lunedì 18 marzo 2013

Ehi Beppe, cosa dicevi sulla libertà dei candidati?

Beppe Grillo, comunicato politico numero 45, 11 agosto 2011:
Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo (...) La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito. I partiti sono morti, organizzazioni del passato, i movimenti sono vivi. Oggi i parlamentari sono soltanto dei peones che schiacciano un pulsante se il capo, che li ha nominati, lo chiede. Non sono nulla, solo pulsante e distintivo. Il M5S vuole far entrare degli uomini e delle donne alla Camera e al Senato che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato.
Il 16 marzo 2013, prima di censurare migliaia di commenti di militanti e lettori discordi con la linea del leader, Grillo si scaglia contro i senatori del Movimento 5 Stelle che hanno deciso di votare Piero Grasso (Pd) - contrapposto a Renato Schifani (Pdl) - come nuovo presidente del Senato. Un post minaccioso, di poche parole, che accusa alcuni neo-eletti di aver votato in maniera diversa da quella prestabilita, e di aver quindi "mentito agli elettori". Un post che invita i Senatori 5 Stelle "a trarne le dovute conseguenze". Il Parlamento, appena insediato. Il primo, vero esame di democrazia rappresentativa, minacciato d'epurazione. La "libertà di coscienza" messa orgogliosamente nero su bianco solo due anni fa, scomparsa.