosa più banale del mondo. Ci sono migliaia e migliaia di veicoli con targhe non registrate, o che rispondono a nomi fittizi, in particolare nei casi di auto blu, auto militari, auto di diplomatici, auto di politici, una dinamica purtroppo normalissima, e che crea non pochi problemi in caso di incidenti e risarcimento danni. Non solo, quello della targa misteriosa "è un privilegio che si estende spesso pure ai familiari dei politici", e alle persone della loro cerchia, mi confessa con aria sconsolata. Insomma, tutto clamorosamente spiegabile, tutto clamorosamente italiano, ma magari quelli di Libero hanno trovato occupato.


oh-oh: e ora chi glielo dice?

Mi sa che c'ha ragione "il Congiurato". Come farà il leader leghista Umberto Bossi a spiegare ai propri elettori, magari a quelli "vestiti da vichinghi sul pratone di Pontida", che il successo del federalismo dipende oramai dai capricci di Calogero Mannino, Saverio Romano e Salvatore "Vasa Vasa" Cuffaro?

lunedì 20 settembre 2010


Giudicato "indegno": non è più Cavaliere!

La notizia è sconvolgente, così fulminea che ancora non ci credo:
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accogliendo la proposta del ministro dello Sviluppo economico, ha firmato venerdì scorso il decreto di revoca "per indegnità" della decorazione di Cavaliere al Merito del Lavoro.
Cioè, vi rendete conto? Non è più "Cavaliere"! ... Guardate che è roba grossa, succede molto raramente, da quelle parti non cacciano mai nessuno. Incuriosito dalla notizia mi sono andato a leggere sul sito ufficiale i requisiti per ottenere e mantenere tale decorazione, che spetta solamente alla nostra "élite imprenditoriale" e "vincola i Cavalieri ad un impegno etico e sociale volto al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del Paese". Allora, i requisiti fondamentali, tra gli altri, sono i seguenti:
  • aver ottenuto una specchiata condotta civile e sociale;
  • aver operato nel settore per il quale la decorazione è proposta in via continuativa e per almeno vent'anni con autonoma e responsabilità;
  • aver adempiuto agli obblighi tributari;
  • non aver svolto né in Italia, né all'estero attività economiche e commerciali lesive dell'economia nazionale.
Incorre nella perdita dell'onorificenza "l'insignito che se ne renda indegno", conclude la legge 194 del 15 maggio 1986, che regola la materia. Inoltre è fondamentale conoscere in qualsiasi momento il casellario giudiziario ed il certificato dei carichi pendenti dell'individuo, per non incorrere in brutte sorprese ed evitare di mettere a repentaglio l'onorabilità della categoria ... beh, certo, il nostro uomo - oramai exCavaliere - non ne rispettava manco mezzo, di requisito, anzi, se li era bruciati da mò. Altroché "specchiata condotta civile e sociale", pfui!, per non parlare di "adempimento degli obblighi tributari", o della "autonomia" e della "responsabilità", ma quando mai?!

Comunque credo sia stato difficile anche per il Presidente Napolitano - non dev'essere bello revocare per "indegnità" qualcosa a qualcuno - ma diciamoci la verità, come avrebbe potuto continuare a sorvolare sulle malefatte di Calisto Tanzi?

domenica 19 settembre 2010


Video: guardate, la vendetta di Minzolini.


[Dal Tg1 delle 13.30 del 18.9.2010, minuto 19 - Thanks to Potacchione]


Un uso distorto, patologico della televisione pubblica. Una ritorsione nei confronti di un quotidiano colpevole di aver raccontato - dati alla mano - il preoccupante calo di ascolti del principale tiggì italiano. Calo peraltro ammesso dallo stesso Direttore, Augusto Minzolini. Ma non importa. L'affronto è comunque intollerabile. E Repubblica deve pagare. La vendetta viene appaltata a Mario Prignano, ex cronista di Libero voluto fortissimamente da Minzolini e ora vicecaporedattore del politico. Uno dei responsabili del funesto "Assolto David Mills", per intenderci, uno giusto, che ci sa fare, guardate il video, e capirete.

