sabato 10 novembre 2012

"Siamo come storpi che attendono Lourdes"


In Parlamento è panico. Tsunami di paura, e rassegnazione. Esodati della politica. C'è chi recita "le novene" per non finire indagato, c'è chi attende un segno da Berlusconi, "come uno storpio attende il pellegrinaggio a Lourdes". Parola di deputato. Presto si va a casa, per molti la pacchia è finita. E ora che si fa? Da uno strepitoso pezzo del Fatto Quotidiano.

Paola Goisis, Lega Nord:
"Finché Bossi è lì e ancora non si è spento (in senso politico naturalmente) spero e resisto ... Roma è una città straordinaria, mi voglio perdere dentro i vicoli".
Gianfranco Rotondi, Pdl:
"Sono superfregato già così. Il mio rilievo politico è ridotto al lumicino, sono un fuscello e basta un soffio a buttarmi giù ... Torno a fare il tecnico laureato. Vinsi un concorso all'università ... Sul presente invece vorrei attardarmi un attimino. Sono anche un suo collega, ho diretto la Discussione, mi piacerebbe riprendere a scrivere".
Francesco Pionati, Popolo e Territorio:
"Torno in Rai ... Aveva stufato anche me, perciò feci il passo in politica. Modestamente ho doti che altri non hanno. Avevo offerto i consigli giusti a Berlusconi per uscire dal pantano ... Ora voglio fare il corrispondente all'estero".
Fabio Evangelisti, Idv:
Farò l'autista di ambulanza. Mi fa schifo il sangue, ma reggerò l'urto ... e basta con gli sputi in faccia, con il timore di essere riconosciuto in treno e vedermi accomunato al malaffare. E basta con gli sguardi, i sospetti, gli intrighi e le urla: non mi vergognerò più finalmente".
Nino Germanà, Pdl:
Sono appena stato eletto in Sicilia. Mi sento rinato, forte, ottimista. Tanto il Parlamento non conta nulla, oggi la Regione è il pilastro del territorio e io sinceramente sento di dare molto a Palermo e ai siciliani, la mia terra ... In effetti un po' mi sono parato il culo. Sapesse gli occhi dei colleghi, e quanta invidia!".
Ugo Sposetti, Pd:
"Ho da sistemare tutta la memoria del Pci. Sono stato l'ultimo segretario amministrativo e quella rappresenta la più grande scuola politica mai esistita".
Luca Bellotti, Pdl:
"Il Dacus oleae è la larva assassina degli ulivi, la combatto da vent'anni come esperto di attrattive sessuali per gli insetti. Per salvare le piante bisogna attrarre tutti i maschi in un solo posto. Dovevo andare all'Agricoltura ma fui dirottato all'ultimo minuto al Lavoro, mi era già accaduto con la giunta Galan nel Veneto: designato assessore all'Agricoltura finii al Bilancio. Andrò via con il cruccio di non aver dato il mio contributo in questo settore che amo".
Antonio Boccuzzi, Pd:
"A giugno sono stato licenziato dalla Thyssen. Se non ritorno qui, mi troverò un altro lavoro in fabbrica, ma non voglio apparire lamentoso. La vita è questa".
Mario Pepe, Pdl:
"Mia moglie non vede l'ora che ritorni a fare il medico a tempo pieno. Mi ha già stirato il camice. Se si vota col Porcellum non ho molte speranze di rimanere qui. Nel Pdl solo uno su cinque ritornerà e i primi posti andranno alla nomenklatura di partito. Ma se dovessero esserci le preferenze me la gioco sul territorio".
Deborah Bergamini, Pdl:
"Per imparare a fare la giornalista mi mantenevo come lavapiatti. Come datori di lavoro ho avuto Bloomberg e Berlusconi, che è stato il migliore. Vorrei tornare a fare la giornalista e non ho paura di andare via dall'Italia un'altra volta. Non ho figli, a differenza delle mie colleghe mamme che vedo più preoccupate di me".
Jole Santelli, Pdl:
"Vorrei girare l'Europa, ma parlo anche un po' di arabo. Ho scoperto che in Cina hanno un diritto civile simile al nostro, potrei anche andare lì".
Giorgio Stracquadanio, Misto:
"Sono sereno, perché quando sono uscito dal Pdl ho messo nel conto di non essere più candidato. Farò il comunicatore o il lobbista o l'analista politico come Stefano Folli. E se in Lombardia dovesse vincere Albertini non escludo che mi chiami per un ruolo. Mi piacerebbe occuparmi delle dismissioni della Regione".
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