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La frase del momento.

Silvio Berlusconi lancia il nuovo sito web del Pdl:
Questo portale sarà un alleato prezioso nella nostra battaglia per la libertà ... e anche qui riusciremo a far vincere l'amore sull'invidia e sull'odio. Il sito è accessibile anche da cellulare e Ai Pöath ... (iPad)
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Senza il vostro supporto questo blog non dura, grazie a tutti [info]

domenica 31 ottobre 2010


Dal "Corriere della Sera" ci arriva la conferma: Berlusconi ha mentito.

"E' certo". E' ufficiale. E' vero. E questo - fossimo in un Paese civile - starebbe a significare una cosa sola: dimissioni. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha abusato del suo potere. Ha mentito alla Questura della Repubblica. Dicendo che Ruby, minorenne marocchina fermata per furto, "è la nipote del presidente egiziano Mubarak". L'obiettivo farla uscire immediatamente da quelle stanze, il più presto possibile, per non farla parlare. Un'argomentazione folle, gravissima - quella utilizzata dal Premier - dettata da paura fottuta, che gli costerà persino una denuncia da parte di alcuni cittadini egiziani. Parole pericolose quelle di Berlusconi, soprattutto per Ruby, capaci di alterare completamente il meccanismo predisposto dalla Pm Fiorillo per la tutela della minore.

Ma suvvia, pensiamoci un attimo, B. non può aver detto davvero così. Troppo assurda l'egittologa balla. Ad un bravo giornalista del Corriere - del Corriere, non di Liberazione - allora ho chiesto: ma non è possibile che quel funzionario si sia inventato la storia di Mubarak, che ne so, per accelerare il rilascio della ragazza, magari intimorito dalla richiesta presidenziale, magari desideroso di fare bella figura dinnanzi agli occhi dell'uomo più potente d'Italia? Insomma, può essere che il Premier, in un modo o nell'altro, quelle parole non le abbia pronunciate? No. Non è possibile. Il testo della telefonata è agli atti. Il Santo Papi ha davvero spacciato quella ragazza per una parente del leader egiziano. "E' certo", sentenzia il giornalista.

Pensate, alla fine della rassegna stampa mi sono reso conto che avrei persino potuto fare a meno di contattare quelli del Corriere. Sarebbe bastato sfogliare Il Giornale di oggi. E' l'unico quotidiano italiano in cui la parola "Mubarak" - guarda un po' - non compare nemmeno una volta.

[Clicca e ingrandisci]

sabato 30 ottobre 2010


Impiccment.

Dunque, vediamo: è come se Barack Obama telefonasse all'Fbi perché liberino quell'avvenente minorenne ucraina - accusata di furto e già protagonista di un "Bunga Bunga Party" alla Casa Bianca - spacciandola nientepopodimeno che per la nipote di Angela Merkel, e chiedendo venga affidata ad una show girl, ehm, pardon, ad una politica locale che se ne laverà le mani subito dopo il rilascio, e che anzi verrà persino indagata per sfruttamento della prostituzione minorile, assieme ad altri 2 uomini dell'entourage presidenziale. Non so se rendo.

venerdì 29 ottobre 2010


Ehm, io avrei pensato ad un finale alternativo.

... Da Sud a Nord: Caltanissetta, Pa­lermo, Napoli, L’Aquila, Roma, Perugia, Firenze, Milano. Ben otto procure stanno assediando il premier Silvio Berlusconi, neanche fosse Al Capone: mafia, capitali mafiosi, paradisi fiscali, evasione fiscale, molestie a minorenni, prostituzione minorile, tangenti, dossieraggio, informazione, appalti, logge, cricche ... E poi dicono che lo Scudo non serve.
[Sallusti e Cuomo su Il Giornale di oggi]

giovedì 28 ottobre 2010


Esclusiva: ecco la foto di Ruby, la ragazza marocchina che fa "Bunga Bunga" con Silvio.


Nessuno l'ha ancora vista, nessuno ha ancora pubblicato sue foto. Siamo i primi in assoluto a farlo. Il condizionale è quindi d'obbligo. Ma dovrebbe essere proprio questa la ragazza che sta facendo discutere l'Italia intera, e tremare i muri di Palazzo Chigi. Ruby R., il suo nome d'arte. L'immagine è stata presa da quello che presumo essere il suo profilo facebook. All'interno del profilo ci sono molti altri scatti, ma data la delicatezza del caso - la ragazza ha 18 anni meno una settimana - ho preferito mostrarvi solo l'immagine pubblica, quella visibile a tutti e da tutti individuabile con pochi click. In un secondo momento l'ho trovata pure nel sito del ristorante/discoteca "La Kascia", assieme a molte altre, ed è quindi materiale pubblico e da tempo presente in rete. Comunque. Sono andato alla ricerca del suo profilo dopo aver letto un pezzo uscito sul Giornale di oggi, che si pone - tra le altre cose - l'imbarazzante obiettivo di mettere le mani avanti: "Come emerge chiaramente dal suo profilo facebook, la ragazza dimostra più dei suoi anni. E avere rapporti con una prostituta, se non si può sapere che è minorenne, non è reato".

Ora, ripeto, questa può anche non essere la Ruby che con le sue dichiarazioni sta cacciando in grossi pasticci Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, e puntando ancora una volta i riflettori sulla clamorosa ricattabilità del nostro Presidente del Consiglio. Ma gli indizi ci sono tutti, il profilo ricalca alla perfezione tutto quello che è uscito sui giornali nelle ultime ore: le iniziali del nome d'arte, le caratteristiche fisiche, la passione per la danza del ventre, il lavoro di cubista, le immagini che la ritraggono assieme a Fabrizio Corona o catapultata nel pieno della movida milanese (alcune anche molto forti). Inoltre tra le sue amicizie spuntano pure i nomi di alcuni giornalisti, tra cui quello del cronista Gianluigi Nuzzi, lo stesso che sta seguendo per Libero l'intera vicenda.
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[Update: tutto confermato, è lei, c'avevamo preso.
Ecco le foto uscite sul sito dell'Espresso e su Dagospia]


mercoledì 27 ottobre 2010


Queste immagini non sono adatte ad un pubblico facilmente suggestionabile. Io vi ho avvertito.

Eccole finalmente, le immagini del convegno organizzato da Daniela Santanché e Sandro Bondi, un incontro blindatissimo, in cui non era consentito fare domande e che ha avuto per protagonisti i direttori Augusto Minzolini, Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. Ah, dimenticavo, il tema dell'incontro era la "Libertà di Stampa".

Ah sì, vabbè, c'avete ragione, poi ci sarebbero pure le Tangenti, l'Ad Personam, la Minorenne e Cosa Nostra ...

Libero, numero da collezione. Ne eravamo certi. A confronto Il Giornale di oggi pare Liberation. Le prime 7 pagine interamente dedicate al Presidente della Camera Gianfranco Fini, con particolare attenzione alla richiesta di archiviazione da parte dei Pm - "Non c'è reato" - in merito all'affaire Montecarlo. Diosolosa cosa sarebbero riusciti a scrivere, se reato ci fosse stato. Ma vediamo.

