giovedì 1 marzo 2012

Comunicati stampa. Davvero.


Poi si lamentano per il "clima antipolitico" ...

1) 28 febbraio, comunicato stampa di Alfonso Luigi Marra:
Va chiarito, soprattutto nell’interesse di FermiamoLeBanche, che il rapporto tra Sara e me, consolidatosi da quando vive a casa mia, ha causato una violentissima reazione del cuore del sistema mediatico, oltre che dell’entourage di Sara. Una reazione, che proprio io ho vanificato, dapprima accompagnata da minacce di annientamento mediatico, ma poi culminata, in una clinica, nel tentativo di praticare a Sara una siringa di Aldol per quindi ricoverarla facendola apparire esaurita. (...)

Si teme in sostanza che Sara, ‘contaminata’ dalla propensione sentimentale ed intellettuale nei miei confronti, divenga il cavallo di Troia delle mie tesi nella cittadella del regime. Quanto all’evoluzione del nostro rapporto, il futuro è nelle mani degli dei, ma di certo contribuirà alla sconfitta del signoraggio.
2) 29 febbraio, comunciato stampa di Domenico Scilipoti:
Non ho mai offerto candidature a Sara Tommasi ne' a nessun altro. L' MRN e' un movimento giovane che deve ancora radicarsi sul territorio, e' prematuro in questa fase parlare di candidature: c' e' ancora molto lavoro da fare'.
3) 1° marzo, comunciato stampa di Sara Tommasi:
Scilipoti mente circa la mia candidatura. La notoriamente non vera affermazione di Scilipoti secondo la quale non mi avrebbe offerto alcuna candidatura è smentita da una serie di sue dichiarazioni pubbliche. È invece vero che ho sempre saputo che gli obiettivi politici di Scilipoti si riducono, al limite, alla sua di rielezione, e che, avesse mai da offrire ad altri candidature vittoriose, lo farebbe a condizioni fuori dalla mia portata.

È inoltre ovvio che lo scontro sul signoraggio, al quale mi sto sforzando di concorrere con ogni mezzo a fianco di Gino Marra, è violentissimo, difficilissimo e articolatissimo, e questa lotta è guidata da Marra attraverso quei suoi scritti con i quali ha messo in condizione di parlarne, sia pure a stento, anche un politico come Scilipoti. Una lotta che, oltre a richiedere uno stadio della consapevolezza giuridica e politica lontane da quelle di Scilipoti, richiede il coraggio, il senso dell’equilibrio, dell’onore e della dignità di un vero cavaliere, non di uno stalliere o di un giullare sempre pronto a trattare la propria resa per un piatto di lenticchie.
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