mercoledì 23 novembre 2011

Ora lo chiamano "formaggio".


L'avvocato Annamaria Bernardini De Pace su Il Giornale, alla faccia delle "cene eleganti" in cui massimo della trasgressione era "bersi un Sanbitter":
Il Magistrato Gatto, con un'ordinanza irrituale e carica di sfida, ha battezzato come «vittime» le «testimoni» del caso Ruby. Sulla base del principio: «Ti dichiaro offesa. In nome della legge». (...)

Non riesco a intravedere, infatti, nessun diritto leso a queste ragazze. Se non quello di essere, legittimamente, e di fare, spensieratamente, le puttane. (...)

Anche coloro che si sono già costituite parti civili, e che raccontano di essere fuggite da una festa, in quanto scandalizzate, quale danno possono avere mai percepito? Se a una cena mi offrono il formaggio e io non lo voglio mangiare, quale danno ho sopportato?