sabato 22 ottobre 2011

Politica italiana, anno 2011, davvero.

Altroché Nani e Ballerine. Pensavamo di aver visto tutto. Di aver distrutto la pala, a forza di darci dentro. Macché. Chiudiamo l'argomento "Primo congresso dei Responsabili" con una sorta di "meglio del loro meglio". Perché tutti devono vedere. Che questa è la nostra classe dirigente.
- Al Congresso c'era l'onorevole Domenico Scilipoti, il leader del movimento, per gli amici "Mimmuzzo", per l'opposizione "Munnizza". Vuole "la Rivoluzione". Il suo simbolo, un "Tao" italianizzato. E allora avanti!, coraggio!, perché loro sono "i soldati di Cristo":


- C'era il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: tra battutine sessiste e storielle sui comunisti, ha riletto il discorso della "discesa in campo", anno di grazia 1994. Dopo 18 anni di potere, e zero promesse mantenute, ha rinnovato quegli obiettivi e quelle speranze. Da Domenico Scilipoti.




- C'erano le biografie di Scilipoti, ed i fan che volevano l'autografo di Scilipoti:


- C'era la delegazione ultranazionalista di Gaetano Saya, con tanto di divisa nazi-fascista, che poi se l'è presa perché non ha ricevuto le adeguate attenzioni.




- C'era l'Inno d'Italia. Purtroppo né Berlusconi né Scilipoti conoscevano le parole.




- C'era la preghiera dell'"Umile prete di campagna":




- C'era Fiorella Capuano, esperta di antiche profezie Maya:


- C'era l'omofobia:




- C'erano i suggeritori:


- C'erano le fanfare, i "consapevoli", gli "esperti di marketing":




- C'erano i responsabili Antonio Razzi e Bruno Cesario:


- C'erano le "intrattenitrici", fatte arrivare da Scilipoti per Berlusconi, in limousine, con tacchi da urlo e minigonne vertiginose. Il tema del congresso era "Stato, Famiglia, Cristianità".


- E gran finale, tra suore, "militanti", e tanta voglia di andare al cesso.



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