giovedì 19 gennaio 2012

La terra dei cachi.


Dal 1994 ad oggi i partiti italiani si sono intascati una cifra che supera i 2,7 miliardi di euro - 5 mila miliardi di vecchie lire - entrate cresciute del 1.110% dal 1999 al 2008. Due virgola sette miliardi di euro, a fronte di una spesa che si aggira sui 600 milioni. In pratica spendono 100, incassano 500, anno dopo anno, e meno male che il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito nel 1993, grazie allo schiacciante "basta!" referendario degli italiani. Ad ogni cittadino i partiti costano 3,38 euro, più degli spagnoli (2,58), e più del doppio di Germania (1,61) e Francia (1,25) ...

Spendono 100, incassano 500, soldi nostri, e parliamo di cifre enormi. Ma se c'è da pagare le multe per i manifesti abusivi, ecco che rispunta un altro bel condono, e la questione è risolta. Proprio ora, che i cittadini sono chiamati a sacrifici mai visti prima. Proprio ora, che quel denaro farebbe così comodo. Il sesto condono in 10 anni, per evitare di versare nelle casse dello Stato la somma monstre di oltre 100 milioni di euro, pagando invece un ridicolo nonnulla, 1.000 euro per ogni provincia interessata, per ogni anno anno contestato. L'emendamento porta la firma di Pdl e Pd, sul punto la convergenza è totale - per ora solo i Radicali annunciano battaglia - e presto tutto questo potrebbe finire in Gazzetta Ufficiale. Dal 1996 ad oggi i partiti si sono condonati più di 1 miliardo e 300 milioni di euro, una vergogna civile, politica, finanziaria, che lede diritti e dignità di cittadini onesti e di quei partiti che vogliono fare le cose per bene, e che vedono soffocare la loro azione sotto strati e strati di illegalità. Abusiva.