_

La frase del momento.

Silvio Berlusconi lancia il nuovo sito web del Pdl:
Questo portale sarà un alleato prezioso nella nostra battaglia per la libertà ... e anche qui riusciremo a far vincere l'amore sull'invidia e sull'odio. Il sito è accessibile anche da cellulare e Ai Pöath ... (iPad)
-
-
Senza il vostro supporto questo blog non dura, grazie a tutti [info]

martedì 30 novembre 2010


Il Giornale e le firme contro Roberto Saviano: è giunta l'ora di raccontarvi il fallimento.

E' tempo di bilanci. Lo abbiamo fatto per le firme raccolte da Il Giornale contro Gianfranco Fini. Lo facciamo oggi, per le firme raccolte da Il Giornale contro Roberto Saviano.

Eh sì, la trasmissione televisiva "Vieni via con me" - causa scatenante della campagna lanciata da Vittorio Feltri - è terminata proprio ieri, ed è quindi il momento di capirne qualcosina in più. Anche perché la redazione di Via Negri in queste 2 settimane di intensa azione manganellatoria è stata alquanto vaga riguardo i risultati ottenuti.

Mai un dato, mai un numero, mai un "evviva, siamo giunti a 150.000 firme" - come avvenne per Fini ed il relativo affaire monegasco - insomma, mai nulla di nulla. L'unica costante, giorno dopo giorno, la profusione di frasi di questo tipo: "La risposta c'è stata subito, migliaia e migliaia di adesioni", "Sin dalla mattina la redazione è stata inondata di lettere", "I lettori del Giornale hanno agito con tanta forza", "Monta l’onda dei lettori del Giornale", "La redazione è stata tempestata di proteste", "Sempre più lettori contro Saviano", "Le firme non provengono dalla sola Padania, ma da tutto il Paese", "Lo sdegno dei lettori continua", "Ancora montagne di adesioni". Tanta enfasi, pochi numeri. Insolito, per questo tipo di iniziative. E' per questo che oggi ho deciso di contattare la redazione del quotidiano papale, che gentilmente ha risposto ad alcune delle mie domande.

Del tipo. Maaa, come sta andando la campagna? Mi potreste dire a che numero di firme siete arrivati? La risposta: "Guarda, le firme sono tantissime, siamo sull'ordine delle decine e decine di migliaia, e ne continuano ad arrivare ininterrottamente, centinaia al giorno". Ah, ok, perfetto: ma non potreste darmi un numero un po' più preciso? "Proprio non saprei, non ne ho proprio idea, ma sono davvero tante". Già. E per quanto tempo avete intenzione di andare avanti ancora? "Finché arrivano, noi le pubblichiamo!". Mi sembra giusto. E poi che ne farete di tutte quelle firme? Le consegnerete a Saviano? "Feltri e Sallusti ci stanno ancora pensando, non lo sappiamo, quello che è certo è che andiamo avanti". Insomma, un successone, un risultato straordinario. Centinaia, migliaia, decine di migliaia di firme, un flusso inarrestabile, a detta della redazione.

Oddio, sarà. Sta di fatto che dopo nemmeno 2 settimane ... beh, come dire, è successo qualcosa di strano. Dal 19 al 23 novembre sembrava che tutto procedesse per benino: per i primi 5 giorni di campagna, ogni giorno 2 facciate di quotidiano piene zeppe di firme. Così:

Poi dal 24 novembre - dopo soli 6 giorni - le firme hanno subìto una drastica battuta d'arresto, dimezzate di colpo: dalle classiche 2 facciate quotidiane siamo passati di colpo ad una. Fosse finita lì. Dal 26 al 30 novembre ... ingrandite l'immagine, e godetevi lo spettacolo:

Che cacchio, manco mezza facciata di firme! Dopo pochi giorni di campagna! Ma il boom? E la montagna? E l'onda? E la tempesta? E la redazione sommersa? See, tanti di quegli spazi bianchi che non vi dico, con spot pubblicitari giganteschi usati a mò di provvidenziali tappabuchi, un po' di qua, un po' di là. Perché ci vuole una grande creatività. Oggi ad esempio sono stati fantastici. "Evvai, si ritorna ad ingranare!", avranno esclamato i sostenitori dell'iniziativa, giunti a pagina 13. Di nuovo una bella facciata di firme. Ed invece, ricompattando le firme e togliendo frizzi, cazzi, lazzi e cartelloni pubblicitari vari, si scopre che in realtà le firme non sono mai state così poche ... Ecco le due immagini accostate:

Desolante. Mi sa che è stata talmente clamorosa la strumentalizzazione, la falsificazione delle intenzioni e delle parole di Roberto Saviano - parole peraltro costantemente confermate da inchieste giudiziarie e giornalistiche di ogni tipo - che 'sta roba delle firme è risultata troppo perfino per i lettori di Sallusti, Zurlo, Farina e Veneziani. Il che è tutto dire.

Un ultima cosa. C'era una curiosità che volevo assolutamente soddisfare. Io volevo i nomi dei Vips. Eh sì, dei Vips. E ci mancherebbe altro. Che raccolta di firme sarebbe una raccolta di firme senza l'adesione di Eminenze, di Illustri, di Esimi, di Insigni, di Procuratori, di Calciatori, di Cantautori? M'era sembrato un po' strano che stavolta Il Giornale non avesse concesso spazio alcuno alle firme celebri, ai volti noti. D'altronde con Gianfranco Fini si vantarono all'infinito, giorno dopo giorno, dell'adesione di personaggi del peso di Giorgio Israel, Marta Marzotto, Ombretta Colli e Angioia Tremonti, sorella del Ministro dell'Economia ... Ok, ma stavolta? Perché nascondere ai lettori del Giornale i nomi di tutti quei personaggi della cultura, dell'arte, dello spettacolo e del giornalismo che - visto lo spessore e l'importanza della causa - avranno di certo partecipato numerosi? Gliel'ho chiesto, a quelli del Giornale. "Beh, perché questa campagna non era rivolta alle celebrità, ma a persone comuni, contro la faziosità della Rai". Sì, vabbè, ok, ma ci sarà stato pure qualcuno, non so, Ministri Leghisti, Parlamentari Berlusconiani, Giornalisti di Libero ... il figlio di Bossi! ... non dico papiri di selebritis come in certe mobilitazioni di Repubblica, o in quelle dell'Unità - ah, dall'altra parte superate le 100.000 firme in favore di Saviano ... - ma almeno una riconferma dell'altra volta, quella contro Fini! "Ma certo che c'è stato qualcuno, però ripeto, non era rivolta a persone importanti ...". Ho capito, ma tipo? Qualche nome? "Li trovi nei box, nelle pagine delle firme, soprattutto quelle dei primi giorni". Ho cortesemente salutato il cortese interlocutore, e sono andato a dare un'occhiata questi benedetti box, uno o due minuscoli spazietti al giorno - tristemente soppressi dopo nemmeno una settimana di campagna - con le adesioni (commentate) di personaggi del calibro di:
  • Silvano Dell'Orto ( ... ?)
  • Luca Favini ( ... ?)
  • Rino Siconolfi, consiglio nazionale Confcommercio e vicepresidente Cna Turismo (questo c'era anche tra i Vips delle firme contro Fini)
  • Roberto Bellia ( ... ?)
  • Aldo Reggiani ( ... l'attore? Mah, non specificato)
  • Beppino Bertuol ( ... il medico? Boh)
  • Alfredo Garofano (... il consigliere leghista di Legnago? Chissà).
Stop. Basta. Finita. Eccoli i nomi grossi. Eccoli i valorosi che si sono spesi per difendere la dignità del Nord Italia dalle infamie di Roberto Saviano. Alcuni di questi - per dire - manco su google si trovano. E noi che l'altra volta ci siamo scompisciati per le "firme autorevoli" di Carlo Rossella, Iva Zanicchi e Paolo di Canio.

lunedì 29 novembre 2010


Puttaniere a sua insaputa.

