mercoledì 13 giugno 2012

E io non pago!


Riportiamo uno degli episodi contenuti nel nuovo libro di Lanfranco Palazzolo, "E io non pago! Onorevoli che violano il codice della strada", e che grazie all'immunità parlamentare riescono a farla franca. Ma non in questo caso. Il futuro Presidente della Camera che battaglia in aula in difesa di un collega del Fronte, il futuro Sindaco di Roma alla guida di una Renault 5, che più pericolo pubblico non si può.


Senza immunità e senza patente.

Giovanni Alemanno detto Gianni (Fronte della Gioventù)
(Interrogazione parlamentare) 26 novembre 1984
Nel 1984 Gianfranco Fini è il segretario nazionale del Fronte della Gioventù, l’organizzazione dei giovani del Movimento sociale italiano. Il collega del Fdg Gianni Alemanno ricopre l’incarico di segretario provinciale romano del Fdg. I due sono su due fronti diversi all’interno del partito: il primo, eletto deputato per la prima volta nel 1983, è un seguace di Giorgio Almirante; mentre il secondo appartiene alla corrente di Pino Rauti. Nonostante i due si trovino su posizioni opposte, tra Fini ed Alemanno non manca lo spirito cameratesco, come si addice a due giovani che si richiamano ad “antichi valori”. Questa interrogazione a risposta scritta presentata dall’onorevole Fini, che si propone di fare giustizia del fermo di Gianni Alemanno, si trasforma, grazie alla risposta del futuro Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, in una sorta di boomerang per il giovane e inesperto leader dei giovani missini della provincia di Roma.

Interrogazione a risposta scritta dell’onorevole Gianfranco Fini (Msi) al ministro dell’Interno
Il giorno 6 luglio 1984, a seguito di un’infrazione al Codice della strada, il segretario provinciale del Fronte della gioventù di Roma signor Giovanni Alemanno è stato fermato, in compagnia di un amico da un’auto “civetta” della polizia; due agenti, qualificatisi come appartenenti alla DIGOS, accertato l’incarico politico del signor Alemanno, hanno condotto il predetto e l’amico, che casualmente si trovava in sua compagnia, presso gli uffici della Questura centrale; ivi giunti, veniva loro contestato il sequestro dell’autovettura, che la stessa veniva accuratamente perquisita, che tutto il materiale documentale veniva fotocopiato e che un agente giungeva al punto di contestare ai fermati uno scritto in un’agenda trovata nell’autovettura – se si ritiene che: la procedura seguita rientri nella normale contestazione di infrazioni al Codice della strada; il tentativo messo in atto dagli agenti della DIGOS nell’occasione, ad individuare gli iscritti ad una organizzazione ufficialmente costituita quale è il Fronte della gioventù, sia compatibile con il rispetto del dettato costituzionale e delle vigenti norme di legge. (4-04862)

Risposta – Alle ore 13 circa del 6 luglio 1984, in via dei Pianellari, personale della DIGOS della Questura di Roma fermava per un controllo un’autovettura che procedeva in senso contrario a quello di marcia. A bordo del mezzo – una Renault 5 targata LE 255129 - si trovavano due giovani, Giovanni Alemanno, alla guida, e Maurizio Mastellone. Alla richiesta di documenti l’Alemanno esibiva una fotocopia della patente di guida, asserendo di averne smarrito l’originale. Dagli accertamenti esperiti via radio risultava invece che la patente gli era stata sequestrata il 31 dicembre del 1981 e trasmessa alla competente autorità giudiziaria, a seguito di indagini relative a un fatto criminoso. I due giovani venivano, quindi, accompagnati presso gli uffici della questura. All’Alemanno veniva contestata l’infrazione di cui all’articolo 80 del Codice della strada e gli veniva sequestrata l’autovettura, posta a disposizione dell’autorità giudiziaria, alla quale è stato inviato un regolare rapporto.

Il Ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro