martedì 17 gennaio 2012

Davvero.

Oggi si trova in carcere, e rischia una quindicina d'anni. Ma torniamo al 2010: Francesco Schettino, il comandante della Concordia, viene intervistato dal quotidiano ceco «Dnes». Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate in quella occasione, due anni prima la tragedia del Giglio.
Non vorrei mai trovarmi nel ruolo del comandante del Titanic, obbligato a navigare nell'oceano tra gli iceberg, anche se oggi è più sicuro navigare grazie ai progressi fatti nel campo delle attrezzature e grazie a Internet.

Fortunatamente la gente dimentica presto le tragedie. È come per le catastrofi aeree. La gente pensa che a loro non potrà accadere.

Questa è una vita di sacrifici, ma l'importante è che la mia famiglia sia felice. Mi piace rendere le persone felici.

Oggi tutto è più sicuro grazie a una navigazione più facile e attrezzature sofisticate e grazie a Internet, se qualcuno commette un errore, non sarà più fatale perché siamo meglio preparati ad affrontare le possibili complicazioni.

Ogni momento a bordo della nave è importante per me ma non sono mai stato in una situazione pericolosa, o in una situazione che non sono riuscito a fronteggiare. Penso che questo sia dovuto al fatto che mi preparo ogni giorno del viaggio. Devo essere costantemente vigile

Sulla nave deve regnare una disciplina quasi militare. Se si crea una situazione difficile, il comandante dovrà avere tutto sotto controllo. Ed esser là dove necessario.

Mi piace il momento in cui accade qualche cosa di imprevedibile, quando si deraglia dalla procedura standard. È una sfida da affrontare.

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