Sapevano tutti a quella cena che lei era una escort, presumo anche il Presidente.
Barbara Montereale, 20 giugno 2009.
Menzogne, calunnie, non ho mai pagato un euro, la più grande soddisfazione è la conquista, che senso avrebbe pagare una donna?.
Silvio Berlusconi, 10 settembre 2009.
Berlusconi sapeva che ero una escort. Tutti lo sapevano, anche le ragazze e Tarantini. E non ero l'unica quella sera e la sera precedente. Confermo tutto, sembrava un harem.
Patrizia D'Addario, 1 ottobre 2009.
Mi ha detto che io parlo troppo. Ero ubriaca, e lui mi chiese che facevo. Io risposi "le marchette", e lui si arrabbiò facendo uscire l'altra ragazza e dicendo che non dovevo dire queste cose.
Nadia Macrì, 3 novembre 2010.
Sono andata a casa sua, dico, 5 mila euro son tanti. Però io in quel momento mi sono confidata. Ho chiesto aiuto, gli ho detto della situazione di mio figlio. Speravo ci fosse un aiuto e invece ... Insomma, forse ora mi presenterei in modo diverso: mi sono presentata come una escort e invece dovevo forse dire che volevo fare qualcosa in tv, fare la velina.
Nadia Macrì, 28 novembre 2010.


Che cosa può spingere una ragazza a dichiararsi prostituta davanti al mondo ... non potendo così più fare il lavoro di prostituta perché nessuno se la filerà più? ... Chi ha pagato queste ragazze?
Silvio Berlusconi, 29 novembre 2010.

Non che ve ne fosse particolare bisogno, ma perlomeno ora abbiamo avuto la conferma, quella conferma che spazza via ogni dubbio residuo. A mignotte sì, ma a patto che non lo dicano. "Chi se le filerà più altrimenti?". La prova finale non andava ricercata nella sim card di una giovane escort, o nei tabulati di Lele Mora, ma nella testa del Cavaliere, nei suoi castelli cerebrali, ecco la chiave di volta. Questa la sua concezione del mestiere più antico del mondo. Fallo ma non dirmelo. Non lo voglio sapere. Perché la conquista è bella. Ma l'insaputa è tutto.


PapiLeaks.



Dunque, vediamo un po', "inetto", "incapace", "inadatto", "vanitoso", che continua a sputtanarsi con "feste selvagge", servo di Putin e di uno stato "mafioso", "fisicamente e politicamente debole", "inefficace come leader europeo moderno", spudorato nell'anteporre "gli interessi personali a quelli del Paese". Io continuo a cercare, ma le carte di WikiLeaks in cui si dice che Berlusconi è uno dei leader "più influenti e considerati nei vertici mondiali", nonché quello che ha ridato "prestigio ed autorevolezza all'Italia in sede internazionale", purtroppo non le riesco ancora a trovare.

domenica 28 novembre 2010


A noi WikiLeaks ci fa una pippa.


Un "irresponsabile vanitoso ed incapace", che fa "da portavoce e megafono" a Vladimir Putin. Un leader "debole sia politicamente che fisicamente", continuamente perso nell'organizzazione di "feste selvagge". Un Premier che "antepone gli interessi personali a quelli del Paese", e che a Washington "suscita profonda sfiducia". Sembra incredibile, ma la più grande fuga di segreti di Stato della storia dell'umanità non è riuscita ad intaccare minimamente l'immagine del Presidente del Consiglio italiano. Peggiorarla era oggettivamente impossibile.


Guerrilio Marketing.


Niente sarà più come prima. La pubblicità. Il marketing. La violenza. Ci troviamo di fronte ad una nuova declinazione di Guerrilla Marketing: Gian Germano Giuliani ed Emilio Fede ci stavano indicando la luna, e noi tutti a guardare il dito, o meglio, lo zigomo. E' ufficialmente nato il Guerrilio Marketing.

Ma andiamo con ordine. Martedì 23 novembre, in un noto ristorante di Milano l'inventore del noto amaro farmaceutico sgancia un paio di cazzotti sul volto del Direttore del Tg4, così, a tradimento, per motivi tutt'ora poco chiari. Il giorno dopo la notizia viene ripresa da tutti i media, e siamo a mercoledì 24 novembre. Ma è nei successivi 3 giorni - da giovedì 25 ad oggi - che su carta esplode un'imponente campagna pubblicitaria: il Giuliani tappezza i più importanti quotidiani italiani con lo spot del suo prodotto di punta - l'Amaro Medicinale - in 3 giorni asfalta più volte Corriere della Sera, La Stampa, Libero, La Repubblica - e chissà quanti altri - con immagini che spesso occupano intere paginate e al ritmo incessante di 3 grandi testate al giorno.

Un prodotto storico, l'Amaro Giuliani: ma poco pubblicizzato, vecchio, impolverato, sconosciuto ai giovani, mediaticamente spompo, in poche parole bisognoso di un grande rilancio. Pensate, il Gruppo Giuliani è da poco rientrato in Italia, come ci racconta Milano Finanza di venerdì: i vertici hanno deciso di lasciare il Lussemburgo e la relativa opacità, puntando di nuovo sul nostro Paese. Ma che fare per restituire al brand lo splendore d'un tempo? Beh, avrà pensato Mister Giuliani, che ci può essere di meglio che randellare una persona conosciutissima, ed odiatissima? ... Ehm, idea!, chi meglio di Emilio Fede?, che tra l'altro conosco già ed incontro spesso al ristorante? Che guerrilla sia! E aveva ragione, caspiterina se aveva ragione. Puntare sul Direttore del Tg4 - che paradossalmente aveva appena invitato l'Italia intera a "menare" gli studenti in protesta - si è rivelata una strategia vincente. A giorni di distanza tutto il Paese ne sta ancora discutendo, c'è chi ha aperto gruppi facebook in onore dell'intrepido picchiatore, chi è corso in farmacia ad acquistare casse di Amaro Giuliani per brindare assieme ad amici e parenti, chi se l'è fatto impacchettare con tanto di fiocchetto rosso per fare un bel regalo di Natale allo zio berlusconiano. Insomma, ha funzionato.

Oramai il Guerrilio Marketing è una realtà. Che certo, non piacerà molto al Direttore del Tg4: ma migliaia di imprenditori in crisi non riescono a togliersi quest'idea dalla testa.

sabato 27 novembre 2010


Perché sì, Berlusconi è molto stimato all'estero.