Parte il direttore, Maurizio Belpietro. "Tutto come previsto", ma Fini non pensi di essere assolto dalle responsabilità "politiche e morali", anzi, nessuna pietà per chi rappresenta "la terza carica dello Stato ed ambisce a diventare la prima". La cronista Roberta Catania parla di un "processo lampo" non senza anomalie: "per la prima volta non ci sono state fughe di notizie". Roba grossa. Spazio anche per Francesco Storace, la figura più tragica - e comica - dell'intera vicenda: "Dimostreremo che c'è stato raggiro, Gianfranco Fini non è immune alla giustizia, andremo a fondo a questa vicenda, questo è solo l'inizio!". Ma ecco le parole del Presidente Berlusconi, assai "deluso" per l'esito processuale: "Se di mezzo ci fossi stato io, sarebbe andata diversamente, perché la magistratura vuole farmi fuori dalla scena politica". Segue a rotta di collo Stracquadanio: "La verità è che i Pm fanno solo quello che vogliono loro, questa è una tipica decisione da porto delle nebbie". Poi finalmente Franco Bechis, il vicedirettore, per infliggere il colpo di grazia: Fini ha sicuramente usufruito di quella leggina "ad hoc" da egli stesso approvata nel 2006 (assieme a tutto il centrodestra) che stabiliva "l'esonero degli amministratori dei partiti dalla responsabilità per le obbligazioni contratte in nome e per conto di tali organizzazioni, salvo che abbiano agito con dolo o colpa grave". Certo, a quei tempi la storia della casa a Montecarlo non era manco cominciata, ma va bene uguale: anche Fini si avvale di leggi ad personam. Infine una bella paginetta su "Fini con la sinistra alle amministrative" e "la rivoluzione d'ottobre degli intellettuali finiani".

Beh, certo, poi a pagina 8 - e sappiamo che Libero a pagina 8 dà sempre il meglio - la redazione è riuscita a trovare un po' di spazio anche per le vicende del Presidente del Consiglio, introducendo il tutto con un bel "braccato dai Pm", che sta sempre bene. Da qui in poi il quotidiano cambia, il condizionale diventa legge, la prudenza un diktat, nemmeno l'ombra di una critica, un richiamo alla legalità, un appunto, un rimbrotto, un mezzo editoriale, un misero dubbio. Vabbè, ci sarebbe quella minorenne marocchina che sta per "infangare Silvio", scrive Gianluigi Nuzzi tra una foto di Noemi ed una di Patty: "anche i praticanti sanno che finire a letto con una ragazza anche consenziente tra i 14 e i 18 anni determina l’accusa di violenza sessuale". Bazzeccole. Ah sì, in basso a destra in un "commento" dello stesso Nuzzi si dice pure che Silvio Berlusconi verrà probabilmente indagato per Mafia, assieme a Marcello Dell'Utri, alla luce del materiale fornito agli inquirenti da Ciancimino Junior. Robetta, da relegare in un angolino. Poi c'è spazio per le ingiuste accuse al povero Piersilvio e per il "Lodo Alfano Bis" - quella sì, vera ad personam - che dovrebbe proteggere il Premier dalle accuse di Corruzione, Fondi Neri, Frode Fiscale, Appropriazione Indebita e chi più ne ha più ne metta. Quelli sì, reati veri. Sbrigata in fretta e furia la pratica presidenziale, ecco una simpatica vignetta di Prodi-cavalcatore-di-mortadelle a chiudere il tutto, che il lettore di Libero cominciava già a storcere il naso.

Sapete il bello qual è? Che ieri sera Maurizio Belpietro, assieme a Vittorio Feltri ed Augusto Minzolini, ha partecipato ad un dibattito organizzato dal Pdl in cui si è sentenziato che la sinistra separa "l'informazione dalla realtà", che i suoi giornali "drogano l'informazione" e che in Italia "c'è una cupola che impedisce di essere informati". Il convegno si intitolava "Libertà di Stampa: due pesi e due misure".

martedì 26 ottobre 2010


Mamma, m'è sparita l'inviata.

Questo pomeriggio, dalle 17 in poi, avrei dovuto raccontarvi in diretta il blindatissimo incontro sulla "Libertà di Stampa" organizzato dai vertici Pdl al Ministero dei Beni Culturali. Protagonisti del convegno Augusto Minzolini, Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro. Supervisione affidata ad Ignazio La Russa, Daniela Santanché, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Fermi, non ridete, è tutto drammaticamente vero. Bene, la giornalista che si era proposta di seguire l'evento in diretta per questo blog - nonché per un'importantissimo settimanale italiano - e con cui ero costantemente in contatto, risulta irraggiungibile. Da 5 ore a questa parte non ho notizie dell'inviata.

Ora, pazienza se la diretta è saltata, ma la mia vera preoccupazione è un'altra: non avrà mica tentato di fare una domanda?
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UPDATE, il giorno dopo: tranquilli, l'inviata sta bene, è ritornata a casa sana e salva (problemi tecnici al pc). E poi avrei dovuto immaginarlo, all'incontro sulla "Libertà di Stampa" non si poteva fare alcuna domanda.


Facciamogli un dispetto.


[Clicca e ingrandisci - 1) l'articolo - 2) il fratello indagato]

Certo, basterebbe questo per pretendere la cacciata del Presidente del Consiglio. Senza contare tutto il resto. Ma oggi non voglio fare il bacchettone. Oggi voglio semplicemente fargli un dispetto.

E allora facciamola girare, questa immagine, facciamolo girare il più possibile, questo articolo. Spiegamoglielo a tutti che Silvio Berlusconi in pubblico parla delle intercettazioni come del male assoluto, al grido di "siamo tutti intercettati!", "imbavagliamo la stampa!", affermando che questo è un "sistema barbaro", un'intollerabile violazione della privacy, che oramai ha persino "paura" ad alzare la cornetta, che questa "non è più una democrazia", siccome al cittadino è stata tolta la libertà fondamentale "di parlare al telefono" ... poi nel salotto di casa riceve personaggi malavitosi muniti di intercettazioni riguardanti i suoi rivali politici, intercettazioni ancora coperte da segreto, ottenute illegalmente ed illegalmente pubblicate - ma guarda un po' - proprio da Il Giornale, a pochi giorni dall'incontro. Personaggi malavitosi a cui dice espressamente, con quel sorriso che solo il Cavaliere sa fare, "la mia famiglia ve ne sarà eternamente grata".

lunedì 25 ottobre 2010


Ho intervistato Silvio Berlusconi.

C'ho messo 20 anni. Ma ce l'ho fatta. Ho intervistato Silvio Berlusconi. Per riuscirci ho bruciato i migliori anni della mia vita. L'ho inseguito tra Palermo ed Antigua, Roma e Cinisello, Herat e Pyongyang. Ho pernottato in squallidi motel del New Mexico ed aspettato contatti nella più pericolosa periferia napoletana, ho dovuto inseguire, mentire e scappare, ho speso tutto, ho perso tutto. Ma finalmente ci siamo. La pubblico. Silvio Berlusconi ha 94 anni, si trova nel suo salotto di Arcore, ed è un uomo sereno.