La risposta di Repubblica non si è fatta attendere, in un editoriale apparso sul quotidiano di oggi si definisce tale attacco ossessivo, ingiustificato, democraticamente anomalo e soprattutto fondato sul "falso". Realizzato da gente che fa un utilizzo "politico e privato del Tg di Stato per colpire un libero giornale", gente in realtà "più spaventata che spaventosa". Ma attenzione, non fatevi ingannare dalla potenza tragicomica del servizio: il regime mediatico non ha più alcuna paura di mostrarsi, in tutta la sua violenza.

sabato 18 settembre 2010


Elettori Berlusconiani: non guardate questa foto!


No, già è dura per noi, ma per voi che c'avete creduto - e che magari ci credete ancora - potrebbe essere uno shock difficilmente superabile. Già, perché la seguente immagine sembra offrirci un dato tanto semplice quanto schiacciante: il "menotassepertutti" su cui è stato edificato il dogma papale si è trasformato in realtà nella più pesante imposizione fiscale della storia repubblicana - superiore persino ai salassi del Governo Prodi - 16 anni di aumenti tributari inarrestabili, e che hanno portato questo Paese a scalare tutte le classifiche possibili immaginabili. Dalla discesa in campo del 1994 ad oggi, signori e signore, questi sono i risultati.

[Clicca per ingrandire - Da La Repubblica del 17.9.2010 - Dati Commissione Europea]

Esclusivo: ecco come cambierà la scuola leghista di Adro dopo il "no" della Gelmini.


Finalmente. Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha preso una posizione chiara, dopo troppe indecisioni. Perché non è bello tatuare una scuola pubblica con più di 700 simboli leghisti, sfregi etici e costituzionali sparsi ovunque, dai tetti ai banchi, dalle panchine ai giardini. Non si fa. Punto, e basta. Aiutata come sempre dai preziosi consigli di Renato "Betulla" Farina e Giorgio Clelio Stracquadanio - suoi fidati collaboratori (davvero) - la Gelmini ha chiesto al Sindaco di Adro di rimuovere immediatamente quei simboli, o perlomeno di venirle incontro in qualche modo. Sembra che l'ingresso dell'Istituto sia stato appena modificato, roba di pochi minuti fa, e ringrazio il nostro contatto ad Adro per lo scatto.

venerdì 17 settembre 2010


Che ho molto peccato in parole, opere e omissioni.

Non nelle palesi menzogne, non nei dati di ascolto, non negli editoriali proni: la reale violenza informativa di questo Tg1 si consuma in impercettibili dimenticanze, nei pastoni politici, nei servizi secondari, in quella quotidianità catodica che non fa notizia, che scorre di sera in sera senza lasciare traccia.

Ci rimangono impressi tutti quegli abusi - da "Assolto David Mills" ai silenzi sulle Escort Papali, passando per le inchieste dedicate al "pellicano che odiava la tv" - ci ribolle il sangue, tra tanta disinformazione. Ma paradossalmente la pericolosità di questo telegiornale esplode in ciò di cui nessuno parla, quando non sembra esserci nulla di particolarmente grave.

Per esempio. Montezemolo se ne esce con una pesante critica all'operato di Berlusconi, parlando persino di "fallimento della seconda repubblica". "Montezemolo: deluso dal Governo", titola il Corriere, "Montezemolo critica: Berlusconi ha deluso", scrivono al Giornale. Arrivano le 20, ti sintonizzi su Rai 1, e scopri che l'intervento del Presidente di Ferrari Spa è stato ridimensionato in un morbido "Montezemolo: andare al voto non risolverebbe i problemi, Berlusconi, Bossi e Fini chiudano lo scontro istituzionale". Stop.