Stati Uniti. Giorno del Ringraziamento, festa nazionale. America Online, che è il più grande provider del mondo con i suoi 23 milioni di utenti, invita i propri lettori a ringraziare il cielo, per non essere uno di quei ridicoli "tacchini" indicati nel sondaggio ... 12 loschi figuri, i casi umani più imbarazzanti dell'anno: tutti americani tranne uno, bisogna scegliere il peggiore ... e tra criminali, predicatori, cialtroni, violenti e puttanieri, spunta pure un italiano, con i suoi "scandali sessuali fuori controllo", con le sue "minorenni" ed il suo proverbiale "bunga bunga". Come chi è? E' lo stesso che oggi dichiara di essere uno dei leader "più influenti e considerati nei vertici mondiali", nonché di aver restituito all'Italia "prestigio e autorevolezza in campo internazionale".


Caro Wiki ti scrivo.


Caro Giuliano Assaggio di Uichilics,

ti scrivo perché qui, in Italia, sta succedendo un bel casino. E solo tu ci puoi aiutare. Oh!, dovresti vederli i giornali di oggi. "Attacco all'Italia", "Complottone Anti-Italia", "Complotto Internazionale", "Strategia contro l'Italia", "Il Complotto", "Piano contro l'Italia", "Strategia per colpirci", e tanto altro. Qualcuno la butta in caciara, ma io sono davvero preoccupato.

Eh sì, perché i primi a parlare della congiura planetaria non sono stati Pinco Palla e Ciccio Ingrassia, ma nientepopodimeno che il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ed il Ministro degli Esteri Franco Frattini. Cioè, ti rendi conto? Pensa, in una nota ufficiale il Governo ha parlato di "vicende delicate che rappresentano il sintomo di strategie dirette a colpire l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale", per poi infilarci dentro l'emergenza monnezza di Napoli, i crolli archeologici di Pompei, i possibili crimini perpetuati dal primo gruppo industriale italiano nel settore dell'alta tecnologia, Finmeccanica, e persino quella gigantesca mole di file riservati e documenti scottanti che - caro Giuliano - stai per pubblicare. Quindi ci sei di mezzo pure tu. Anzi, è proprio grazie a te, e al tuo ottimo lavoro, che i nostri vertici hanno deciso di parlare.

Solo che poi quelli mi si sono resi conti di averla sparata grossa - provocando un "Sce-mii - Sce-mii" collettivo che s'è sentito da Udine a Palermo - e un po' per l'imbarazzo un po' per la paura hanno preferito fare un piccolo passo indietro. Ed è qui che devi intervenire tu, caro Giuliano. Perché io ci credo a questa storia. Come ci credono autorevolissimi giornalisti de' giornali de' noialtri - da Sallusti a Belpietro, da Bechis alla Maglie - perché dai, su, diciamocelo, non è possibile che qui in Italia ne succeda ogni giorno una. Giuliano, guarda bene tra i tuoi documenti. Io credo che la cospirazione sia molto più ampia, mica solo monnezza, crolli e 4 mazzette. Prova a rifletterci, Giuliano. Pensa alla P3: tutti quei vecchiacci intenti a tramare per togliere da' guai costituzionali il nostro Presidente. A sua insaputa. Buttaci un occhio. Poi il Senatore Pdl Di Girolamo, storia di riciclaggio, voti comprati e 'Ndrangheta. Ed il Deputato Pdl Cosentino, indagato per Camorra. Ed il Ministro Fitto, infilato in talmente tante rogne che ho perso il conto. Con lui, una cinquantina tra Parlamentari e Ministri pregiudicati, indagati, prescritti: tutta gente che sta dalla parte di Silvio. Non dimenticarti di cercare file su Dell'Utri, pluri-imputato condannato in appello per i suoi rapporti con Cosa Nostra. Potrebbe essere uno degli ideatori del piano. Non m'è mai piaciuto nemmeno quel David Mills, l'unico corrotto al mondo senza che vi sia un corruttore (ma come cazz?). Non dimenticarti dell'intrallazzo AgCom, e già che ci sei butta un occhio sulla trattativa Stato-Mafia, vedi se c'è qualcosa, erano troppi quei mafiosi a votare Forza Italia e a frequentare il Cavaliere: pensa, persino in casa gli piombavano! E ci restavano! Tipo occupazione. Ti sembra possibile? ... Ed il terremoto in Abruzzo? E l'alluvione in Veneto? Eh? Eh? Scie chimiche? Ritorsioni divine? Chi l'ha provocata? Un po' Peter Gomez un po' Zapatero? Tu analizza ... Poi perché gli studenti stanno mettendo a ferro e fuoco il Paese - legnateli! - nonostante scuola, ricerca ed università vadano così bene? Se c'è qualche documento sui rivoltosi, portacelo. Magari mostralo prima a Nicola Porro del Giornale. Ah, dimenticavo. Come minimo c'è di mezzo pure un po' di figa. Ma possibile che tutte le minorenni d'Italia capitano al nostro Premier? Ti sembra normale? E quando non lo sono, sono Escort professioniste che gli entrano in casa munite di tecnologie di spionaggio che nemmeno l'Fbi, maddai. Io lo chiamo Complotto. E se nello schedario non trovi niente, prova sotto la "N", "Nipoti", quelle sono le peggiori.

venerdì 26 novembre 2010


Parla il Professore della Gelmini: era una studentessa, come dire, "sciatta".

Lo aveva definito "Studente Ripetente". Lui, Pierluigi Bersani, ha risposto sfoderando un libretto da tutti 30 e lode. Per non parlare della laurea. Massimo dei voti. E Mariastella Gelmini? E il Ministro dell'Istruzione? Nicchia, temporeggia, ci sono cose "più importanti" a cui pensare. Tipo la riforma dell'università. Ma non le riesce nemmeno quella. Pensa solo al libretto di Bersani. "Ma non potevo starmene zitta?!", si rimprovera continuamente. Non pensa ad altro, la Gelmini. Ieri ha persino votato contro sé stessa. Il Ministro dell'Università che vota contro la riforma dell'università, la sua riforma. Immagini che raccontano di crisi politico-esistenziali profonde. I giornali berlusconiani - per provare ad arginare l'imbarazzo - hanno dovuto cammuffare, oscurare, nascondere la notizia. Ma i voti? Niente. Lancia il sasso e nasconde la mano. La Gelmini. Ci pensa Antonio D'Andrea, docente di diritto costituzionale all'università di Brescia e suo relatore della tesi di laurea, a colmare questo vuoto. Racconta al Corriere della Sera:
"Si è laureata almeno 3 anni fuoricorso con un 100 su 110 ... aveva scelto una tesi dal titolo accattivante, "Referendum d'iniziativa regionale", ma lei lo ha trattato in maniera davvero sciatta. Per quella tesi non ho voluto dare neanche un punto in più alla media dei voti. Non soltanto per come era stata scritta, a tirar via, ma soprattutto per come la Gelmini venne ad esporla in sede di discussione".
Il resto è storia. La fuga a Reggio Calabria - dalla nordica Brescia - per conseguire nella maniera più semplice possibile l'abilitazione forense, e diventare avvocato. Una furbata che non si addice particolarmente ad un Ministro dell'Istruzione, ehm, no, non si addice affatto. Sia chiaro, tutto questo potrebbe anche non significare nulla, voti, tesi, lodi, fughe. Nulla. Ma credo che nel caso della Gelmini, del Ministro dell'Istruzione Gelmini, in fondo significa tutto.