Avrai finito di rompermi le palle.
Scusi Presidente, m'ero imputato.
Alla faccia! Ma poi chi saresti?
Un blogger ...
Ahahah (risata fragorosa) ... che fine avete fatto? Eravate così convinti.
Lasciamo stare. Poi tocca a me fare le domande.
Fammele allora, e di corsa, c'ho Veronica che m'aspetta: pranzo di famiglia.
Come Veronica? Ma vi vedete ancora?
Eccolo lì. Non avete mai capito un tubo ... Lo dico a te perché mi sembri simpatico, e oramai la politica fa parte del passato. In realtà non ci siamo mai separati, la nostra è una famiglia unita, solida, chetticredi.
Ma le escort? E Noemi? E le Veline?
Sì, ciao. Vai dietro ancora a queste storie? E' stata tutta una grande illusione, caro mio. Secondo te il Presidente di uno dei Paesi più importanti del mondo, con tutta la sicurezza che c'ha attorno, si fa sorprendere da 'na mignotta munita di registratore? E corre dietro ad una minorenne di Casoria? Ma cribbio, che c'avete in testa!
E quel bacio a Capezzone?
Maffigurati! Photoshop, Sallusti è un mago.
Lei non ha mai tradito sua moglie, quindi ...
Mai, mai in vita mia. Ma voi vi eccitavate così tanto, e non v'importava d'altro, e la Carfagna, e l'igienista, e la letterina. Prova a pensarci.
In effetti.
Nel pieno della più disarmante crisi economica del secolo - roba che non si vedeva dal '29 - a voi bastavano una barzelletta sconcia, una bestemmia sugli ebrei e 4 fighe al Ministero, ci passavate i mesi a discuterne. Il resto è storia, m'avete lasciato fare tutto. Tutto.
Ecco. Ma come ha fatto a piegare una moderna democrazia occidentale ai suoi interessi, così tanti, per così tanto tempo, così spudoratamente?
Seee, è arrivato Woodward! Comunque questa domanda non la devi fare a me, girala agli italiani. Io c'ho semplicemente provato. Non avevo scelta. Ve l'abbiamo pure detto, e mica una volta sola!
Come scusi?
Massì, prima io, poi Confalonieri, poi Dell'Utri, oggi meritatamente Presidente del Senato. O la discesa in politica, o la galera. L'abbiamo confessato persino a Biagi e Montanelli, e poi in Tv, ed in molte interviste. Eravamo belli che fottuti, nella merde direbbero i miei amici della Sorbona. 4 mila miliardi di debiti - quando i miliardi erano miliardi, mica come ora che senza mille miliardi di debito non sei nessuno - e poi processi per mafia, corruzione, fondi neri, reati finanziari, e molto altro. Eravamo certi che la cosa fosse risaputa, palese, per questo inizialmente scegliemmo la via della trasparenza. Ma sopravvalutammo gli italiani, non era necessario: infatti da lì in poi negammo l'innegabile, se fosse servito saremmo persino riusciti a negare la veridicità della teoria eliocentrica. Eravamo furbi e telegenici: ai cittadini bastava ... e ci votavano ...
E già, mica una sola volta ...
Quattro volte Premier, fino al '18 se non ricordo male.
Fosse finita lì.
Vabbé, poi l'altro è stato un incarico istituzionale, di secondo piano.
'Sticazzi - ehm, scusi Cavaliere - ... Presidente della Repubblica per 7 anni, fino al 2025!
Però lì mi sono comportato bene, Piersilvio è stato il Presidente di tutti, lo ha riconosciuto anche il leader dell'Opposizione, D'Alema ...
Di tutti?
Fermo lì, senti: quella legge a cui stai pensando era necessaria. T'è mai capitato di stringere la mano alla persona sbagliata, chessò, ad un boss mafioso?
Oddio, credo di no. E comunque abolire il Concorso Esterno in Associazione Mafiosa ai tempi mi sembrò un pochino eccessivo. Certo, per lei, Dell'Utri e Cuffaro fu un giorno di festa, cannoli per tutti.
Ma scusa, tu cos'avresti fatto al mio posto? Lo stesso. E poi ai cittadini andava bene, veneravano mio figlio ed i suoi addominali. Comunque ripeto, i primi ad essere stupiti del comportamento degli italiani eravamo noi, io, Bonaiuti, Letta. (A questo punto mi indica Gianni Letta, seduto lì vicino).
Ehm, perdoni, ma è vivo? Mi sembra un po' rigido.
Sì sì sta benissimo (gli dà due colpetti al braccio con il bel bastone intagliato che tiene in mano, lui risponde muovendo gli occhi), ha solo esagerato con il botox.
Vabbè, diceva?
Che ci sorprendevamo pure noi! Quel cagasotto di Bondi - vero Sandro? - mi diceva sempre: "Questa non gliela fanno passare Presidente, è troppo", ed in effetti un pochino s'era esagerato, tutt'ora non mi capacito ... Un'ottantina di leggi ad personam, 40 fino al 2010 se non erro, tutto materiale per le nostre cene tra amici, sapessi il divertimento! ... "Ti ricordi quella volta che decidemmo di estendere il Lodo Alfano pure al Capo dello Stato, e pure in caso di rielezione! Chissà per chi stavamo lavorando ... ahahah" ... e così via, a quel punto non ci si ferma più, prescrizioni, depenalizzazioni, amnistie, lodi, impedimenti, rogatorie, condoni, magari ricordando le minchiate di Stracquadanio - ci credeva sul serio quello! - come difendeva le leggi vergogna lui, nessuno mai. Riuscì persino a convincere i nostri elettori della bontà dell'autocertificazione processuale e del progetto "Galera zero".
Stracquadanio ...
Ecco, questo ci tengo a dirlo. Non è stato facile. Il mio unico rammarico non è quello di aver devastato la giustizia, o buttato al cesso 40 anni di storia italiana, o quello di aver rubato e mentito e ingannato, ma quello di aver trascorso tutto quel tempo con certa gente, la Santanchè, Gasparri, Bondi, Quagliariello, Bossi, il figlio di Bossi ... tu sai cosa significa cenare con Senatur e relativa prole ogni santissimo lunedì sera, per decenni, tentando di interpretare il loro linguaggio tra una portata e l'altra, eh?, lo sai, eh?, lo sai?, a volte avrei preferito stare all'Asinara, per dire, sapessi cosa m'hanno fatto passare! ... per non parlare poi della corte giornalistica, Minzolini, Fede, Vespa, Mimun, Rossella, Feltri, Betulla, Signorini, alla fine erano diventati così ingordi che fui costretto a piazzarli tutti al Corriere della Sera, dopo averlo acquistato ... Facile per voi, che potevate scegliervi le amicizie, i colleghi, i dipendenti! A me stare con quelli lì faceva s-c-h-i-f-o, scrivilo pure, tanto sono scomparsi non appena ho lasciato la vita politica. E chi se li sarebbe filati se non io! Ma soprattutto, di chi avrei potuto servirmi? Di grandi intellettuali? Di giornalisti capaci? Di politici onesti e rigorosi? Ma quando mai! Pensa, io, il re della comunicazione, dei media, l'uomo più potente d'Italia, non potevo nemmeno permettermi di partecipare ad un dibattito con un rivale politico, uno qualsiasi, nemmeno nelle mie televisioni, tanto ero impresentabile. E allora mandavo avanti loro, cornacchie, spergiuri, bari, mendicanti, hanno devastato la scena mediatica e culturale di questo magnifico Paese, terra bruciata, dopo il loro passaggio.
Però pure lei, quante figuracce c'ha fatto fare ...
Taci và, guarda che mi vergognavo pure io di fare i cucù alla Merkel, guardare le zinne alla moglie di Obama e palpare le chiappe a Carla Bruni, ma la tecnica era quella di prendere tempo, distogliere l'attenzione dalla nostra certificata incapacità istituzionale e soprattutto alzare i toni: ed io, modestamente, i toni riuscivo ad infuocarli. Dividi et impera, questa è stata la formula vincente. Nel frattempo Ghedini e Alfano e Longo e Pecorella e Previti e la Bongiorno e tutti gli altri producevano instancabilmente, come tanti criceti laboriosi, togli di qua, aggiungi di là, scaduti i termini a Milano di sù, cadute le accuse a Palermo di giù, ed intanto la Concorrenza crollava, Mediaset cresceva, le condanne si allontanavano ed io facevo lo statista ... begli anni, non c'è che dire. (Silvio sembra compiaciuto, ora guarda nel vuoto, e con la mano destra rulla le dita sulla testa di Sandro Bondi, che siede lì vicino, più in basso)
Sì, begli anni. Ma Cavaliere, ora che è riuscito a spazzare via ogni accusa passata, presente e futura, ora che è riuscito ad ottenere uno Scudo immuno-costituzionale di divina fattura, capace di proteggerla vita natural durante e persino nell'eventualità di una reincarnazione in un serial killer vietnamita, ce lo dica, come ottenne quei primi miliardi?
Ma secondo te? La risposta è talmente ovvia che è meglio lasciar perdere, rovineresti l'intervista. Ma per Dio, gli italiani si stanno rendendo conto di aver affidato il Paese ad uno che ha convissuto per anni con un narcotrafficante di Cosa Nostra, ad uno iscritto alla Massoneria Deviata P2, ad uno che pigliava i caffè con Bontade e gli aperitivi con Dell'Utri, ad uno che santificava i criminali e delegittimava gli eroi, quelli veri, mentre fregava mediante corruzione una delle più grandi aziende editoriali d'Europa? Certi giornalisti lo scrivevano pure, ma alla gente non importava, io non chiedevo sacrifici ed incarnavo una specie di sogno, irrealizzabile e fondato sul tubo catodico, ma pur sempre un sogno.
Un sogno. Ma a tutte le persone comuni che in questi anni hanno visto sbriciolarsi il Paese tra le mani, prima culturalmente, poi economicamente, a tutti gli imprenditori, gli operai, gli impiegati rovinati dalla crisi, dalla burocrazia, da norme sempre più repressive in materia di immigrazione ed informazione
, a tutti i cittadini comuni che in questi anni non hanno avuto giustizia - perché lei potesse autoassolversi da ogni peccato - beh, qualcosa vorrà pur dire ... glielo deve ...
Oddio, sì, questo te lo concedo, magari potrei citare una bellissima frase di quel vecchio film, tu forse non eri nemmeno nato. Recitava più o meno così: "Io sò io ..."
"E voi nun siete un cazzo". Grazie Presidente.

