Be', sì è uno schifo, però se Il Giornale lo attacca vuol dire che il suo lavoro di giornalista lo faceva bene (ammesso che al Giornale sappiano come si faccia bene il lavoro di giornalista)...perciò meglio così...
non mi importa d quello che scrive quella carta buona manco per avvolgere il pesce del giornale. Se ne andato un Grande Giornalista, interprete (nel senso tecnico della parola) dei nostri tempi.
per chi conosce la differenza tra un giornalista e una penna in affitto gli "apprezzamenti" del quotidiano in questione sono altrettante medaglie al merito. a chi invece non ha idea di cosa sia il giornalismo (come nel caso di molti redattori e di tutti i lettori del quotidiano in questione) e' inutile chiedere di riconoscere un giornalista quando lo incontrano. semplicemente non ce la fanno.
@ gianni, ogni tua parola è verità assoluta. L’anima di D’Avanzo può ritenersi fiera di aver provocato un articolo del genere dalla stampa di regime: qualcosa di giusto l’ha fatto.
A me sorge qualche dubbio sulla morte improvvisa di un giornalista scomodo, che pesta i piedi ai potenti e non si fa comprare per far finta di non vedere..... Secondo me gli infarti possono essere anche provocati e, proporrei una autopsia seria. Mi auguro che nascano tanti D'avanzo Giornalisti con gli attributi come lo è stato lui e seguano il suo esempio.
Beh, il "congedo" del Giornale fa il paio con quello di Castelli. Me li immagino, quella redazione e quel "galantuomo", mentre spendono parole di cordoglio comunque contaminate dall'acredine, solo per celare il sollievo che Lui ci abbia lasciati.
Dài, il Corriere, per il quale D'Avanzo aveva stralavorato non ha messo il richiamo dell'articolo interno sul suo decesso in prima pagina (La Stampa, sì). Il "pezzo" del Giornale era corretto: l'onore delle armi a un giornalista che aveva un modo di osservare i fatti con troppe elucubrazioni: la sua scrittura si era fatta negli ultimi tempi pesante, come la sua insoddisfazione (non si vive solo di Repubblica...), e poi con le sue fissazioni costruiva paginate scandalizzate, cioè la negazione del giornalismo investigativo, per approdare alle savonarolate. Del resto, era un po' provinciale, e non gli è servita la filosofia nietzschiana che aveva studiato per intuire tutte le sfaccettature della vita che non si può sempre ridurre in cronaca giudiziaria, parziale come ogni istruttoria. Il mestiere è questo: ogni reporter è un caso unico, inutile augurarsi la replicazione. Umanamente dispiace, tutto qui, come potrebbe dispiacere la fine di chiunque.
le inchieste sul nigergate e sul rapimento di abu omar giustificano da sole (e non sono state le sole) un posto di primo piano nel giornalismo italiano. laddove dei giornalisti mediocri (se non prezzolati) hanno pubblicato veline -per di piu' fasulle- della CIA (vedi nigergate) d'avanzo ha fatto quel che un giornalista degno di questo nome deve fare: scavare e scrivere tutto quel che sa.
se mi dici che paolo monelli e tommaso besozzi erano piu' bravi ne possiamo parlare. ma qui e ora -di fronte al panorama desolante di vigliaccheria e approssimazione che la categoria professionale mostra oggi in italia- d'avanzo sembra un woodward.
Chissà quando i giornalai del giornale e di libero, faranno un giornale, che possa servire almeno per foderare la gabbia dei canarini... perchè adesso quei poveri uccelli rifiutano anche di farci la cacca sopra, diventano stitici... mescalito
16 * COMMENTI:
che schifo! Schifo e schifo.
Be', sì è uno schifo, però se Il Giornale lo attacca vuol dire che il suo lavoro di giornalista lo faceva bene (ammesso che al Giornale sappiano come si faccia bene il lavoro di giornalista)...perciò meglio così...
non mi importa d quello che scrive quella carta buona manco per avvolgere il pesce del giornale. Se ne andato un Grande Giornalista, interprete (nel senso tecnico della parola) dei nostri tempi.
per chi conosce la differenza tra un giornalista e una penna in affitto gli "apprezzamenti" del quotidiano in questione sono altrettante medaglie al merito.
a chi invece non ha idea di cosa sia il giornalismo (come nel caso di molti redattori e di tutti i lettori del quotidiano in questione) e' inutile chiedere di riconoscere un giornalista quando lo incontrano. semplicemente non ce la fanno.