Evvai, hanno trovato il "Saviano di destra".

Il clamoroso successo raggiunto da Fazio e Saviano in queste settimane ha fatto riesplodere tra i Papi-Boys una delle questioni catodico-secolari che più li affligge: "ma perché noi di destra non riusciamo a fare programmi di approfondimento politico?", "perché non esiste un Santoro berlusconiano?", "perché non ci sono programmi di segno opposto a Vieni via con me o Annozero che facciano vagonate di ascolti?". Ne stavano scrivendo tutti, ma proprio tutti, quando per fortuna è intervenuto un gigantesco Vittorio Feltri - in prima pagina de Il Giornale di ieri - a chiudere i conti:
... anziché premere affinché Vieni via con me cessi l'attività, ci domandiamo perché i soloni del centrodestra non si decidano a pareggiare i conti col centrosinistra organizzando una televisione meno idiota di quella che hanno sempre fatto ...
Divino Feltri. Provvidenziale Feltri. Semplice. Ma come hanno fatto a non pensarci prima. Sono degli idioti che fanno tv idiota. E l'hanno sempre fatta. Idiota Vespa, idiota Paragone, idiota Socci, idiota Belpietro, idioti quelli di Mediaset. Ma l'hanno ascoltato eh. Eh sì. Mica ha parlato al vento, Feltri. Il messaggio è passato. Penetrato in tempi record nei piani alti di Viale Mazzini, passando per Arcore. Ora anche Berlusconi ha il suo Saviano.

[clicca e ingrandisci - prima pagina - leggi l'articolo]

[UPDATE! clicca e ingrandisci - prima pagina - leggi l'articolo]

giovedì 25 novembre 2010


Il pentito di mafia Di Carlo conferma: Berlusconi non scelse lo Stato, scelse Cosa Nostra.




Intervista esclusiva realizzata da Annozero al pentito di mafia Francesco Di Carlo - testimone fondamentale nel processo Dell'Utri - ed andata in onda pochi minuti fa.
Di Carlo: "Naturale che Berlusconi sapeva di mettersi in casa un mafioso, altrimenti come l'avrebbe protetto ...".

Ruotolo, Annozero: "Però si può anche capire Berlusconi, nel senso che ha paura del sequestro, per cui ..."

Di Carlo
: "... Per cui non se ne va dai Carabinieri ma se ne viene in Cosa Nostra".
Tanto per cominciare.

L'Italia s'è mesta.

Il suo libro precedente - "Ci metto la firma" - me lo sono divorato. Vizi, abitudini, consigli, errori, cazzi e scazzi di 60 giornalisti italiani, da Vittorio Feltri a Vittorio Zucconi, da Mario Giordano a Marcelle Padovani, dal Betulla a Claudio Sabelli Fioretti. Oggi esce "L'Italia s'è mesta": l'amico Mariano Sabatini - a cui faccio un bell'inboccaallupo - stavolta ha deciso di dedicarsi ai cronisti stranieri che vivono e lavorano in Italia. Tra le firme intervistate, inviati di Cnn, Le Figaro, El Mundo, Nouvel Obseurvateur, Financial Times, Bbc e molti altri. "L’Italia ora come mai ha bisogno di tornare ad interrogarsi sulla propria identità di democrazia, sulla propria storia di conquiste civili e libertarie, sull’inviolabilità dei principi costituzionali sui quali è fondata la nostra società politica". Già, mi sa che è così, e farlo anche attraverso la voce dei reporter di alcune delle più prestigiose testate del pianeta, potrebbe essere una buona idea.

Crisi e Caduta: 10 domande a Silvio Berlusconi.


No, niente, siccome sono un tantinello preoccupato, ho inviato queste 10 domande alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
  1. Presidente Berlusconi, oramai è ufficiale: il suo Governo è finito. Le continue debacle parlamentari sono lì a testimoniarlo. Perché non può semplicemente dimettersi?
  2. Presidente Berlusconi, ci sono video, foto e testimoni: lei ha giurato sulla Costituzione. Quindi ha giurato sugli assetti istituzionali di questo Paese. Una Repubblica Parlamentare - non Presidenziale - in cui è il Parlamento l'unico detentore della volontà popolare, in cui è il Parlamento a determinare le sorti di un Governo, tramite voto di fiducia. L'aver svuotato ed umiliato il potere legislativo, l'aver riempito di yes man Camera e Senato della Repubblica, l'aver votato in fretta e furia - come ladri - una legge definita "porcata" dal suo stesso ideatore, l'aver mentito in maniera martellante su "Costituzione materiale", su "Volontà popolare" e su "legge elettorale", ebbene no, questi non sono motivi sufficienti per fare di lei un intoccabile, o Barack Obama. Quindi Presidente, in caso di crisi lei rispetterebbe sìonnò la Legge Fondamentale su cui ha solennemente giurato?
  3. Presidente Berlusconi, nel 2008 lei è salito al potere con la più imponente maggioranza parlamentare della storia repubblicana. Se non è riuscito a tenerla unita e metterla al servizio degli italiani, se dopo soli 2 anni si ritrova con l'acqua alla gola - ed il Paese in suo ostaggio - beh, saranno pure affaracci suoi, giusto? Sarà pure responsabilità sua, e dei suoi uomini, e del Governo di centrodestra, giusto?
  4. Presidente Berlusconi, in qualsiasi Repubblica Parlamentare del mondo - pure in Italia, fino al suo avvento - sono prassi legittime, costituzionali, normali le crisi di Governo, la sfiducia di un Esecutivo, le Dimissioni o la cacciata di un Presidente del Consiglio politicamente incapace o colpito da scandali. Perché lei fa sembrare tutto ciò qualcosa di inconcepibile, di apocalittico, come fosse uno stupro al volere degli elettori? Perché dipinge scenari neri, violenti, catastrofistici, in caso di caduta?
  5. Presidente Berlusconi, ecco appunto, sono molto preoccupato. Lei è il fondatore del "Partito dell'Amore". Lei rappresenta uno dei massimi vertici istituzionali italiani. Ma lei ed i suoi uomini vi dite pronti a "scatenare una guerra civile", ad "imbracciare le armi e scendere in guerra", a ribellarvi al "golpe", al "colpo di stato" rappresentato dall'eventualità di un esecutivo diverso dal suo. Queste affermazioni sono di una gravità inaudita: lei se ne rende conto? Presidente: fate sul serio o la dobbiamo prendere come qualsiasi altra sua dichiarazione, dal "meno tasse per tutti" al "abbiamo risolto il problema di Napoli"?
  6. Presidente Berlusconi, se dovesse cadere, se il Parlamento desse la fiducia ad una nuova maggioranza, o se non dovesse vincere le nuove elezioni, come si comporterebbe? Fino dove sarebbe disposto a spingersi per riprendere il potere? In che modo utilizzerebbe i suoi media, le sue milizie giornalistiche, le sue infinite ricchezze? Ha in mano armi di ricatto?
  7. Presidente Berlusconi, i suoi media ed i media a lei vicini hanno già cominciato a fare pressioni - tra un'infamia e l'altra - al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, creando sgomento nella prima carica istituzionale di questo Paese. Un organo di garanzia fondamentale, a cui spetterebbe, in caso di crisi, l'ultima parola. Se Napolitano non sciogliesse immediatamente le Camere - non può farlo senza aver prima verificato l'esistenza di una nuova maggioranza - se prendesse una decisione a lei indigesta, cosa gli accadrebbe? Quale tipo di accanimento dovrebbe subire? Avete già raccolto del materiale? Avete già in mano dei dossier che lo riguardano?
  8. Presidente Berlusconi, perché non può permettersi alcun confronto con giornalisti o rivali politici - unico caso tra le grandi democrazie del mondo - nemmeno in una delle sue televisioni? Perché è così intollerante alla critica, alle domande, nonostante lei sia un grande comunicatore, nonché l'uomo più potente ed in vista dell'intero Paese? Di cosa ha paura?
  9. Presidente Berlusconi, questa è la sua quarta esperienza governativa, 1994, 2001, 2005, 2008. Tutte fallimentari. Il pianeta non ha più dubbi, dal Financial Times a Le Monde, dall'Economist a El Pais, tutti sono concordi nel dire che lei ha recato grossissimi danni per questo Paese, oltre a non aver mantenuto nemmeno una delle sue clamorose promesse. Tutti sono d'accordo nel dire che ogni nuovo scandalo indebolisce la sua carica, e mette in imbarazzo l'intera Nazione, gravi le ripercussioni economiche e d'immagine. La "farsa", la "commedia", così la chiamano in molti, deve assolutamente finire. Perché non prende atto di tutto questo, per il bene del Paese? Perché non si scusa, e saluta tutti, come farebbe qualsiasi altro leader occidentale nelle sue condizioni?
  10. Presidente Berlusconi, non sarà mica che lei del "bene del Paese" se ne fa una pippa? Non sarà mica che semplicemente, lei non può permettersi di andarsene? Sappiamo che solo lo scranno di Presidente del Consiglio dei Ministri - o della Repubblica - può continuare a garantirle quell'immunità perpetua, oramai ventennale, che l'ha protetta da ogni sorta di condanna, per ogni sorta di reato. D'altronde lei ed i suoi uomini più fidati - da Dell'Utri a Confalonieri - lo avete dichiarato più volte: senza la discesa in campo del 1994 ora sareste in galera, o falliti per debiti. Presidente: dimostri che tutto questo non è vero, che abbiamo frainteso, dimostri che non diceva sul serio a Biagi e Montanelli, dimostri gratitudine nei nostri confronti, perché nessuno in Italia ha mai ricevuto tanto, dalle istituzioni, come lei. Si goda cotanta ricchezza, le nipoti di Mubarak e la sua vecchiaia - perché lei è pure molto vecchio - si dimetta e ci saluti per sempre, ci restituisca normalità e dignità, bastano 3 legislature di follia, bastano, a questo Paese stremato. Faccia tutto ciò, e poi si presenti dinnanzi ai giudici come ogni comune cittadino che si rispetti. Sì, ciao.

