giovedì 15 novembre 2012

Diversamente figli

La figlia di Beppe Grillo viene fermata ad un posto di blocco, e trovata con 0,46 grammi di cocaina. Una notizia. Da non strumentalizzare. Da non utilizzare contro il Movimento 5 Stelle. Da non scagliare contro Grillo. Ma una notizia da dare. Ci sono quotidiani che sembrano non aspettare altro, come Libero ed Il Giornale, altri che si limitano al rilancio di un'agenzia, in minuscoli trafiletti. Il Fatto Quotidiano la trascina sul fondo di pagina 8, il tono polemico, titolo: "Sbatti il Grillo in prima pagina". 


La faccenda viene derubricata ad "uno dei tanti episodi che succedono ogni sera, soprattutto in Riviera Romagnola". "Nulla che i stessi poliziotti giudichino grave". Poi l'attacco ai "grandi gruppi editoriali", colpevoli di aver rilanciato la notizia "solo perché è la figlia di Beppe". Ovvietà assoluta. Ma se la stessa cosa fosse successa al figlio di un altro leader politico? Alla prole di Berlusconi, all'erede di La Russa, ad uno dei D'Alema, o alla famiglia di Bersani. Il trattamento sarebbe stato lo stesso? Ho i miei dubbi. Ma per curiosità sono andato a rivedermi cosa scrissero i giornalisti del Fatto solamente un mese fa, in merito al "saluto romano" postato su facebook dal figlio di Alemanno, il 17enne Manfredi. Casi diversi, e tono agli antipodi. "Saluti romani: il figlio di Alemanno, chi sennò". In un attimo si passa dalle responsabilità del figlio a quelle del sindaco di Roma, tirando in ballo violenze e nuovi estremismi. Fatti che ovviamente mi disgustano, e che ho sempre condannato. Ma in questo post parliamo d'altro. Giudicate voi stessi. Sempre per quella storia della coerenza.


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