venerdì 6 luglio 2012

Risalga a bordo, cazzo.


Tragendia Costa Concordia, 32 morti, aspettando il processo il Comandante Francesco Schettino torna libero, revocati gli arresti domiciliari. A sei mesi dalla tragedia, ecco però spuntare il memoriale che Schettino ha inviato al proprio avvocato. Ne riportiamo alcune parti.
«È stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta (...) Nessuno, fino a quel momento, mi aveva avvisato che avevamo superato il punto di accostata fissato sulla rotta. Per fortuna ho visto della schiumetta bianca sulla mia sinistra. È stato un segno che mi ha fatto dare ordine di virare a dritta, per puro istinto (...) in quel momento una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un'ecatombe (...)
Subito dopo l'incidente, avrei potuto affermare: "Ma dove mi avete fatto sbattere? Cosa mi avete fatto combinare?". Ma non sono un codardo, in quel momento bisognava essere lucidi, la priorità non era individuare i colpevoli, ma agire, senza perdere la calma (...) La scelta definitiva che oserei definire solenne (è stata quella) di portare la nave su un basso fondale, per evitare che affondasse (...) Ho creato le condizioni ottimali per salvare tutti».