sabato 4 maggio 2013

"Sono al governo grazie a Berlusconi e Dell'Utri"


Gianfranco Micciché entra nel governo del Paese. Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione. Da poco silurato a Palermo, appena spazzato via da Regione Sicilia, catastrofi elettorali che annullano i risultati di un tempo. Per due volte finisce alla ribalta a causa della cocaina: "ma sono solo un assuntore", disse nel 1988. 

Ma sono molte altre le dichiarazioni che non riusciamo a dimenticare: "Guai a dire che la mafia non c'è più, altrimenti ti ammazzano i giornalisti, gli unici veri mafiosi rimasti... non lo scriva... scherzo, esagero". "Meglio non intitolare l'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, significa che ci si ricorda della mafia", proposito ribadito più volte, negli ultimi anni. "Se per fare gli appalti dovessi aspettare che finisca la criminalità mafiosa allora non partiremmo mai". "Per comprare la casa dove sono oggi, ho ricevuto un prestito da Silvio Berlusconi, non gliel’ho estorto, lui è generoso". "Fare politica è sempre meglio che lavorare!".

Nel giro di pochi mesi scarica gli amici di una vita, Berlusconi e Dell'Utri. A settembre 2012 dichiara: "Mi pento di essere stato con Berlusconi, mi pento dalla mattina alla sera. Non mi pento di altro. Ma ho capito l'errore e me ne sono scappato". Lo sfotte pure: "A 116 anni si ricandida!". Poi la riabilitazione, ci sono le elezioni politiche ed ecco che a gennaio "Grande Sud sostiene Berlusconi", come se nulla fosse. Ora l'incarico di sottosegretario, e l'intervista al Corriere:
"Sono risorto. Grazie al Cavaliere e Dell'Utri".

Chi ringrazia?
«Intanto, Berlusconi. Lo devo a lui, grande stratega, protagonista assoluto di questo governo. Questo è il suo miracolo».

Archiviate sberle e parolacce contro Alfano, Schifani ed altri?
«Sbagliammo tutti, io e loro. Perdendo la Regione Siciliana. L'errore ci fu, anche se non sappiamo se è nato prima l'uovo o la gallina. Errore generale. Ma Berlusconi ha preteso che non se ne facessero più».

«Inaudito», come dice Renzi, insistere sul Cavaliere alla «Convenzione per le riforme»?
«Cos'ha di negativo? Il Cavaliere non è né Dracula né Hitler. Persona capace e generosa, buona e affabile...».

Sono arrivati sms dagli amici che la abbandonarono?
«Forse hanno perduto il numero. Ma c'è chi non lo ha perso».

Chi?
«Voglio ringraziare Raffaele Lombardo che per l'asse Mpa-Grande Sud ha fatto telefonate a Verdini e Berlusconi invocando la mia nomina. Chiesta anche alla consultazione di Letta».

Le ricorderanno che è sotto inchiesta per mafia.
«Non ho paura di ringraziarlo».

E il suo amico Dell'Utri?
«Ha telefonato per i complimenti. Credo che abbia avuto anche lui un peso nelle scelte che ha fatto Berlusconi. Non mi vergogno di dirlo. Deve aver pesato».

Ci saranno polemiche se sul governo Letta pesa l'input di un condannato per mafia.
«Quando scoprirò che è veramente mafioso non lo saluterò. Ma ancora oggi non ci credo».