domenica 18 dicembre 2011

Della serie, i grandi scoop di Libero.


Non bastavano gli attentati-pacco a Belpietro, i finti articoli del Betulla, le interviste inventate di Tommasuccio De Benedetti. Non bastava la pubblicazione dei diari bufala del Duce scritti da Dell'Utri, o i pezzi di Nicholas Farrell, che i "comunisti mangiavano davvero i bambini". Non bastavano le prostitute finiane immaginarie, i cellulari dei Pm con le suonerie di Ballarò, i cagnolini uccisi per tasse non pagate ma che non era vero. I giornalisti di Libero, come mi segnala Giovanni, sono riusciti a mettere le mani s'un fenomeno che ha dell'incredibile, tipo cerchi nel grano: le lenzuolate fotti-Google. "L'ultima furbata napoletana", per poter coprire gli abusi edilizi presenti sul territorio. Sapete, un tizio ha raccontato a Matteo Mion una storiella - Matteo Mion è l'autore dell'articolo - e Direttor Belpietro ha deciso di pubblicarla. Per carità, tutto può essere (...), ma per ora nessuna prova, nessuna immagine, niente di niente ... solo questo pezzo - pieno zeppo di delirio e pregiudizio - che entra di diritto nella storia del giornalismo.
Altro che ammuina, pizza e munnezza. Ho sempre patito un complesso d'inferiorità nei confronti dei napoletani. Al cospetto di costoro ci si sente un po' goffi e ingenuotti. Ne sanno sempre una pagina più del libro e hanno una rapidità di esecuzione cerebrale mica da ridere ... La fantasia di questi signori per aggirare la legge non ha eguali al mondo: sotto il Vesuvio potrebbe nascere il franchising della furbata.

Vi racconto allora l'ultimo giochino made in Pulcinella che un paio di giorni orsono ho appreso dal direttore di un istituto di credito. Poiché gli organi preposti al controllo delle modifiche degli edifici e alle conseguenti concessioni (condoni o sanatorie che siano) utilizzano il sistema satellitare «google maps» per verificare eventuali abusi, gli amici campani pare abbiano escogitato un nuovo modo per gabbarli. Eccolo: pianterebbero nelle aree verdi dei picchetti e successivamente vi appoggerebbero sopra delle enormi lenzuola che dal satellite appaiono alla stregua di tettoie di edifici realmente presenti sul terreno.

In realtà sotto il vestito niente. Il bluff potrebbe essere smascherato dall'osservatore attento e consapevole della trappola, ma potrebbe anche passare inosservato. In tal caso si proverebbe a far approvare la sanatoria della preesistenza al geometra comunale di turno oppure basterebbe attendere il primo condono et voilà la cubatura è fatta.

Un venetaccio come me non potrebbe mai nemmeno lontanamente concepire una simile pièce artistica: figurarsi un tedesco che dovrebbe digerire gli eurobond per pagare i debiti generati da queste vere o presunte trovate da Totò, Peppino e la malafemmena. Saranno pure stronzi i crucchi, ma provate ad andare a Berlino a raccontargliela la lenzuolata con i picchetti ... La Merkel desidera tenere al guinzaglio tedesco l'Europa tutta, Italia inclusa: sappia che per certe parti del Belpaese non è così semplice ... Noi polentoni ne sappiamo qualcosa e le assicuriamo che, lenzuolate a parte, i conti non ci tornano da un bel po'. Il settentrione ha sempre mandato denari a questi signori, ricevendo in cambio a' pizz' co'a pummarola n'coppa.

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