E ancora. Mazzate della Marcegaglia - numero 1 di Confindustria! - all'operato del Cavaliere. "Marcegaglia: la maggioranza non c'è più, stiamo vivendo un momento di brutta politica", titola Libero, mentre all'Unità aprono così: "Marcegaglia: la maggioranza non c'è più. L'Italia vive un momento di politica brutta che per mesi ha parlato solo di amanti, di cognati e di appartamenti. Non è questo che ci interessa". Ma ecco il Tg1. Giorgino ti guarda. Tu guardi Giorgino. Sai che la Marcegaglia è stata chiarissima. Impossibile tradire quel pensiero, anche per Giorgino. "Per la presidente di Confindustria il governo deve andare avanti. La numero uno degli industriali ha ribadito l'invito a fare le riforme che servono al Paese e a concentrarsi sui temi veri come il lavoro, l'occupazione e la crescita" ... Ce l'ha fatta. Giorgino ce l'ha fatta. Mai dubitare di Giorgino.

Oppure. Lunedì 13 settembre. Ricomincia la scuola. Il Paese è un vulcano pronto ad esplodere, gli insegnanti fanno lo sciopero della fame, negli istituti mancano gessetti e carta igienica, il più grande licenziamento di massa della storia è ai nastri di partenza, tra mannaie indiscriminate e strutture padanizzate. E sapete su cosa si decide di aprire l'edizione della sera? Su quei genitori imbufaliti che accompagnando i figli a scuola non sono riusciti a trovare parcheggio. Il parcheggio. Lo so, sembra impossibile, ma per fortuna le immagini sono lì a testimoniarlo.

Di servizi come questi ce ne sono a centinaia - è informazione per difetto - un giornalismo che influenza pesantemente il pubblico del Tg1, sempre più anziano, sempre meno istruito. Il bello sapete qual è? Che di fronte a questo tipo di notizie dobbiamo pure ritenerci fortunati. Ultimamente c'è stata un'accelerazione non solo dell'alterazione spicciola, della dimenticanza parziale, ma soprattutto dell'Omissione spudorata, e totale. Così a uno manco gli viene in mente di provare a scoprirne di più, ed il problema si risolve alla radice. Per farvi capire. In giornata esce un importante dato economico, tipo il fatturato industriale italiano? Se ne parla solo se è positivo. Oppure. 12 settembre. La notizia del giorno è clamorosa: in quella fogna a cielo aperto chiamata P3, insozzata da corruzione e trame oscure, uno degli indagati ha deciso di confessare, saldando pericolosamente i nomi del Presidente del Consiglio e del Senatore Dell'Utri a quelli della presunta associazione segreta: "Silvio era Cesare, e Marcello il Vice-Cesare". Mentana sembra il direttore della Cnn, La7 spara un così ampio servizio che ci sembra di sognare, ed è solo normalità. Ma il Tg1? Figuratevi. Niente, zero, nada, ecco le prove.

E arriviamo a ieri sera. Berlusconi è impegnato in una compravendita parlamentare spudorata, ossessiva, con i processi che si avvicinano ed i finiani che tentennano. Ma c'è una confessione. Un deputato dell'Italia dei Valori ammette di essere stato avvicinato da 3 uomini del Pdl, che gli avrebbero offerto di tutto per farlo passare dalla loro parte, pure l'estinzione di un mutuo da 150.000 euro. Okei, la tolleranza alla criminalità istituzionale che abbiamo sviluppato in questi 16 anni è tanta - e sappiamo che in Italia "è sempre andata così" - ma questa, cari i miei NonBlogger, rimane una notizia-shock, non voci di corridoio ma parole di un Parlamentare della Repubblica , che non possono passare così come se niente fosse, che vanno verificate, e di cui il più importante telegiornale del Paese deve raccontare. Deve raccontare. Si opta invece per l'omertà incondizionata - ssshhhh ... - nemmeno un accenno a riguardo. Meglio soffermarsi sulle nuove beghe del Pd, dando a Walterloo Veltroni tutto lo spazio del mondo, per poi concentrarsi sugli amuleti da Superenalotto e sulle preferenze culinarie di Julia Roberts.