domenica 24 ottobre 2010


... Proprio come quel marito che per fare dispetto alla moglie.

Quelle che andrete a leggere sono in assoluto le affermazioni che preferisco, le trovate in parecchi titoli, articoli e servizi dei media vicini al Presidente del Consiglio, come Libero ed Il Giornale (ma non solo) ...

"Il Lodo Alfano conviene più a Fini", "Fini farà un partito personalistico e leaderistico", "Fini grida al complotto", "attacco sessuale dei finiani", "i finiani chiedono lo scudo per Gianfranco", "Fini usava lo scudo per non farsi processare", "Fini e l'uomo del Boss", "Gianfranco e l'abuso d'ufficio", "Fini parla di libertà di stampa e poi querela", "i finiani usano gli 007 per coprire i loro scandali", "la cricca nell'ufficio di Fini", "I silenzi e le bugie di Fini", "Fini mente", "Fini è come Scajola", "Il Lodo-Fini ostacola i Pm", "Fini non poteva non sapere", "Fini imbavaglia", "Quando Fini epurò i liberali", "La nuova epurazione di Gianfranco", "Quando le intercettazioni indignavano Fini", "Fini e la legge ad personam sulla casa di Montecarlo", "Fini sta facendo campagna acquisti", "la kermesse di Fini è berlusconiana", "Fini era favorevole al Lodo", "il festino di Fini", "Fini ha l'appoggio della D'Addario", "Fini ha un giganesco conflitto di interessi", "il Bunga Bunga di Fini" ...

Curioso, no? L'obiettivo dei berlusconiani non è tanto quello di dimostrare che Fini è politicamente ed umanamente peggiore di Berlusconi, bensì quello di dimostrare che Fini fa schifo perché uguale, a Berlusconi.

sabato 23 ottobre 2010


Per "Il Giornale" una giornata dura 26 ore.



Sono esattamente due giorni che Il Giornale grida alla truffa, ai brogli, alla farsa: giovedì sera Michele Santoro avrebbe taroccato i dati sui programmi Rai per poter "gridare al regime", incriminata la ricostruzione di Tg Zero - video sopra - in cui l'amica Monica (definita dal Giornale "nuova graziosa santorina, ma dove le trova?") avrebbe furbamente paragonato trasmissioni tra loro inconciliabili, omettendone altre, per dimostrare che la Rai è in mano alla compagine papale. Eccolo il cuore della battaglia, un po' avvincente un po' superficiale, in cui si tenta di dimostrare il predominio mediatico del nemico con tanto di cronometro alla mano.

Ma vediamo cos'hanno combinato in tal senso quelli del Giornale, quelli che gridano al "Bluff svelato", al "Lodo Santoro", proprio oggi, sfoggiando una tabella che dovrebbe chiudere ogni discussione. Gli uomini di Feltri hanno scoperto che "su 15.000 minuti di informazione 13.000 sono in mano a conduttori di sinistra", roba che nemmeno in certe dittature del sudest asiatico. Bene, non voglio entrare nel merito della discussione - l'onniscenza catodica del Cavaliere è l'unica cosa certa in questa vita, oltre la morte - bensì voglio parlare del metodo.

