lunedì 3 giugno 2013

Cioè, Bersani pensava ad uno scherzo

 
Ad aprile un gruppo di "dissidenti" del Movimento 5 Stelle si dice pronto a sostenere un governo Bersani. O almeno, a dargli una bella spintarella, e farlo nascere. E Pierluigi Bersani che fa? Pensa ad uno scherzo telefonico de La Zanzara, Radio24. Avete capito bene. Non aggiungo altro, e pubblico parte del pezzo di Loris Mazzetti, apparso sul Fatto Quotidiano di oggi.
Sulla storia dei clandestini M5S e dei rapporti con il Pd si stanno scrivendo tante leggende. Un contatto tra loro e Bersani si è consumato all’inizio di aprile. Un personaggio serio e credibile come Sonia Alfano da sempre vicina ai clandestini, viene da questi incaricata di portare un messaggio di disponibilità a lasciare il Movimento per creare un gruppo autonomo, a votare la fiducia al Senato a un governo Pd, in cambio della condivisione di alcuni punti del programma e di garanzie di protezione mediatica contro l’inevitabile attacco del duo Grillo-Casaleggio. Contatta Bersani in modo riservato attraverso la Batteria del Viminale. Come il segretario sente il motivo della telefonata interrompe la comunicazione pensando ad uno scherzo del solito Cruciani della Zanzara. La Alfano mi chiama per un aiuto. Informo il portavoce Di Traglia che la telefonata non è uno scherzo e insieme creiamo un nuovo contatto tra i due, che si parlano più volte. Bersani, che non ha mai voluto un governo con Berlusconi, manda un suo stretto collaboratore, il senatore Miguel Gotor, in Sicilia per un incontro. Ma non se ne fa niente (...).

Gotor: "A mio avviso l'operazione non andò in porto perché bisognava attendere l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Fu tenuta riservata, certo. Si riteneva di poterla rilanciare dopo l’elezione del Capo dello Stato. Ma quella partita finì come sappiamo".
"L'operazione non andò in porto anche a causa del tergiversare di Bersani, che preferì aspettare l'elezione del presidente della Repubblica", conferma Mazzetti a Radio24.