mercoledì 24 novembre 2010


Esclusivo: ecco il volto tumefatto di Emilio Fede.

Un montante all'occhio sinistro e un ceffone all'orecchio, 15 giorni di prognosi, collare e 3 supposte di morfina al giorno. Trauma cranico e distorsione al collo, la sentenza del San Raffaele. Emilio Fede è stato preso a cazzotti - ieri sera - dall'anziano patron dell'Amaro Giuliani, in un noto ristorante milanese.

Non sappiamo perché. Non sappiamo cosa stesse facendo la scorta del conduttore del Tg4 in quegli istanti. Sappiamo che c'era pure Bettarini, e che forse c'entra qualcosa. Sappiamo che Fede è andato comunque in onda, nonostante - parole sue - le "lesioni gravissime e le minacce di morte" ricevute, nonché i "gravissimi danni personali e d'immagine" subiti. Roba grossa. Anche se prima di recarsi in ospedale, Fede ha preferito terminare la cena. "Le orecchiette erano fantastiche", avrebbe dichiarato secondo fonti un po' attendibili e un po' no.

Escluse motivazioni politiche. Per i pugni, dico. Quei due si conoscono, "amici di amici". Si dice sempre così. "Carissimi amici" sostengono i bene informati. Già meglio. Movente, dicevo. Lo conferma lo stesso Fede: "Non voglio fare il martire, escludo il movente politico". Si parla di vecchie ruggini. O nuove minchiate. Del Direttore. "Gli costerà caro, sia penalmente che economicamente", ghigna Fede. L'Italia intera tira un sospiro di sollievo. Per fortuna l'aggressore non è un uomo munito di pettorina della Guardia di Finanza misteriosamente scomparso nella notte e di cui non si saprà mai più nulla, magari con in mano una copia de Il Fatto Quotidiano. Abbiamo così evitato non solo l'ennesimo articolo di Giampaolo Pansa sul clima di terrore che stiamo vivendo - per colpa di quelli come noi, ovviamente - ma soprattutto il terzo ritorno agli Anni di Piombo in poche settimane, fiuuu.


Fuck Simile.

... E' in grosse difficoltà, oramai è chiaro, la politica portata avanti in questi anni è risultata fallimentare. Un gruppo di parlamentari di centrodestra lo vorrebbe persino sfiduciare. Lo accusano di essersi macchiato di una lunga serie di reati particolarmente gravi, ma non importa, la sua posizione gli consente di non risponderne di fronte alla legge, sbeffeggiando così i restanti 60 milioni di concittadini. E' allergico alle proteste e alla trasparenza richiesta ad ogni grande leader che si rispetti. I suoi poteri continuano ad aumentare, creando forte preoccupazione non solo tra gli oppositori, ma anche tra i politici a lui vicini. Ha da poco avviato un programma di sviluppo nucleare che sta destando parecchia polemica. L'unico leader "occidentale" con cui intrattiene rapporti stretti è il russo Vladimir Putin.

... Governa il Paese dal 1994. Si vanta di aver apportato grandi miglioramenti economici alla sua Nazione - tra promesse infinite e brucianti insuccessi - ma crisi e crescita zero dimostrano il contrario. Odia la libera informazione e qualsiasi forma di critica. E' riuscito a sviluppare un culto della personalità senza eguali, a dir poco imbarazzante. I cittadini sono costretti a dedicargli inni e canti. Racconta di essere amato e stimato dal mondo intero. Controlla media ed editoria, ama comporre canzoni, ha cambiato un sacco di donne. Ora è vecchio e stanco, ridicolo e temibile, e non vuole lasciare il timone. Non può farlo. Per questo la successione al potere sta provocando gravissimi problemi all'intero Paese.

Tipi interessanti il Presidente della Repubblica Islamica d'Iran Mahmud Ahmadinejād ed il Supremo Leader della Corea del Nord Kim Jong-il.


E non si dica che lo Stato è assente.

Vabbè, mo' avete rotto: ... tutti lì a dire "Lo Stato non si è costituito parte civile", "Lo Stato si è dimenticato delle vittime delle stragi di mafia", vergogna di qua, vergogna di là, "Lo Stato è assente" di su, "lo Stato non c'è" di giù. Ed invece lo Stato c'è eccome. In tutti i grandi processi per mafia attualmente in corso lungo l'Italia intera - da Caltanissetta a Milano, da Palermo a Firenze - la Presidenza del Consiglio dei Ministri non ha mai fatto mancare la propria presenza ...

martedì 23 novembre 2010


Telecommando.

