giovedì 8 dicembre 2011

"Nessuno tocchi la mia Gucci!".


La pacchia è finita. Musichetta triste di sottofondo. Niente scorte e autoblu. Niente aerei di Stato. Imperdibile il pezzo di Lopapa, su Repubblica di oggi:
«Come ci siamo ridotti! Ma cos’è, un aereo a pedali». Il modesto pulmino dell'aeroporto non fa in tempo a lasciare la delegazione di ex ministri, capigruppo, deputati, europarlamentari Pdl ai piedi del vetusto Atr 42 bieliche dell’Air Corsica che Andrea Ronchi sbotta e dà voce al più nero sconforto dei partenti. Niente scorte, zero cortei di autoblu ad accompagnare gli Alfano, Gelmini, Pestigiacomo e Gasparri e Urso e tanti altri fin sotto la scaletta dell'aeromobile. Fino a 25 giorni fa ad attendere il fior fiore della dirigenza berlusconiana in partenza per Marsiglia ci sarebbe stato l'Airbus di Stato, non fosse altro per i ministri in missione.

Proprio quel bell'airbus che il premier Monti due settimane fa ha rifiutato perché troppo grande e dispendioso per spostarsi a Bruxelles. Adesso quell'aeroplanino di linea da 34 posti, per di più a eliche e vistosamente con migliaia di ore sulla carlinga, beh, ai "popolari" freschi di addio al governo è apparso il contrappasso più atroce. Ai piedi del velivolo, uno stuolo di trolley in pelle di Vuitton e Gucci. «Come? Non possiamo portarli a bordo? Ma sono bagagli a mano» chiede alla hostess dell’Air Corsica l'ex ministra Stefania Prestigiacomo, occhialoni neri e impermeabile chiaro. «Spiace signora, ma a bordo non c'è cappelliera, li ritroverete in pista» rassicura. «Speriamo bene» sibila la deputata siciliana.

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