sabato 20 ottobre 2012

Sempre avanti


Non è semplice datare questo fenomenale reperto analogico, archeologia politica, trash da esaltare con carbonio 14. Ma dovremmo essere attorno al 1997, '99 al massimo. Ringrazio "Le Introvabili" per la segnalazione: in tempi di "Lega 2.0" (...) beh, tanta roba. Stiamo parlando di una musicassetta fornita in allegato con il quotidiano "La Padania", Giuseppe Verdi che tira la intro a Sergio Borsato, già definito "il Guccini della Lega Nord". Sono passati 15 anni, ma il testo è incredibilmente attuale, a tratti autobiografico, illuminante, tra potenti, tricolori, troie e leccapiedi, ecco a voi "Sempre avanti". Sì, è tutto finito.


SEMPRE AVANTI (Testo)
Quanti uomini in fila questa sera,
quante bandiere rosse nella piazza.
Baciano il tricolore mangiando i sassi
intellettuali troie e leccapiedi
.
Ma se li guardi bene sono il nulla,
in fila vedi solo dei fantocci,
mentre il burattinaio di palazzo
se li trasporta tutti in un teatrino.
Stanno rispolverando le mitraglie,
e rivedremo qui la stella rossa.

Sempre avanti.

E il grande vecchio dopo averli usati,
per divertire i nobili di corte,
li getterà nel fuco, e belli ardenti
li scalderà nel culo dei potenti ah ah.
Lacrime e sangue insieme nella piazza
sacrificati per la stella rossa,
bruciano tra il sorriso dei boiardi
figli d'Italia, son carboni ardenti.
Qui c'è qualcuno che vi ha tradito:
mai camminare a fianco del bandito.

Sempre avanti.

Qui c'è qualcuno che vi ha tradito:
mai camminare a fianco del bandito.

Sempre avanti.

Dal mare torna la balena bianca,
prende la via del porto delle nebbie,
e il monsignore spera non si areni,
traccia la rotta con il tricolore ah ah.
E gli hanno calpestato gli ideali,
del ciel non resta ormai che poco o niente,
l'Oscar della bugia vi ha fatto fessi:
di rosso ormai gli resta solo il culo
.
Così vi sveglierete dal torpore,
e tra le mani polvere e utopia.

Sempre avanti

Quanti uomini in fila questa sera,
poche bandiere rosse nella piazza.
Bruciano il tricolore sputando i sassi
intellettuali troie e leccapiedi.
E se li guardi bene fanno pena:
sono schierati in fila nella piazza.
Mentre il burattinaio di palazzo
già sta scappando con il suo bottino.
E così mangeranno le mitraglie,
oppure i resti della stella rossa.

Sempre avanti.