lunedì 9 aprile 2012

Le confessioni dell'autista di Renzo Bossi: "Sì, ero il bancomat del Trota".


Tutto vero eh ... 

(ANSA) - ROMA, 9 APR - "Non ce la faccio più, non voglio continuare a passare soldi al figlio di Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca. Adesso basta, sono una persona onesta, a questo gioco non ci voglio più stare". Lo dichiara al settimanale Oggi (in edicola domani) Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Bossi Jr. che ha documentato le sue affermazioni con una serie di video ...
"Ogni volta che avevo bisogno di soldi potevo andare direttamente all'ufficio cassa alla sede della Lega, in via Bellerio, firmare un  documento che non prevedeva giustificazioni particolari e ritirare ogni volta un massimo di 1.000 euro. Anche più volte al mese ... Il fatto è che questo denaro mi veniva dato come corrispettivo degli scontrini e delle ricevute che presentavo. E tra queste ricevute molte mi erano state date da Renzo per coprire sue spese personali: poteva essere la farmacia, ristoranti, la benzina per la sua auto, spese varie, cose così. Insomma, quando avevo finito la scorta di denaro andavo in cassa, firmavo e ritiravo.

La situazione stava diventando preoccupante e ho cominciato a chiedermi se davvero potevo usare il denaro della Lega per le spese personali di Renzo Bossi. L'ho fatto presente a Belsito, spiegandogli che avevo pensato addirittura di dimettermi. Lui non mi ha dato nessuna spiegazione chiara. Ho cominciato ad avere paura di poter essere coinvolto in conti e in faccende che non mi riguardavano, addirittura di sperpero di denaro pubblico, dal momento che i soldi che prelevavo erano quelli che ritengo fossero ufficialmente destinati al partito per fare politica. Soldi pubblici. Certamente, almeno credo, non spendibili per accontentare le spese personali di Renzo Bossi"
 

[Qui gli altri 3 video, fonte: Oggi]