Guardate che bella tabelluccia hanno ideato quelli di Via Negri: sopra, i numeri di Santoro, e cioè i numeri-bufala, sotto, i "numeri reali", quelli veri, quelli del Giornale. Ammazza, gli Anti-Cav distruggono i Pro-Cav 12 mila a 2 mila, 85% ai comunisti e 15% ai "moderati", mica da ridere, un vero e proprio regime castrista. Poi mi è venuta la malsana idea di analizzare le varie voci, munito di calcolatrice. Dopo aver scoperto che uno dei più importanti quotidiani italiani non sa manco fare le addizioni (12.757, non 52), l'occhio m'è subito caduto sulla voce relativa a Rai News 24, e quello stratosferico "10.800 minuti". 'Sticazzi! Ecchessarammai? ... Bene, sapete che hanno fatto? Hanno preso l'intera programmazione, tutti i minuti di tutte le ore di tutti i giorni di tutta la settimana, 60 x 24 x 7, mattino, pomeriggio, sera e notte, sommando così agli altri dati un numero schiacciante, che sarebbe bastato da solo a generare il risultato monster. Infatti senza tale dato la sfida sarebbe finita praticamente in parità, e la redazione capitanata da Alessandro Sallusti non avrebbe avuto modo di gridare allo scandalo. Una dinamica molto furba, anche perché in precedenza Santoro aveva preso in considerazione solo i 3 principali canali Rai, l'uno il due il trè. Di questo passo allora perché non inserire in tabella la Potemkin catodica delle 3 reti berlusconiane, altroché minutaggio, quella è una corazzata perennemente sul campo, 24 su 24 365 giorni l'anno, da più di 30 anni, che delle regole se ne fotte, che risponde ad un unico padrone e che ha oramai sconfinato nel palinsesto del Servizio Pubblico.

Fosse finita qui! Oltre ad aver inserito in tabella una tale follia - per loro "fare informazione" significa "essere antiberlusconiani" - sono stati pure capaci di taroccare i dati! Ma stavolta veramente, mica come Santoro! Eh già, perché una settimana ha solo 10.080 minuti, e non 10.800 com'è stato scritto dall'attento reporter. Tanto quanto Minzolini informa per difetto, loro errano per eccesso, e dolo o non dolo, sempre a difesa dei propri interessi. E guardate che 720 minuti in più valgono come un mese di Tg1 delle 20.00, mica da ridere. Insomma, al pericoloso Corradino Mineo hanno appioppato pure la capacità di dilatare l'universo spazio-temporale: è così violentemente antiberlusconiano che le sue giornate durano circa 26 ore. Ancora per poco.

venerdì 22 ottobre 2010


Giusto per farci un'idea.

Il 23 luglio Berlusconi disse: entro la settimana avrete il nuovo Ministro allo Sviluppo Economico. Da quella dichiarazione ci vollero più di 2 mesi, e più precisamente 70 giorni, per trovare il sostituto di Claudio Scajola (a sua insaputa). L'attesa totale si attestò sui 153 giorni, 5 mesi esatti, per giungere peraltro ad un pessimo risultato.

Oggi Berlusconi ha detto che entro 10 giorni il Governo risolverà completamente la sciocchezzuola del dramma-rifiuti a Napoli. Rifacendoci quindi all'equazione-Scajola, [realtà = promessa x 10], dovrebbero volercene circa 100, di giorni, cioè più di 3 mesi, cioè fino a febbraio 2011, picche. Per giungere peraltro ad un pessimo risultato.

giovedì 21 ottobre 2010


Convegno sulla Libertà di Stampahaha.


Roma, martedì 26 ottobre. Presso la sala Santa Marta del Ministero dei Beni Culturali si terrà un imperdibile convegno sulla "Libertà di Stampa": ad organizzare l'evento Sandro Bondi, Ignazio La Russa, Denis Verdini e Daniela Santanché. Vi parteciperanno Vittorio Feltri, Marcello Veneziani, Maurizio Belpietro, Giorgio Mulè e Giuliano Ferrara. Davvero.

Update 26 ottobre: gli organizzatori non erano ancora convinti, per sicurezza meglio invitare anche Augusto Minzolini, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Ah, e pure Piero Sansonetti. Per equilibrare.


Ammissione-shock del Giornale: "E' vero, siamo i servi di Berlusconi".

No no, fermi tutti. Il titolo non è ironico, né ironica è la prima pagina del Giornale di oggi. La redazione di via Negri lo ha scritto chiaramente, nero su bianco, e carta canta: per loro è inconcepibile che un artista, un conduttore, un intellettuale, un giornalista in qualche modo collegato con le aziende papali, si permetta di criticarne i vertici, e cioè il Padrone, e cioè Silvio Berlusconi. Non si può fare. Mai.

Bene, io mi complimento con la redazione del Giornale. Non scherzo. Non credo sia stato facile, fare outing non è mai facile: loro non sono giornalisti, e oggi l'hanno ammesso, il loro compito non è quello di informare, di fare inchieste e pubblicare notizie. La loro interpretazione del contratto di lavoro esclude semplicemente la libertà di pensiero, sono dipendenti del Premier, anche se non ufficialmente, e come tali hanno il compito di tutelare gli interessi del Capo, senza mai contraddirlo, senza mai criticarlo. Non c'è altra via alla genuflessione. Questa la loro concezione di informazione, di arte, di spettacolo, di satira: lo stipendio è liquidità che affoga ogni dissenso, il vincolo economico - qualunque esso sia - l'unica stella polare, che viene prima di tutto. Da loro funziona così.

mercoledì 20 ottobre 2010


Il Governo mente: ecco il metodo.

  • VERSIONE A. L'agente di Benigni con la Rai vuole essere chiaro, e lo è da subito: "l'offerta, fatela voi, per noi andrà bene". E' la "prima volta" in vita sua che non stabilisce un prezzo. La Rai offre 250.000 euro. L'agente di Benigni accetta immediatamente, anche se è una cifra "molto al di sotto di quella abituale". A settimane di distanza scoppia lo "scandalo-compensi", il Direttore Generale Mauro Masi rimanda tutti i contratti indietro e dice di volerci vedere chiaro. All'agente di Benigni viene fatta una nuova offerta, un decimo di quella precedente. "Una decurtazione voluta dalla direzione generale", gli confermano. L'agente inizialmente non accetta: quello dei costi è un falso pretesto, in realtà si vuole colpire la trasmissione, dice. A questo punto interviene direttamente Benigni, affermando che è disposto a lavorare a qualsiasi condizione economica, persino gratis. Quello di "Vieni via con me" è un progetto a cui tiene particolarmente e che è in piedi da mesi, per il compenso non ci sono problemi.
  • VERSIONE B (Video, da 1 h e 1 min). Benigni ha chiesto "200 mila euro per mezz'ora! 200 mila euro per mezz'ora! A parlare di disoccupazione! ... e quelli che guardano da casa sanno che uno va lì e prende 200 mila euro per mezz'ora, ma i problemi delle persone sono di dare a uno 200 mila euro per mezz'ora? ... non ci sono soldi! ... altroché condizioni ... e certo che poi ha detto che viene gratis! ... Solo perché è stato smascherato!" ...
Io sinceramente me ne frego di Benigni e dell'agente di Benigni. Con questo post volevo solo sottolineare come ci siano molti modi di raccontare una storia. Uno di questi, è un metodo complesso e a volte poco immediato, ma dignitoso, che punta ai fatti, alla verità. L'altro, è quello del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Daniela Santanché.

martedì 19 ottobre 2010


Fidatevi di me: aprite Libero a pagina 8.