Promettetemelo. Quando sentirete parlar male del Tg1 di Augusto Minzolini - che sia per un editoriale concordato o per l'ennesimo servizio sbugiardato - preoccupatevi, e tanto. Nei giorni di silenzio, preoccupatevi ancor di più.

giovedì 16 settembre 2010


Com'è che si chiama 'sta cosa? Ah, sì, Corruzione.


Ho come l'impressione che si stia leggermente sottovalutando l'accaduto. Per carità, oramai abbiamo sviluppato una certa tolleranza alla criminalità istituzionale, e queste dinamiche non sorprendono più nessuno. Poi certo, le dichiarazioni del Parlamentare Idv Razzi sono ancora fresche, e ci sarà tempo per approfondire. Però ...

Tra l'altro questo Razzi ha appena rincarato la dose: in un'intervista rilasciata a La Zanzara di Radio 24 ha affermato che "questi mi avrebbero cambiato la vita", puntando nitidamente il dito sugli uomini di Berlusconi (audio, dal min. 40). Io spero di non aver capito bene, lo dico sinceramente. Perché se tu stai all'Opposizione e ti si avvicinano 3 deputati Pdl, e ti dicono di passare dalla loro parte, che ti danno la garanzia di essere rieletto per la prossima legislatura, che ti offrono incarichi istituzionali di primo piano, magari pure al Governo, ("mica come fa Di Pietro"), che ti pagano il mutuo da 150.000 euro che hai sul groppone e che ti promettono di sistemarti per l'eternità, beh, ad occhio e croce non è una cosa molto bella, e fossimo in Inghilterra magari ora ci troveremmo nel bel mezzo di un cataclisma politico-giudiziario, e di tutto questo la cosa che mi più mi spaventa è che non succeda niente, che la cosa passi così, sperando di non aver capito bene.


Sapete dove va a scuola il figlio del Sindaco di Adro?


Beh, direte voi, il Sindaco Oscar Lancini dopo aver inaugurato, lodato, difeso, sbandierato, finanziato, ideato, forgiato ed esaltato la "Scuola Pubblica" di Adro, dopo averla marchiata a fuoco per oltre 700 volte con il simbolo della Lega Nord - banchi, tetti, porte, finestre, posaceneri - dopo averla intitolata, ma guarda un po', all'ideologo leghista Gianfranco Miglio, dopo aver saturato il tutto con quell'inconfondibile verde padano e dopo aver riempito di intolleranza pure la pausa pranzo, come minimo c'avrà mandato il figlioletto, no?

Macché. Per il piccolo Lancini il Sindaco di Adro ha scelto la scuola privata, situata esattamente di fronte a quella pubblico-leghista, da giorni al centro dello scandalo. Curioso, non trovate? Il primo cittadino si giustifica così:
Io ho frequentato quella scuola lì. Mi sono trovato bene. Mi sembra migliore di quella pubblica. Attenzione: è un discorso generale, nazionale, sennò mi scoppia un casino. Faccio un sacrificio. Mi costa non poco. Penso che sia una scelta giusta. Ok?

mercoledì 15 settembre 2010


Scandalo in Rai: ecco a voi la "Circolare-Bavaglio" che censura gli applausi, e uccide l'informazione.


