giovedì 10 novembre 2011

Onorevole tinteggia pareti, chiamare ore pasti.


La pacchia potrebbe essere finita. Il terrore serpeggia sul volto di molti Parlamentari. E ora, che succede? Che sarà di noi? Prendete l'intervista all'Onorevole Responsabile Maurizio Grassano, quello del "Mi hanno spostato in Commissione Esteri, ma di geografia non so nulla", tra autorevolezza e meritocrazia, tra galera e disoccupazione.
La paura dell'onorevole Maurizio Grassano, da Alessandria.
«La mia paura è che se esco da qui mi ritrovo disoccupato».

La crisi le ha tolto il lavoro?
«I giudici me l'hanno tolto dicendo che era finto, che in realtà ero solo un faccendiere. Mi sono beccato anche una condanna a quattro anni per truffa aggravata benchè abbia consegnato al tribunale vagonate di documenti che mi scagionavano».

Questa è persecuzione.
«Ai quattro anni aggiunga i cinque di interdizione dai pubblici uffici. Mi dica lei se non è crudeltà allo stato puro».

Se esce da qui rischia di trovare dimora addirittura in un carcere!
«Ecco, bravo».

Impossibile anche solo a pensarci.
«Ho gli incubi. Qualche volta sogno la cella: la mia è vicina a quella dell'onorevole Papa».

Bisogna assolutamente trovare una uscita di emergenza.
«Berlusconi mi ha promesso non solo la ricandidatura, ma anche la rielezione (io comunque l'ho sempre votato perché sentivo dentro qualcosa di sincero)».

Si è premurato di formalizzare l'impegno?
«Non sono il tipo di chiedere fideiussioni, o contratti, o altro. Mi basta la parola».

Le parole le porta via il vento.
«Ma sono fatto così! Mi fido del prossimo. Certo, a volte faccio brutti pensieri perché ascolto quelli altrui. Alcuni, per mettermi paura, dicono che ha un fare banditesco, che prende e porta via e dimentica chi l'ha aiutato».

Il Cavaliere ha un cuore generoso e l'ha dimostrato sostenendo le spese di tutta la famiglia Tarantini, che era nel bisogno.
«Poi, è vero, mi risollevo quando altri mi dicono che ha un cuore grande così. Io ci spero»

Lei verrà ricandidato, lo sento.
«Rieletto mi ha detto Berlusconi. Tutti sono buoni a ricandidarti. Anche Casini mi ha promesso che mi avrebbe fatto candidare se avessi voltato le spalle al governo, però vagli a credere. Magari è una candidatura a perdere...».

Immaginiamo l'ipotesi C: lei non viene rieletto e non viene neanche incarcerato. Liberato dagli impegni parlamentari, decide una nuova intrapresa.
«Urca!».

Deve cercarsi un lavoro.
«E quale lavoro?».

Cosa gli riuscirebbe meglio?
«Tinteggiature pareti, moquette».

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