No, scusate, non resisto, ne devo raccontare. La serata catodica di ieri - per una strana congiunzione giornalistico/temporale - c'ha mostrato volto e viscere del più importante partito italiano, il Popolo delle Libertà, il Pdl. Come se nemmeno la Televisione avesse più la forza di sopportare certi scandali, certe violenze, come se persino la Televisione si fosse ribellata al Partito - ehm - della Televisione, all'Uomo della Televisione, praticamente a sé stessa. In pochi minuti e per puro caso mi sono imbattuto nei seguenti avvenimenti:
  • Silvio Berlusconi, leader Pdl e Presidente del Consiglio, demolito dalla trasmissione "Vieni via con me" e dal racconto del dramma-rifiuti a Napoli, che ha spazzato via con poche e semplici parole anni di menzogne ed incapacità politiche.
  • Marcello Dell'Utri, Senatore Pdl, ospite da Gad Lerner, a "L'Infedele". Doppia la veste del braccio destro di Silvio Berlusconi: da un lato quella di pluri-indagato, è stato recentemente condannato anche in appello per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa. Dall'altro quella di amante estasiato della figura di Benito Mussolini, nonché divulgatore convinto della clamorosa patacca chiamata "I diari del Duce". Una miscela niente male, non trovate?
  • Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione e Deputato Pdl, durante la trasmissione "Effetto Domino" di La7 ha spiegato ai telespettatori il complotto globale a cui è sottoposto da mesi l'esecutivo di centrodestra. Brunetta, oramai scomparso dal panorama mediatico e sempre più relegato a ruolo di macchietta, ha delineato congiure cosmiche come nemmeno un Cavaliere sotto effetto di metamfetamina avrebbe potuto mai fare.
  • Ignazio La Russa, Ministro della Difesa e Deputato Pdl, ospite nel programma di approfondimento "Tg3 Linea Notte", ha abbandonato lo studio dopo pochi minuti. Ha approfittato della prima velatissima critica per fuggire, così imbarazzato che l'imbarazzo si tagliava con un coltello. Così in difficoltà che così in difficoltà non l'avevamo visto mai, un duro come lui. Il suo compagno di banco Cirino Pomicino (Cirino Pomicino!) a confronto è sembrato un fenomeno della politica, un professionista credibile, attento ed autorevole (ripeto, Cirino Pomicino!). La Russa è scappato dopo pochi minuti, e con lui, il Pdl.

lunedì 22 novembre 2010


Roberto Maroni a "Vieni via con me".



Perfetto. Lunedì prossimo m'aspetto di vedere Silvio Berlusconi che parla di Monnezza, Nicola Cosentino di Camorra, le forze dell'ordine che hanno pestato a morte Stefano Cucchi, di Stefano Cucchi.

Dei delitti e dei peni.

[Clicca e ingrandisci - leggi l'articolo]

Il Giornale di Berlusconi che santifica Berlusconi perché ha attaccato un pene artificiale ad una statua di Marte vecchia 2000 anni data in prestito a Palazzo Chigi fino a fine legislatura e che a fine legislatura dovrà essere restituita senza pene, credo che in qualche modo rappresenti una buona notizia. Abbiamo smesso di scavare. O magari no.


Qualcuno censuri questo video.



Non siamo ancora pronti per questo genere di cose.

domenica 21 novembre 2010


Bocchinocracy.


Diciamoci la verità. Sapere che Mara Carfagna abbandonerà Governo e Parlamento è qualcosa di soddisfacente. Ma leggere gli articoli della stampa papale relativi a questo caso, non ha prezzo. Mara ha provocato in loro un cortocircuito cerebrale come nemmeno 2 condanne per corruzione a David Mills ed 1 appartamento di Scajola acquistato all'insaputa di Scajola messi assieme potrebbero fare.

Ad esempio. Oggi Il Giornale si scaglia contro i quotidiani antiberlusconiani: la colpa? Ebbene sì, aver smesso di dare della mignotta a Mara. Non si fa, proprio ora poi. Libero ci va giù ancor più duro. "L'Angelo traditore", "Così non va", "Mara ingrata, così tradisci chi ti ha creato", "Se i finiani si attaccano alla Carfagna, sono proprio alla frutta". Libero si prodiga in due consigli. Uno a Berlusconi, uno alla Carfagna. A Berlusconi in pratica dice - senza ironia alcuna - per il futuro meglio non prendere servi impreparati, meglio lasciar stare gli "obbedienti vassalli", che tanto tradiscono pure loro. Meglio affidarsi a "quelli che dicono subito e con forza la loro". Non ridete, ci troviamo di fronte a qualcosa di unico. A Libero oggi hanno compreso l'importanza di una classe dirigente preparata, coerente: meglio la meritocrazia che la mignottocrazia, per farla breve. Ma guarda un po'. Ed io che pensavo che la Carfagna fosse una bravissima Ministra. Vabbè. Ora aspettiamo che Marcello Dell'Utri passi con Fini, perché Belpietro, Sallusti e company comprendano quanto bruttasporcacattiva sia quella roba chiamata Cosa Nostra.

Ma a mio avviso il capolavoro si consuma nel seguente passaggio, che davvero non saprei come commentare. Dopo il consiglio a Papi, dicevo, c'è quello per la Carfagna: "... Quando si ha avuto tanto e di tanto livello, e così rapidamente e inspiegabilmente, da qualcuno, l’obbligo della gratitudine è un obbligo d’onore, infrangerlo, non onorarlo, è imperdonabile, anche se mantenerlo ed onorarlo dovesse costare lacrime e sudore, e mandare giù qualche palata di materiale organico" ... Ehm.


Ora sì che lo riconosco.

"Berlusconi si dimetta, è finito".
"
Mai un Berlusconi bis".
"
La sua stagione è finita".
"
Tratto solo se Silvio lascia".
"Non vendo le mie idee politiche".
"Io non mi vendo per un Ministero".
"
Il Cavaliere lasci e via al Governo tecnico".
"Starei bene in un centrodestra non berlusconiano".
"15 anni fa sbagliai a credere a Berlusconi".
"Mai più Berlusconi a Palazzo Chigi".
"Lo sfiduciamo: è finita un'epoca".
"
I buoni propositi durano dal '94".
"
Lo sfiduciamo, squallida compravendita".
"
No a trasformismi, lealtà agli elettori".
"
Il Governo si dimetta: Berlusconi ci ha offerto di tutto, ma non siamo ai saldi di fine stagione!".
"
Berlusconi si dimetta: non può pensare che se compra Ibra vincerà il campionato".
"
Berlusconi tenta di comprarci".
"
Vogliamo bene a Zio Silvio, ma si deve dimettere".
"
Maggioranza al capolinea".
"
Non siamo la stampella del Governo".

"
E' una stagione triste, che speriamo si chiuda perchè ha disgustato gli italiani, alle prese con problemi più seri. Noi continuiamo per la nostra strada, l’opposizione repubblicana, che coincide con la responsabilità e nulla ha a che fare con il trasformismo, cancro della vita democratica".

Ci siamo, Casini è pronto per ritornare con Berlusconi.

sabato 20 novembre 2010


Dell'Utri mente al Tg1, Minzolini lo permette: ecco il documento che inchioda tutti e due.



