giovedì 4 luglio 2013

"Ci ascoltiamo tanto, e non ci pagano un cazzo"

Sono i 35 saggi. Hanno il compito di tracciare la road map delle riforme istituzionali di questo Paese. Si ritrovano il lunedì. Su quello che succede in quelle riunioni, si sa poco e nulla. Ma Tommaso Labate del Corriere della Sera ed Alino Milan di Radio24 sono riusciti a strappare loro alcune dichiarazioni. Sapete, si ascoltano tanto.
«Ad agosto andremo un po’ in vacanza anche noi, come tutti... Ma lei vuole sapere che cosa succede alle riunioni dei Saggi? Vuole sapere se sono riunioni inutili?».

«In queste nostre riunioni sta accadendo qualcosa di molto importante. Un qualcosa che, almeno a me, sta dando una sensazione umana bellissima. Sta succedendo che noi tutti si sta costruendo un linguaggio comune. La parola magica è ascolto. Io ascolto Onida, Onida ascolta me, io e lui ascoltiamo il professor Mirabelli, tutti noi ascoltiamo la bravissima collega Carlassare...».

«Ci ascoltiamo a vicenda e discutiamo. Anche per ore. E non c’è nulla di più bello. Pensi che ci siamo dati la regola di non scrivere, per ora, documenti. Ascoltiamo...».

«Di un argomento singolo ciascuno espone le proprie idee. Così abbiamo la possibilità di verificare eventuali punti di criticità. E quando uno si trova di fronte alla bellezza di un confronto così, io, per esempio, dico “evviva”».

«Io mi meraviglio della meraviglia delle persone che si chiedono che cosa facciamo. Noi pensiamo. Il pensiero è un'attività libera. Pensiamo! E' legittimo pensare o no? E siccome non siamo retribuiti possiamo pensare gratuitamente o no? Noi non prendiamo lo stipendio, soltanto un rimborso del cazzo».
(via Corriere e 24mattino)