lunedì 20 agosto 2012

Qualcosa non torna.

Gustavo Zagrebelsky, "Principi e voti", 2005:
L’accusa più pesante, infamante e delegittimante che può rivolgersi a una Corte costituzionale, come in genere a ogni soggetto chiamato a svolgere compiti neutrali di garanzia nell’interesse di tutti, è di agire o avere agito politicamente; accusa molto più grave di quella di sbagliare o di avere sbagliato nel decidere.
Marco Travaglio, 14 agosto 2012:
Mentre noi comuni mortali, per contestare una sentenza sgradita, non abbiamo altra arma che impugnarla in appello e in Cassazione, lorsignori (Napolitano, Monti, il potere, etc., ndr) si rivolgono direttamente alla Corte costituzionale, cioè a giudici nominati dalla politica: oseranno mai dare torto al Presidente e al Governo, innescando gravi “scontri istituzionali”? 
Sia chiaro, questo post rappresenta solo un piccolo spunto, in una vicenda enorme, complessa, in cui fatico a schierarmi. Ma da queste parole potremmo dedurre che Zagrebelsky, Presidente emerito di Corte Costituzionale, ha appena firmato l'appello di un giornalista che ha "gravemente, pensantemente infamato e delegittimato" la Corte Costituzionale di questo paese, dopo averla giustamente difesa per anni, con B. al potere.