Incorreggibile Marcello. Sarà l'aria, sarà l'assenza di giornalisti, sarà la vicinanza a Minzolini, ma ogni volta che il Senatore Pdl appare sulle frequenze del Tg1, mente. Spudoratamente, senza problema alcuno. L'altra volta disse che Mangano rimase nelle dimore presidenziali solo 8 mesi, e che una volta andatosene, non lo incontrò più. Falso, lo incontrò eccome. Oggi dice che lui e Silvio non sapevano "assolutamente nulla" della propensione criminale dello Stalliere siculo, "mica c'aveva un distintivo"!

Peccato che prima di sbarcare ad Arcore Mangano subisca "3 arresti e vari procedimenti penali per truffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione; poi le prime condanne: per assegni a vuoto dalla Pretura di Milano (15 giorni di reclusione), per truffa dalla Corte d'appello di Palermo (1 anno e 4 mesi, pena condonata)". Secondo gli investigatori è un soggetto particolarmente pericoloso, stra-attenzionato, tanto che viene immediatamente notato dal numero uno di Cosa Nostra, Stefano Bontade. A Dell'Utri Mangano viene presentato da nientepopodimeno che Gaetano Cinà, altro uomo di spicco della mafia siciliana e "caro amico" del Senatore Pdl. Non siete ancora convinti? Beh, ci sarebbe un rapporto dell'Arma dei Carabinieri che potrebbe fare al caso nostro ...
"Dell'Utri (...) ha lasciato un impiego in banca per seguire Berlusconi e una volta qui ha chiamato Mangano, pur essendo perfettamente a conoscenza - è risultato dalle informazione giunte del Nucleo investigativo del gruppo di Palermo - del suo poco corretto passato".

[Fonte: "L'odore dei soldi", Veltri/Travaglio]

Lo scandalo sessuale di Mara Carfagna.

"Politica e Gossip", "Politica e Pettegolezzi", "Amicizie Pericolose", "una Battistrada", "Materiale vietato ai minori di 60 anni", "Non fare i Capricci, Mara". Mani e piedi e bocche legate, nelle redazioni di Libero e Giornale. Si fosse trattato di chiunque altra, oggi i media vicini al Presidente del Consiglio l'avrebbero massacrata, minacciata, calunniata. Ma Mara Carfagna non è chiunque altra, è Mara Carfagna. E allora via con il freno a mano tirato, infamia al minimo sindacale, quel che basta per mandare l'avvertimento, quel che basta per non smuovere troppo le acque, perché con Mara Carfagna la questione è delicata. Donna letteralmente intoccabile, da quelle parti - ricordate il piagnisteo catodico di Filippo Facci? - e allora come fare? Mara ha alzato la testa, Mara vuole abbandonare il Premier, Mara ci mette nei casini, e questo sarebbe un danno spaventoso, e non si può fare eccezioni: Metodo-Boffo light, toccata e fuga, ecco, procedete.

... Ah, se solo fosse stata un'altra, Mara. Avremmo letto qualcosa di più forte, c'avrebbe pensato Sallusti, violenza verbale, intimidazione seriale, uhm, vediamo, che ne so, "... è sufficiente - per dire - ripescare un'intercettazione del 2008 su quelle faccende a luci rosse per montare uno scandalo ... meglio non svegliare il can che dorme", o qualcosa del genere. Ma è Mara Carfagna, e ripescare quell'intercettazione distrutta dalla Magistratura - stando alle testimonianze di molti parlamentari - significherebbe svelare la più clamorosa cooptazione sessuale della storia repubblicana, scandalo papale, miracolo orale, Mara!, non fare i capricci, che con te non sappiamo come fare.


Peppino Impastato. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Pio La Torre. Libero Grassi. Beppe Alfano. Paolo Borsellino. Giovanni Falcone.

Mi vengono in mente questi, e tanti altri nomi. Le motivazioni della condanna a Marcello Dell'Utri non aggiungono niente a ciò che già sapevamo, la verità rimane lontana, forse un po' più lontana di prima. Sui giornali i titoli su Mara Carfagna sovrastano le connessioni mafiose del nostro Presidente del Consiglio, e di un nostro Senatore della Repubblica. Leggo i vari articoli, leggo di come il Cavaliere ed il suo Socio negli anni abbiano felicemente dialogato con Cosa Nostra, degli affari conclusi, dei caffè con Bontade, di come si siano ingrassati e rafforzati a vicenda - per 20 anni e forse più - la Mafia ed il Presidente. E allora oggi mi chiedo, se un uomo ricco e potente come Silvio Berlusconi - non l'ultimo dei commercianti siciliani- se un uomo ricco e potente come Silvio Berlusconi avesse denunciato quei boss, invece che portarseli in casa per proteggersi ed espandere il proprio impero, se li avesse fregati denunciandoli allo Stato, come sarebbe cambiata la storia di questo Paese? Quante di quelle persone lassù, oggi, sarebbero ancora vive?

venerdì 19 novembre 2010


Lega e Mafia: 10 domande al Ministro Maroni.

Diciamocela tutta. Oggi non sei nessuno se non poni 10 domande a qualcuno. E queste sono le mie 10 domande al Ministro dell'Interno Roberto Maroni.

1) Ministro Maroni, per molti anni la Lega Nord non ha avuto alcun dubbio sulla mafiosità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, arrivando a definirlo "brutto mafioso che guadagna i soldi con l'eroina e la cocaina", "bandito", "lestofante", "delinquente", "il camorrista mafioso di Arcore", uno che ha qualcosa di "nazistoide e mafioso", "Berlus-Cosa Nostra", "un palermitano che parla meneghino", "un palermitano nato nella terra sbagliata", "uno che ha fatto i soldi con la mafia", sostenendo che "Fininvest è nata da Cosa Nostra", che "al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora". Nel 1998 Bossi dichiarò: "Fino a quando non sarà fatta chiarezza su che cosa è Forza Italia e su che cosa è la Fininvest, sulle finanziarie e su come pigliavano i quattrini, non ci potrà essere alcun dialogo con il Polo". Oggi, che le connessioni tra i business del Cavaliere e gli investimenti di Cosa Nostra appaiono sempre più marcate, può spiegarci quali sono le prove - presumo schiaccianti, vista la gravità delle accuse - che hanno dissipato ogni vostro dubbio?

2) Ministro Maroni, nel 1998 il quotidiano "La Padania" - organo ufficiale della Lega Nord - ha bombardato Silvio Berlusconi ed i propri uomini con una campagna giornalistica pesantissima, martellante. Alcuni titoli: "Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca", "Un teste al processo Dell'Utri: fu Craxi a spingere B. in politica", "Silvio riciclava i soldi della mafia", "Tangenti alla Guardia di Finanza: Silvio condannato a 2 anni e 9 mesi", "Dove sono finiti i 1000 miliardi di Stefano Bontate?", "Un impero di prestanome: caro Silvio, perché li hai usati dal '68 all'84?", "Baciamo le mani", "Così il Biscione si mise la coppola", "Le gesta di Lucky Berlusca: il curriculum giudiziario del Cavaliere farebbe invidia ad un boss della mafia". Tale campagna sfociò in 10 domande chirurgiche (foto a lato): "BERLUSCONI SEI UN MAFIOSO? RISPONDI!". Ministro: il Cavaliere ha mai risposto?