[clicca e ingrandisci]

Eccolo, il documento della vergogna. Porta la firma del Direttore Generale Rai Mauro Masi. La chiamano "Circolare-Bavaglio". C'è scritto URGENTE, lassù, ed è rivolta a tutti i Direttori di rete e di testata. D'ora in avanti basta sorprese, questo il diktat. D'ora in avanti gli uomini del Cavaliere dovranno conoscere ogni dettaglio, di ogni programma. In anticipo. Chi sgarra, chiude. E' il punto 2. L'autonomia e la libertà di conduttori e giornalisti verrà così tranciata di netto. Un messaggio forte e chiaro che deve arrivare a tutti, ed in particolare a certi: quest'anno non si scherza più.

Giuseppe Giulietti di Articolo21 - lui il primo a parlare del documento - vede in queste poche e maledette righe la mannaia che i Vertici Rai utilizzeranno per ostacolare e far chiudere i programmi sgraditi al Presidente del Consiglio. Anno Zero è in cima alla lista. Parole minacciose, quelle di Masi, perfette per creare un clima di tensione e di insicurezza. E' libertà stritolata da burocrazia, toglie il fiato.

E poi gli applausi. Nel 2010, il servizio pubblico radiotelevisivo di un grande Paese democratico è arrivato a questo. A voler regolamentare le reazioni e gli interventi del pubbllico presente in trasmissione. Non solo. Queste persone dovranno essere accuratamente selezionate, e filtrate. Punto 4: "Non dovrà essere consentito l'utilizzo del pubblico presente in sala come parte attiva del programma stesso". Siamo a questo.

[Per saperne di più]:

Scusate, posso? Avrei una domandina.

  • "L'estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica, quella delle chiacchere". (Silvio Berlusconi, Pdl)
  • "Basta alchimie da vecchia politica". (Maurizio Lupi, Pdl)
  • "Intendo restare fuori dalle artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante". (S.B., Pdl)
  • "Tornare alla vecchia politica politicante sarebbe un errore imperdonabile, mi opporrò con tutte le forze". (S.B., Pdl)
  • "Basta con la vecchia politica!". (Roberto Cota, Lega)
  • "La corrente di Fini? Vecchia politica di cui non voglio nemmeno sentire parlare". (S.B., Pdl)
  • "La vecchia politica di Gianfranco". (Belpietro, Libero)
  • "Il Premier tra le macerie, mentre la vecchia politica fa i giochetti a Roma". (Vittorio Sgarbi, Il Giornale)
  • "Il Pd? Vecchia politica". (Augusto Minzolini, Panorama)
  • "Ha perso la vecchia politica politicante!". (Berlusconi, Pdl)
No, scusate, siccome l'attuale maggioranza sta bollando come "Vecchia Politica" qualsiasi cosa non le vada a genio, dal dissenso del finiano alle prerogative di Napolitano, siccome il bombardamento mediatico sul tema è oramai diventato insostenibile, vorrei porre un semplice quesito. Non tanto a Berlusconi e Bossi - la loro parola non ha più alcun senso - quanto agli elettori di Lega e Pdl. Per capire se quello che sta succedendo, a loro piace.

Secondo voi è politica vecchia o è politica nuova la politica della maggioranza più larga e stabile e poderosa mai vista dal dopoguerra ad oggi, ridotta ad elemosinare alleanze dal settantenne repubblicano del gruppo misto Francesco Nucara (foto), assetata dei voti di personaggi come Cuffaro, Villari, Pionati e Gaglione - l'Onorevole più assenteista dell'intera legislatura! - prona ai voleri di potenze nazionali come "Noi Sud" e "Alleati per il Sud" (Bossi dice niente?), e arrivata persino al punto di inventarsi l'esistenza (!!) di 20 deputati esterni pronti a sostenere il Governo?

E' politica vecchia o è politica nuova la politica del tradimento elettorale, del mercato parlamentare - così spudorato: in palio anche tante belle cariche istituzionali - con un Presidente del Consiglio multimilionario che non riesce più nemmeno a portare dalla propria parte quei figuri che fino a poco tempo fa avrebbero pagato per farsi comprare?


[Approposito, guardate il finale di questo video, da Ballarò]