giovedì 26 gennaio 2012

Fango padano.


Davide Boni, Lega Nord, Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, ieri sera alla Zanzara:
Abbiamo regalato a tutti i consiglieri un iPad, 50 mila euro di spesa, si risparmia moltissimo, niente più rassegna stampa cartacea e tanto altro. Lo hanno accettato tutti, tranne uno dell'Idv, il consigliere Sola, perché voleva che anche le applicazioni fossero gratis. Mi ha mandato una lettera e ce lo ha rispedito indietro, e noi glielo abbiamo rispedito di nuovo indietro e se l'è tenuto.
Segnalo tale dichiarazione su twitter, il Senatore Idv Pedica la legge e mi chiede di confermare la cosa - "è vero?" ...


Sì è vero, conferma anche Cruciani, il conduttore della trasmissione, e allora ecco l'entrata in scena del diretto interessato, il Consigliere Gabriele Sola, che legge il tweet ed interviene, sia su twitter ...


... che su facebook:

"Scopro che il presidente del consiglio regionale, il legaiolo Boni, ha raccontato a "La Zanzara" che io avrei rifiutato l'iPad gentilmente offerto ai consiglieri regionali perché volevo anche l'app gratis... Alfiere della casta e falsario: domani ci divertiremo! ' Notte a tutti"...
Il Presidente leghista Boni a questo punto replica su twitter, roba di stamattina:


Il Consigliere Sola si mette al lavoro, e nell'attesa di calare l'asso, si diverte su twitter:


Ed è di pochi minuti fa il post del consigliere Idv che smaschera la calunnia del leghista Boni. Pubblica in rete la lettera con cui a novembre rifiutò l'iPad (clicca per ingrandire) ...


Dice che lui l'iPad non se l'è tenuto e chiude la faccenda con un comunicato stampa appena diffuso, altroché "lo ha rifiutato perché voleva anche le app gratis" ... (clicca per ingrandire)
Gabriele Sola (IdV) risponde al presidente del Consiglio regionale: "Orgoglioso di aver rifiutato l’iPad inutile, regalato ai consiglieri con 50 mila euro dei lombardi. Davide Boni usa tecniche da falsario: diffama e mistifica pur di difendere la 'sua' casta".

Copio qui il gran finale:
[...] L'atteggiamento di Boni conferma, piuttosto, che la guerra della Lega verso chi combatte per una politica più responsabile e meno spendacciona contempla l’utilizzo della tecnica più odiosa: la diffamazione. Un esercizio in cui, evidentemente, gli esponenti del Carroccio hanno acquisito una particolare dimestichezza. Tutelerò il mio buon nome e la mia reputazione nelle sedi competenti. Quanto alle ironie accennate in radio sul mio cognome, caro Boni: molto meglio Sola di nome che sola di fatto!