Apogeo tragico, assoluto comico.
Su Libero di oggi.


Caro Saviano, cosa volevi, pure un caffè?

Vediamo se ho capito bene. Rai 3 vorrebbe mandare in onda uno speciale in 4 puntate, dal titolo "Vieni via con me"; tra le altre cose si parlerà delle proprietà immobiliari del Presidente del Consiglio, di Cosa Nostra, di Camorra e di certi intrecci tra mafia e politica, del terremoto in Abruzzo, dell'emergenza rifiuti in Campania, di giornalismo deviato e macchina del fango, di omofobia, di situazione carceraria, del Senatore Marcello Dell'Utri e delle sue condanne per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa; ci saranno ospiti di qualità, premi oscar e grandi comici; alcuni di essi pur di esserci sono pronti a discutere con la massima disponibilità dei loro cachet; alcuni verrebbero pure gratis; sarà il primo progetto televisivo realizzato dal simbolo italiano della lotta alla mafia, la cui presenza è richiesta in tutto il mondo; il programma farà ascolti record, un probabile gioiellino di contenuti e contenitori; gli introiti pubblicitari schizzeranno alle stelle, e l'intera azienda Rai se ne gioverà alla grande, non solo a livello finanziario, ma soprattutto a livello d'immagine ...

... Ehm, caro Saviano, scusami un attimo: pensavi mica che il servizio pubblico radiotelevisivo di un grande Paese Occidentale ti permettesse di agire in questo modo, con questi argomenti, così, come se niente fosse? Non so, vuoi pure la colazione a letto?


Video: evvai, Minzolini ha capito la lezione.

14 maggio 2010, Panorama cambia look. Il Tg1 ne racconta.



14 ottobre 2010, Panorama fa un'inchiesta. Il Tg1 ne racconta.



18 ottobre 2010, Panorama finisce nei pasticci. Il Tg1 non ne racconta.



Oh, finalmente: Augusto Minzolini ha capito. Gliel'abbiamo detto in tutti i modi che non è mica bello pubblicizzare sul principale tiggì italiano, pubblico, le gesta editoriali dei suoi ex colleghi di Panorama, private ... Che sia per i nuovi colori di Panorama o per l'ultima fichissima inchiesta di Panorama, Minzolini a Panorama un po' di pubblicità non l'ha mai negata. Aggratis, all'ora di punta, nel telegiornale più visto, che tanto paghiamo noi. Ma ieri sera la svolta: sullo scandalo che lega un probabile criminale della Guardia di Finanza ad un famoso giornalista di Panorama, nemmeno lo straccio di una parola. Ebbravo Direttore.

lunedì 18 ottobre 2010


Ecco la carta di identità di Silvio Berlusconi: ebbene sì, ha falsificato pure quella!

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Altroché Arner Bank, altroché Antigua! Il vero ordigno della prima puntata di Report è esploso con la pubblicazione di questo documento: la carta d'identità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ecco il servizio. No, non è uno scherzo. No, non è un fotomontaggio.

Ma veniamo a noi. Oltre ad aver taroccato i dati su altezza (1.70?) e colore dei capelli (castani?), che vabbè, non è che ci sorprenda poi molto, scopriamo pure un'altra particolarità: il nostro beneamato Premier risulta residente in viale San Gimignano, a Milano, nell'abitazione che fu di Mamma Rosa. "Chissà perché un uomo sposato da 20 anni e domiciliato ad Arcore ha deciso di mantenere la residenza in una periferia di palazzoni", si sono chiesti i giornalisti di Report. In effetti un po' strano lo è ... Chissà poi che diranno Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro: eh già, dovete sapere che quei 2 hanno canzonato per settimane il povero Gianfranco Fini, colpevole di rientrare nello stato di famiglia del "clan Tulliani", con prole, suoceri e consorte. Ma ritorniamo al documento. Stato civile? Zero, niente, una linea tratteggiata, e sì che nel 2003 gli scandali Noemi/D'Addario erano ancora lontani, ed il Cavaliere risultava (ufficialmente e felicemente) bello che sposato con Veronica Lario ... Professione? Imprenditore. Avrebbe potuto rispondere anche "faccio il Presidente del Consiglio di un grande Paese occidentale", ma vabbè, sò dettagli, tipo i secondi lavoretti in nero. Ecco appunto, ora che ci penso forse questo è l'unico dato autentico di tutto il documento. Lui fa l'imprenditore. E quella Foto? Sarà mica quella che compare in milioni di tessere e libri e cartelloni e spot e manifesti elettorali? Roba che se faccio io una cosa del genere finisco diritto in Questura. Un'ultima chicca: segni particolari, nessuno. Beh, oddio, lasciare campo libero mi sembra un tantinello ingeneroso. Magari nel 2013 glieli ricordiamo noi, i suoi segni particolari.


Io una volta mi sono arrabbiato per 26 euro.

Ero indeciso, avrei potuto intitolare questo post anche "Il Governo che ha fatto di più per la lotta alla Mafia nella storia italiana". Comunque. Io una volta mi sono arrabbiato con il titolare del bar in cui facevo la stagione perché aveva una particolare propensione ad arrotondare per difetto le ore di straordinario che facevo. Oggi ho scoperto che gli agenti che hanno catturato Bernardo Provenzano dopo quasi mezzo secolo di latitanza, a 4 anni dall'arresto stanno ancora aspettando gli straordinari maturati durante quel lavoro.

[Fonte: Report, anticipazione del 24.10]

domenica 17 ottobre 2010


Grande Fratello 11: ad un passo dal Capolavoro.

Ci siamo, domani si parte. Tra i concorrenti più discussi spuntano: un irresistibile gigolò, un buffone patentato, un Cavaliere di Malta ed il figlio di un Mafioso. Peccato manchino l'amico dello Stalliere, l'Avvocato corrotto, la Mignotta spia ed il sosia di Gullit, sarebbe stata la prima edizione "a tema" nella storia del Gf.

sabato 16 ottobre 2010


Hey,voi lo sapevate che la Ministra Brambilla ha sconfitto la Mafia?