3) Ministro Maroni, come si pone nei confronti di Marcello Dell'Utri - suo compare in maggioranza - recentemente condannato anche in appello per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa? Una decina d'anni fa dichiarava: "La richiesta di arresto per Dell’Utri è legittima, fondata e non persecutoria: l’ho valutata con attenzione e anche con sofferenza, ora si può decidere in piena coscienza. Sullo sfondo si intravede lo spettro di Cosa nostra, lo spettro della mafia". Oggi non si parla più di spettri, ma di certezze: sono stati provati i rapporti del Senatore Pdl con la mafia di Bontate prima, e quella di Provenzano e Riina poi. Ora che i giudizi di merito si sono esauriti, e le condanne pesano come macigni, perché la Lega Nord continua a trincerarsi in questo silenzio imbarazzante, in questa decennale omertà istituzionale? Ministro, perché permette al pluri-indagato Dell'Utri di umiliare cittadini ed istituzioni, dichiarando che a lui della politica non gliene "frega niente", e che sta in Parlamento "solo per difendersi dai processi"?

4) Ministro Maroni, perché la Lega Nord ha prima negato l'autorizzazione all'arresto, e poi l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni a carico dell'ex Sottosegretario e Deputato Pdl Nicola Cosentino, indagato per Concorso Esterno in Associazione Camorristica con accuse di una gravità inaudita? E approposito di Camorra, perché ha dovuto fare marcia indietro, e decidere di non sciogliere per infiltrazioni mafiose il comune di Fondi?

5) Ministro Maroni, Roberto Saviano durante la trasmissione "Vieni via con me" ha dichiarato che la 'Ndrangheta al Nord dialoga con la Lega. Un'affermazione che probabilmente andava sviluppata meglio, quasi certamente superficiale, ma quali sono le vostre responsabilità nell'esplosione della mafia calabrese in molte zone del Nord Italia? Cos'avete fatto, in concreto, per frenare questo fenomeno? Il vostro è un partito "radicato sul territorio", "vicino alla gente", giusto?, com'è possibile che in 20 anni di potere schiacciante abbiate permesso tutto questo, spesso negando l'esistenza del problema ed imbufalendovi con chiunque denunciasse infiltrazioni e collusioni in molteplici settori dell'economia padana?

6) Ministro Maroni, come sa la vera forza delle organizzazioni criminali del nostro Paese è insita nella cosiddetta "Borghesia Mafiosa", e cioè in quell'insieme sconfinato di persone apparentemente per bene che consentono a Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra di proliferare e debordare nell'economia legale. La Lega Nord in questi anni ha votato una quarantina di leggi-vergogna, provvedimenti che non solo hanno seviziato la Costituzione e permesso al Presidente del Consiglio di mantenere la fedina penale pulita, ma che hanno creato grave danno alla collettività, rallentando i processi, creando ingiustizia, rendendo le indagini più difficili. Sto parlando della riforma dei reati societari - a partire dall'abolizione del falso in bilancio - della riduzione dei termini della prescrizione, dell'infinita serie di condoni, edilizi, fiscali, tombali, della legge Cirami e di molto altro. Senza tralasciare la "riforma" che avrebbe tranciato di netto l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche - strumento fondamentale nella cattura di boss mafiosi (pure Iovine!), pedofili, stupratori, politici corrotti e criminali di ogni tipo - "riforma" per fortuna arenata in Parlamento, e non certo per merito vostro. Questa infinita serie di intralci al lavoro della Magistratura, che porta, tra gli altri, il marchio a fuoco della Lega Nord, quanto ha agevolato le mafie del nostro Paese?

7) Ministro Maroni, approposito di Pm. Perché avete permesso che il Presidente del Consiglio e la sua corte demolissero e delegittimassero con violenza inaudita l'immagine ed il lavoro della magistratura italiana? Giudici e Pm sono stati definiti "Metastasi", "Cancri", "Anomalie", "Cospiratori", "Sovversivi", "Antropologicamente Diversi", "Mentalmente Disturbati". Attenzione, questi epiteti non sono stati attribuiti a magistrati disonesti (per altro quasi sempre vicini al Cavaliere), ma a tutti quelli che si permettevano di alzare la testa, e di indagare sulla classe dirigente più corrotta d'Occidente. Quella di cui lei fa parte, quella che conta un centinaio tra pregiudicati, indagati e prescritti tra Parlamento e Governo, guinness assoluto per il mondo democratico. Se oggi nessun giovane vuole più fare il magistrato, un motivo ci sarà. E quindi le chiedo: questo manganellamento ultra-decennale, quanto ha ostacolato il decorso della giustizia, quanto ha giocato in favore delle mafie del nostro Paese?

8) Ministro Maroni, lei è probabilmente un politico onesto: non si sente un po' in imbarazzo nel condividere l'attività governativa con una persona più volte indagata per mafia, che ha offerto caffè ai più noti esponenti di Cosa Nostra (stando ad atti della magistratura), che continua a tacere sull'origine delle proprie fortune e che ha ospitato in casa per anni (... in casa! per anni!) un pericoloso killer narcotrafficante come Vittorio Mangano? Quando Silvio Berlusconi definisce il mafioso Vittorio Mangano "un eroe", quando Silvio Berlusconi dice che strozzerebbe volentieri quei registi e scrittori e giornalisti che rischiano quotidianamente la pelle parlando di criminalità organizzata, lei cosa prova? Cosa prova quando il suo Primo Ministro utilizza lo stesso linguaggio - identico! - di personaggi come Riina, Sindona, Greco, Salvo, Liggio e la peggior feccia criminale di questo Paese? Cosa ha provato oggi, sapendo che il quotidiano del Premier ha lanciato una nuova, brutale campagna contro Roberto Saviano, scrittore che vive da anni sotto scorta a causa della sua denuncia, scrittore conosciuto, amato ed adottato dal mondo intero per il suo coraggio ed il suo impegno civile?

9) Ministro Maroni, negli ultimi 2 anni gli arresti sono stati tanti, non c'è dubbio. Ma può spiegare a noi cittadini quale sia stato il suo contributo - nei detttagli - all'enorme lavoro di poliziotti e magistrati, quei professionisti schierati in prima linea spesso senza mezzi e risorse, con le stampanti scariche e le auto prive di benzina, quei professionisti a cui lei sta tagliando 2.000 miliardi di vecchie lire all'anno, quei professionisti che in molti casi hanno visto nello Stato un nemico, un intralcio, un problema, e non una spalla su cui poggiare? Qual è stato il suo contributo, Ministro?

10) Ministro Maroni, nel luglio 1998 il Senatur rilasciò queste dichiarazioni: "La caduta del governo Berlusconi? Il Cavaliere venga da me, che gliela spiego io ...! Sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto". Oggi, stando alle dichiarazioni di parlamentari dei partiti più disparati e di alcune indagini, sappiamo che il vostro alleato non ha mai smesso di provare a comperare - spesso con successo - Deputati e Senatori della Repubblica italiana. Caro Ministro, perché la Lega si fa complice di queste dinamiche, dopo averle denunciate con tanta forza solo una decina di anni prima? Caro Ministro, la Lega si sarà mica venduta a Silvio Berlusconi?