è la stampa! baby
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/e-la-stampa-bellezza-chi-tocca-silvio-muore/148701/
@ gianni, ogni tua parola è verità assoluta. L’anima di D’Avanzo può ritenersi fiera di aver provocato un articolo del genere dalla stampa di regime: qualcosa di giusto l’ha fatto.
se fosse stato un giornalista de il Giornale o Libero il necrologio sarebbe stato così:
"scomapare il migliore tra noi, professionista ligio al dovere sempre prono agli interessi dell'editore!"
Calimero
A me sorge qualche dubbio sulla morte improvvisa di un giornalista scomodo, che pesta i piedi ai potenti e non si fa comprare per far finta di non vedere.....
Secondo me gli infarti possono essere anche provocati e, proporrei una autopsia seria.
Mi auguro che nascano tanti D'avanzo Giornalisti con gli attributi come lo è stato lui e seguano il suo esempio.
Beh, il "congedo" del Giornale fa il paio con quello di Castelli. Me li immagino, quella redazione e quel "galantuomo", mentre spendono parole di cordoglio comunque contaminate dall'acredine, solo per celare il sollievo che Lui ci abbia lasciati.
Non ci sono parole. Davvero.
Dài, il Corriere, per il quale D'Avanzo aveva stralavorato non ha messo il richiamo dell'articolo interno sul suo decesso in prima pagina (La Stampa, sì). Il "pezzo" del Giornale era corretto: l'onore delle armi a un giornalista che aveva un modo di osservare i fatti con troppe elucubrazioni: la sua scrittura si era fatta negli ultimi tempi pesante, come la sua insoddisfazione (non si vive solo di Repubblica...), e poi con le sue fissazioni costruiva paginate scandalizzate, cioè la negazione del giornalismo investigativo, per approdare alle savonarolate. Del resto, era un po' provinciale, e non gli è servita la filosofia nietzschiana che aveva studiato per intuire tutte le sfaccettature della vita che non si può sempre ridurre in cronaca giudiziaria, parziale come ogni istruttoria.
Il mestiere è questo: ogni reporter è un caso unico, inutile augurarsi la replicazione. Umanamente dispiace, tutto qui, come potrebbe dispiacere la fine di chiunque.
Sono dei veri signori quelli de il Giornale eh?
Ma com'è che a ultimamente scriveva pochissimo?
Antonio
@ anonimo delle 14.56:
le inchieste sul nigergate e sul rapimento di abu omar giustificano da sole (e non sono state le sole) un posto di primo piano nel giornalismo italiano.
laddove dei giornalisti mediocri (se non prezzolati) hanno pubblicato veline -per di piu' fasulle- della CIA (vedi nigergate) d'avanzo ha fatto quel che un giornalista degno di questo nome deve fare: scavare e scrivere tutto quel che sa.
se mi dici che paolo monelli e tommaso besozzi erano piu' bravi ne possiamo parlare. ma qui e ora -di fronte al panorama desolante di vigliaccheria e approssimazione che la categoria professionale mostra oggi in italia- d'avanzo sembra un woodward.
will, prova a leggere i commenti sull'articolo on line del giornale
il popolo dell'amore è sempre più rancoroso e con la bava alla bocca.
http://www.ilgiornale.it/interni/muore_davanzo_penna_che_odiava_cav/giuseppe_davanzo/31-07-2011/articolo-id=537750-page=0-comments=6#1
Chissà quando i giornalai del giornale e di libero, faranno un giornale, che possa servire almeno per foderare la gabbia dei canarini... perchè adesso quei poveri uccelli rifiutano anche di farci la cacca sopra, diventano stitici...
mescalito
Prepareremo il necrologio per il "Giornale".
P.M.
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