Ma pensa un po'! Proprio stamattina sul Sole 24 Ore certificavano il "fallimento turistico" di questo Governo, nonostante la decisione rivoluzionaria di puntare alla grande "sui campi di golf". Ma ora è tutto diverso, ora cambia tutto, e sapete che vi dico? Chissenefrega del turismo! La Ministra Brambilla - del Turismo - ha appena vinto la mafia, l'ha sconfitta, proprio così, in un tranquillo pomeriggio di metà ottobre. O meglio, siamo ad un primo e determinante passo: grazie ad una tenacia e ad un coraggio senza eguali (sembra che la Questura le abbia immediatamente sestuplicato la scorta) la Ministra Brambilla è riuscita a togliere la parola "mafia" dall'applicazione per iPhone "What country". Gli uomini di Apple non hanno potuto nulla - non è valsa nemmeno l'argomentazione "Ma in Italia ci sono davvero le mafie più potenti del mondo!" - e sono stati costretti a sostituire tale termine con il ben più degno "mandolino". Già, mandolino. La notizia è stata appena data dalla redazione online de Il Giornale, in esclusiva, ed ecco le prime parole della Brambilla, a caldo, dopo la vittoria: "L'Italia è un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura ed il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese utilizzando un'organizzazione criminale come nostro testimonial".

Parole sante, viva la Brambilla! Già che ci siamo non si potrebbe rimuovere pure quel Senatore condannato in 2° grando per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa - legato com'era alle mafie di Bontade, Riina e Provenzano - che non sarà grave come l'applicazione "What country" per iPhone, ci mancherebbe, però ...


Augusto Minzolini, confessione-shock a Libero.


Fantastico quando dice che i Simpson sono l'avversario più insidioso del Tg1, che lui non è proprio paragonabile a Santoro, che quello di Mentana non è un telegiornale e che sente di essere l'unico vero rivoluzionario, altroché Michele. Poi certo, da Franco Bechis - amico fraterno di Augusto Minzolini - non avremmo certo potuto pretendere delle domande sulle tante menzogne, sulle troppe furberie, sulle infinite omissioni perpetuate in questi mesi dal più importante tiggì italiano, e che abbiamo costantemente registrato su questo blog. Oddio, a guardare bene però una cosa interessante Franco Bechis al Direttorissimo gliela fa dire ... leggete un po' qui ...

Il suo Tg non abbonda di notizie politiche ...
«Devo tenere conto anche degli ascolti. Guido un tg generalista. Se facessi un quarto d’ora di politica come Mentana, lo share crollerebbe. Già sono costretto a dare notizie obbligatorie - non mi chieda quali - che normalmente fanno fuggire i telespettatori ...

Ehm, costretto?
.. Notizie obbligatorie?
... Non mi chieda qualiii?
... Che fanno fuggire i telespettatoriiiii?
.

Tu chiamali, se vuoi, Garantisti.

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Che ingenuo sono stato, ed io pensavo che il "garantismo", quello vero, si applicasse nei confronti di tutti. Che i veri "garantisti" non cambiassero linea a seconda dell'indagato, a seconda del peccato, ma che ritenessero un cittadino innocente fino al terzo grado di giudizio, fino a sentenza definitiva. Bene. Guardate la prima pagina del Giornale di oggi, quotidiano tra i più "garantisti" d'Europa.

Indagata "la cugina". Omicidio di Sarah Scazzi, Sabrina Misseri "ha aiutato il padre". "All'orrore si aggiunge altro orrore". "Non c'è mai fine all'orrore. Avetrana è la palude delle nostre angosce: non basta lo scempio di zio Michele, la violenza fisica e morale che abbatte ogni barriera. Adesso c’è un altro carico: la complicità di Sabrina, la figlia dell’assassino, la cugina di Sara, l’amica del cuore di Sara, la persona che quel 26 agosto aveva un appuntamento per andare al mare. Sabrina ha incontrato Sara, l’ha vista morta, uccisa da suo padre con il quale l’ha poi nascosta".

Indagato Silvio Berlusconi. Un "assedio", "torna in campo il partito dei giudici". Vittorio Feltri non ha dubbi: "C’è un mistero per noi incompetenti: se Silvio da 16 e rotti anni si occupa di politica (di giorno) e di signorine (di notte), come fa a dedicarsi alle aziende delle quali è solo azionista? Eppure lo tirano sempre in ballo" ... Silvio Berlusconi è chiaramente innocente, ma non capite? ma non capiscono i Giudici di Roma, non avrebbe avuto proprio il tempo materiale per macchiarsi di tutti quei reati!

Quindi. Da una parte ci sono i cittadini comuni, si meritano tanti aggettivi e pochi condizionali, che la cronaca tira, e chissenefrega se il processo manco è iniziato. Dall'altra ci sono i cittadini non-comuni, innocenti sempre e comunque, prima e dopo il processo, anzi, a prescindere dal processo, a prescindere dalle auto-assoluzioni e dalle leggi vergogna, a prescindere da condanne pesantissime, anche definitive, per evasione, per corruzione, per mafia. Tutto questo in una sola pagina di Giornale. Qualcuno lo chiama ancora garantismo.

venerdì 15 ottobre 2010


Un giorno tutto questo sarà tuo.


Per te, caro figliuolo,

il 26 ottobre sarà un grande giorno. L'ho atteso tanto tempo sai, ma ne è valsa la pena. Ad un certo punto ho persino dubitato delle tue capacità, Pier Silvio: gli anni passavano, generando in me tutte quelle domande, sapessi le notti insonni. Non te l'ho mai detto, non volevo preoccuparti, ma ho persino temuto che questo momento non sarebbe mai giunto. Ed invece eccoci qui, a contare le ore che ci dividono dalla felicità, e poi avanti, insieme, in quel palazzo, forti del nostro rapporto. Il 26 ottobre diventerai uomo, circoncisione giudiziaria!, ed io sarò lì, mai avrei potuto chiedere di meglio. Eccolo qui, lo stringo tra le mani, il tuo primo vero invito a comparire: sì, lo farò rilegare, i nostri nomi vicini, tu e io, io e te, su carta come in Procura. L'ho già mostrato a tutti, Ghedini, Letta, Bonaiuti, mi sono sembrati così fieri, avresti dovuto vederli, tale padre tale figlio hanno detto in coro, vorrebbero abbracciarti, stringerti forte, ti sono sempre stati vicini. Confalonieri s'è persino commosso, sai, il ricordo di quando anche noi stavamo per finire dentro e fallire per debiti, e poi Ennio Doris: per la gioia offrirà 3 mesi di scuola gratis ad un bimbo di Haiti, che ci vuoi fare, lui è così. C'è pure Bettino Craxi, che da lassù ci guarda e ci protegge, se fosse ancora tra noi verrebbe a stringerti la mano, "bravo ragazzo". Senti come suona bene, "Frode fiscale" e "Reati tributari", cose da uomini, da imprenditori veri, e ora tu lo sei, caro Pier. Hai reso orgoglioso il tuo vecchio, proprio come un pasticcere che assapora il primo bignè sfornato dall'amore del figlio: hai puntato sulla nostra storia, crimini cinematografici, un colpo al cuore ... Mannaggià attè! Ce ne hai messo di tempo! Io alla tua età già m'ero portato in casa Vittorio Mangano - ti ricordi le bombe?, e i sequestri?, e i caffè con Bontade?, bei tempi quelli! - alla tua età già avevo messo le mie mani su quella immensa fortuna finanziaria, quella che mi aprì le porte verso l'infinito e oltre, gioie immobiliari, luccichii prima mediatici e poi istituzionali ... sssssshhh!, ricorda sempre, se ti chiedono da dove arrivano i piccioli, "Signor Giudice, mi avvalgo della facoltà di non rispondere", un bel sorriso e tanti saluti, che quella è la formula magica che ha salvato Papi tuo!, l'antidoto a tutte le cose brutte della vita, alchimia perfetta ed immutabile tra parole e silenzi, l'unica possibile per gente come noi ... lo so, lo so Pier Silvio, la conosci a memoria oramai, dici sempre che sembro un disco rotto, quante volte te l'ho ripetuta oramai! Ma finalmente ora è il momento di metterla in pratica, e ce la farai, lo spero tanto, già t'immagino, fagliela vedere a quel Pm, e tranquillo, ti terrò per mano. Che se non ce la fai da solo, c'è sempre Alfano.

