venerdì 2 dicembre 2011

La Lega ha deciso: chissenefrega dei cittadini.


Roberto Cota è il Presidente della Regione Piemonte. Luca Zaia è il Presidente della Regione Veneto. Dal momento in cui sono stati eletti, non possono più fare i cavolacci propri, non rappresentano più gli interessi del partito, bensì quelli di tutti i cittadini. Di tutti i piemontesi, di tutti i veneti. "Rappresentano la Regione", esige con chiarezza la Costituzione. In questo caso, un totale di quasi 10 milioni di persone, 1/6 dell'intero Paese.

Veniamo al punto: domenica mattina i nostri eroi diserteranno il primo incontro tra Stato e Regioni con Monti alla Presidenza del Consiglio, appuntamento molto atteso, a cui ovviamente parteciperanno tutti i Governatori d'Italia. I due si lagnano che sia stato fissato il 4 dicembre per far loro un dispetto, parlano di "gesto provocatorio, un atto di grave insensibilità istituzionale": per quel giorno, a Vicenza, è prevista la prima seduta del "Parlamento Padano", un organo-farsa inventato da Bossi e dai suoi amici. Dall'ufficio stampa di Monti mi è stato detto, tra un sorriso e l'altro, "ma figuriamoci se abbiamo tempo per queste cose, non scherziamo". Parentesi, giusto per inquadrare il contesto: l'establishment padano si sarebbe dovuto incontrare al Parlamento-Bar-Ristorante "Villa Bonin" di Mario Maistrello, ma qualcuno s'è scordato di prenotare, ed il locandiere, su tutte le furie, ha intimato loro di stare alla larga. Ripiegheranno sulla Fiera di Vicenza.

Insomma, i Governatori di due Regioni del calibro di Veneto e Piemonte hanno deciso: domenica rinunceranno a difendere gli interessi dei cittadini delle rispettive Regioni - come prevede la Costituzione - preferendo privilegiare quelli della Lega, tra cornamuse, inni secessionisti e fiumi di vin brulé. Fate voi.