lunedì 22 ottobre 2012

"Quel Ponte non s'ha da fare! (Ora che ho comprato casa lì sotto)"


Giampiero D'Alia, Senatore Udc, dal 2003 al 2008:
«Il Ponte sullo Stretto, mentre costituisce l'elemento di saldatura del corridoio infrastrutturale che collega il nord Europa alla Sicilia. Si ritiene che la stessa attività di costruzione del ponte costituirà per Messina una importante occasione che la città, ricca di risorse umane ben preparate, non si lascerà sfuggire».

«Prodi vuole fermare la costruzione del Ponte? Questa scelta condanna i territori interessati a una situazione di disagio, di disarticolazione di carattere economico, sociale e ambientale ... Demolisce senza costruire. Sbagliato sottrarre le risorse finanziarie necessarie alla società Stretto di Messina, stornandole per realizzare non meglio identificate opere infrastrutturali di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in Calabria».

«Il Ponte sullo Stretto non ha valore solo per la Sicilia e per la Calabria, ma, come riconosciuto anche in sede europea, ha una rilevanza strategica per tutto l’asse dei trasporti dell'Unione».
"Nel 2009, oplà, la svolta". Il Ponte sullo Stretto non s'ha più da fare. Come mai? Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera, la butta lì ... [qui la risposta di D'Alia]
Nel 2009, oplà, la svolta. Il senatore e la moglie avviano l'acquisto della villa a Torre Faro. Bella casa, posto splendido, tre piani, 476 metri quadri catastali, giardino abbastanza grande per ospitare una piscina. Ma soprattutto ottimo prezzo: 220 mila euro. Un affarone. Dovuto al fatto che proprio in quel luogo stanno per cominciare di lì a qualche mese i carotaggi preliminari per costruire uno dei due piloni che devono reggere il ponte sul versante messinese. Due bestioni enormi con una spropositata base rettangolare di 12 metri per 20 e alti 399.
E proprio in quelle settimane, cambia tutto: da lì in poi il senatore D'Alia diventa più anti-Ponte di certi circoli trotzkisti della periferia messinese. Posizioni condivisibili, per carità, però ...
«Parlare del ponte oggi è pura follia. In un momento come questo non è serio parlare di questa grande opera, che peraltro non ha perfezionato il suo iter progettuale, non è finanziata integralmente e che soprattutto dovrebbe sorgere in un contesto ambientale degradato come quello siciliano e calabrese. Sarebbe come affondare un coltello in un panetto di burro».

«Le dichiarazioni di Brunetta sul ponte di Messina rasentano il surreale. Non ci sono soldi, non c'è un vero progetto, non sarà apposta nessuna pietra. Siamo di fronte all'ennesimo annuncio d'un governo allo sbando. Il Ponte è come il taglio dell'Irap, è un flop mascherato da bugia».

«Continuare a parlare di Ponte sullo Stretto è solo una follia di fronte a una città che cade a pezzi giorno. Anche il sindaco e il comune di Messina non possono sacrificare la sicurezza del nostro territorio, ignorando il fenomeno del dissesto idrogeologico, in nome di un'opera inutile come il Ponte di Messina, che non vedrà mai la luce».

«Viste le risposte del tutto insoddisfacenti del governo chiederemo con gli altri capigruppo di opposizione, un'inchiesta parlamentare sui lavori del Ponte».

«Alle prime piogge ci ritroviamo sempre e comunque in stato d'emergenza. Mentre le persone devono lasciare le loro case, il governo fa orecchio da mercante e pensa solo al Ponte sullo Stretto».

«La passerella messinese fatta dal governo oggi è offensiva per i messinesi e per tutti i meridionali. Dopo la finta apertura dei cantieri il 23 dicembre scorso in Calabria, assistiamo oggi all'ennesima stucchevole parata ...».

«Il Ponte sullo Stretto è un'illusione pericolosa per il Sud e per la Sicilia. Immobilizza risorse senza che l'opera si possa fare e alimenta un circuito torbido di affari come quelli delle polizze fidejussorie fasulle ...».

«La costruzione del ponte è diventata solo la gallina dalle uova d'oro per alcuni gruppi imprenditoriali del nord Italia i quali, in tempi di crisi, sono ansiosi di guadagnarsi le penali che scatteranno in caso di mancata realizzazione della mega opera».

«La società Ponte sullo Stretto va sciolta».

«A questo punto sarebbe opportuna un'inchiesta parlamentare sul ponte, per aiutare il governo a decidere definitivamente su una questione che è ormai chiusa. È chiaro che l'infrastruttura non si costruirà, come è altrettanto chiaro che non serve affatto al territorio e tantomeno allo sviluppo dell'area integrata tra Messina e Reggio Calabria ...».

«Chissà per quanto tempo ancora saremo costretti a dover sopportare bugie e falsità sulla realizzazione del Ponte!».