Silvio Berlusconi
15.10.2010

D'Avanzo sbugiarda Belpietro: Libero sprofonda.

Ieri Maurizio Belpietro ha provato a fottere Giuseppe D'Avanzo - scandalo Telekom Serbia - in risposta a quanto scritto dal cronista in un articolo dell'11 ottobre. Quando ho letto il pezzo del Direttore di Libero, ho immediatamente sperato in una replica di D'Avanzo: era aria fritta talmente facile da confutare, da distruggere, che non poteva passare così, come se nulla fosse. E oggi, su Repubblica, ecco il colpo di mannaia. Che trancia di netto la questione. La chiude. Delineando uno scenario imbarazzante. Ci mostra in maniera limpida, brutale, quale sia il metodo di lavoro utilizzato da Maurizio Belpietro, da Libero, da Il Giornale, da un certo tipo di informazione. Non esistono più dati oggettivi, verità storiche, tutto può essere piegato e storpiato a difesa degli interessi del Padrone. Superficialità nel racconto, inconsistenza degli elementi, solo stando distanti anni luce dalla verità si può sottometterla ai propri comodi. Dovete seguirli passo passo, questi giornalisti, come foste tante meticolose badanti ucraine. Osservatene le tracce salivari - chilometriche, così evidenti - puntano sempre nella medesima direzione, quale?, lo sapete già. Allora prendetevi 10 minuti di tempo, subito, e godetevi lo spettacolo.

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giovedì 14 ottobre 2010


Sospeso Santoro: ecco chi lo sostituirà ...

Diciamoci la verità: sospendere per due settimane un programma da 20% di share e 6 milioni di telespettatori, che fattura come nessun altro in Rai, è follia pura. Il danno economico e d'immagine sarà enorme, le aziende che hanno pagato per farsi pubblicità negli intermezzi santoriani vorranno essere rimborsate, e magari perderanno fiducia in Mamma Rai: del tipo, e se succedesse di nuovo? E se ci fosse un altro Vaffanbicchiere? Ecco: è per questo che bisogna correre assolutamente ai ripari, e sostituire Anno Zero con qualcosa di altrettanto interessante, ma in linea con i gusti e le esigenze del Direttore Generale Mauro Masi. Ad esempio.

La ditta in diretta. Mara Venier e Lamberto Sposini avranno il difficile compito di spiegare ai telespettatori il "conflitto di interessi", un tema complicato che merita di essere approfondito. La puntata si svolgerà in via del tutto eccezionale nel salotto di Ghedini. Per garantire il pluralismo verrà invitata anche un'autorevole voce della sinistra, a scelta tra Alba Parietti, Piero Sansonetti e Nicola Legrottaglie.


L'Eredità. Carlo Conti dedicherà l'intero quiz al tema dell'informazione. I concorrenti dovranno cimentarsi in domande tipo "Dimmi almeno 2 reti che non siano controllate dal Premier", oppure "Secondo te è stato più giusto il premio Madesimo a Belpietro o il Saint Vincent a Sallusti?", o ancora "E se al posto di Santoro rimettessimo Socci?".



I 7 vizi capitali. Monica Setta ritorna in prima serata, con una puntata dedicata ai "vizi" di Michele Santoro. La "superbia", tanto per cominciare. Ma chi si crede di essere il conduttore di Annozero? Già è stato epurato una volta, e sta ancora lì a fare il martire. La Rai vuole togliersi di torno Travaglio e Vauro, ancora senza contratto, e lui li invita in studio come se niente fosse. Almeno riuscisse a rendersi conto di quanto è fortunato a stare ancora lì, a differenza di tanti altri, no!, macché!, lui deve fare l'i-n-f-o-r-m-a-z-i-o-n-e ...

Occhio alla Spesa "By Night". Serata di fuco con Alessandro Di Pietro: calcolatrice alla mano il meticoloso conduttore dovrà dimostrare come 41 milioni di euro di fatturato e 27 di costi non ne generino in realtà 14 di utile, come sostiene da tempo Santoro. Di Pietro ci proverà rifacendosi ai metodi della finanza creativa e con l'aiuto di un ex-Manager di Lehman Brothers esperto in Subprime ed esule nella periferia di Bogotà.

Giovedì In. Massimo Giletti e Luca Giurato sono pronti a raddoppiare, non più solo la classica epopea domenicale, ma ora anche un appuntamento a metà settimana. Al debutto intervisteranno il Ministro delle Comunicazioni dello Zimbabwe, per chiarire una volta per tutte che loro stanno peggio di noi, a scanso di equivoci.



Porta a Porta. Bruno Vespa mostrerà in esclusiva assoluta il plastico della villa di Amalfi di Michele Santoro, con tanto di abuso edilizio. In studio Paolo Crepet ed Alessandro Meluzzi proveranno a spiegare la psicologia del conduttore di Annozero, ed il perché abbia deciso di avvalersi - proprio lui - di un bel condono formato famiglia. In collegamento dalla costiera amalfitana i segugi del Giornale Chiocci e Malpica - con tanto di lupara e camicia auaiana - analizzeranno le impronte digitali presenti sul citofono dell'abitazione incriminata. Alle 3 del mattino su Rai 4 passerà un trafiletto a 330 chilometri orari in cui si dirà che non era vero niente, o a scelta l'audio di una telefonata di Nicola Porro in cui affermerà che "era uno scherzo, stavamo cazzeggiando".

Voyager "Speciale Politica". Roberto Giacobbo, in diretta da Stonehenge, cercherà di spiegare il perché della sospensione di Michele Santoro, da dove derivi il misterioso termine "Vaffanbicchiere" e le implicazioni delle scelte di Mauro Masi con il 2012. Durante la puntata un focus sul tema "Perché Santoro sì, e Minzolini no?", domanda che arrovella gli italiani tanto quanto "Dove finisce l'infinito" e "Perché nell'87 ho accettato di vivere con mia suocera".