mercoledì 3 luglio 2013

Scusa Daniela, che dicevi?


Nano. Ladro. Padrone. Bugiardo. Dittatore da Repubblica delle Banane. Pericolo per la democrazia. Uno che con i suoi soldi prova a "comprare deputati e senatori". Uno che umilia le donne, perché le vede come manichini, o "solo in posizione orizzontale"... Ehi, ma chi è che parla? Beppe Grillo, magari da una tappa dello "Tsunami tour"? Il cognato della Boccassini? Una femminista vicina agli ambienti di Micromega? No, Daniela Santanché. La "pitonessa" di Arcore, la pasionaria numero 1, proprio lei, candidata unica del Pdl alla vicepresidenza della Camera. Lei, che sta rifondando Forza Italia, assieme ad un certo Silvio Berlusconi. Ma nella campagna elettorale 2008....

Numeri al lotto, 29 febbraio 2008:
"Noi a differenza di Berlusconi non diamo i numeri al lotto. Il suo programma è inattuabile, non si può prendere in giro i giovani. Noi de "La Destra" invece vi diciamo le cose vere".
Promesse inutili, 29 febbraio 2008:
"Berlusconi si astenga dal fare promesse inutili e cominci a pensare ai veri problemi delle famiglie italiane".
Non mi compri, 1 marzo 2008:
"Credo che Silvio Berlusconi gradirebbe molto avermi con lui. Il problema è che io non sono in vendita. Non tutto si può comprare. E tantomeno Daniela Santanché".
Come Putin, 2 marzo 2008:
"Silvio la pianti di fare il Putin di Arcore! Non gli permetteremo di fare nessun intrigo coi comunisti".
Le donne del capo, 13 marzo 2008:
"Le precarie dovrebbero sposare un miliardario? Capisco che per Silvio Berlusconi esistano le donne del capo, ma per la Destra queste donne non ci sono. Quella battuta è offensiva e mi auguro che le donne italiane non vogliano sposare un miliardario, ma che vogliano impegnarsi per riuscire indipendentemente dall'uomo. Esorto le donne a non essere strumenti degli uomini".
Il padrone, 13 marzo 2008:
"Fini ha tradito. Lui è il valletto di Berlusconi. Perché Berlusconi quello che sa fare meglio è il padrone".
Balle, 16 marzo 2008:
"Anziché le solite balle sul voto utile e sui sondaggi, Berlusconi dica agli italiani qual è la sua posizione sulle drammatiche vicende del Tibet e sull'auspicabile boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino".
Il nanetto, 17 marzo 2008:
"Berlusconi? Nanetto; Veltroni? Finto; Bertinotti? Coerente; Casini? Democristiano. Io? Giusta".
Cose che B. non può fare, 20 marzo 2008:
"Vorrei che Berlusconi applicasse come principio il nostro credo: poter guardare gli italiani negli occhi".
Il canto delle sirene, 21 marzo 2008:
"Io farò una grande battaglia per le donne italiane, e dico loro: non ascoltate il canto delle sirene dei Cavalieri della politica, perché sin quando voterete loro, la vostra vita non migliorerà di un centimetro".
Predellini, 22 marzo 2008:
"Berlusconi ha sempre utilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto d'appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda".
Non ci rispetta, 26 marzo 2008:
"Silvio non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato".
Inciuci, 26 marzo 2008:
"Sono molto preoccupata per il possibile inciucio Pd-Pdl. Non voterei mai la fiducia all'inciucio".
La posizione orizzontale, 29 marzo 2008:
"Care amiche, da donna, a tutte le italiane voglio dire che se c'è un voto inutile, veramente un voto inutile, è quello dato a Silvio Berlusconi. Lui ci vede solo in posizione orizzontale, e mai in verticale".
Crostate a chi?, 29 marzo 2008:
"Proprio l'altro giorno in un convegno ha detto alle donne, 'dovrete cucinare le crostate'... io vorrei dire a Berlusconi di stare attento, perché forse le italiane cucineranno lui".
Manichini, 29 marzo 2008:
"Faccio un appello alle donne: il voto più inutile è quello dato a Silvio, per noi non ha mai fatto nulla. Lui le donne le usa come manichini nelle sue vetrine".
Ceffoni, 7 aprile 2008:
"Caro Silvio, continua così e la vera sberla te la daranno le italiane e gli italiani".
Stantio, 8 aprile 2008:
"È un signore di una certa età. Che non sa più innovare il suo linguaggio. È come l'aratro nell'era di internet, odora di stantio".
Solo chi ruba, 10 aprile 2008:
"Le offese quotidiane di Berlusconi mi inorgogliscono, perché vengono da chi, seduto sui suoi miliardi, non conosce né vergogna, né le esigenze vere e i bisogni degli italiani. Lui ha perso la testa oramai come uomo, come politico e anche come imprenditore, arrivando a disprezzare il lavoro di una imprenditrice che si è fatta da sola, che non ha una barca ed ha invece una sola casa con il mutuo. Solo quello che si ruba si nasconde ed è forse per quello che le sue principali abitazioni sono all’estero. Io, a differenza sua, i soldi non li ho mai sprecati per effetti speciali, come vulcani, terremoti e laghi artificiali. Tutto quello che ruota attorno a lui sa ormai di falso".
E' sempre compravendita, 10 aprile 2008:
"Silvio Berlusconi a noi deputati e senatori uscenti ci ha offerto il posto e dei soldi, ma non siamo in vendita".
Un pericolo per la democrazia, 10 aprile 2008:
"Berlusconi parla delle cariche dello Stato come fossero le sue televisioni e ciò, aggiunto alla vergognosa campagna sul voto utile, è davvero pericoloso e inquietante per la democrazia".
Credibilità, 10 aprile 2008:
"Silvio Berlusconi non è più credibile".
Aveva capito tutto, 10 aprile 2008:
"Silvio scalpita sul Quirinale per l'unico interesse che ha: andarci lui. Berlusconi appartiene a quegli uomini che bisogna tradire, e che poi partono alla riconquista".
Bananas, 10 aprile 2008:
"Berlusconi sta mettendo al centro del dibattito politico l'unico interesse che ha: andare al più presto a fare il presidente della Repubblica. Noi sappiamo bene che la democrazia in questo Paese quante vite umane è costata e vorremmo che chi si candida a premier avesse un po' piu' di rispetto: non cerchiamo dittatori da repubblica delle banane".
L'augurio, 10 aprile 2008:
"Io mi auguro che le donne italiane il 13 e il 14 aprile cucinino Silvio Berlusconi".
Non siamo in vendita!, 11 aprile 2008:
"Totti, come me, non è in vendita ed è per questo che Berlusconi ci attacca: è la sorte che il Cavaliere riserva a tutti quelli troppo indipendenti a partire dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Dal Cavaliere un festival di clamorose bugie per preparare la grande intesa che farà contente le banche, i poteri forti, ma che farà piangere gli italiani".
Gran finale, 9 aprile 2008:
"Silvio Berlusconi è ossessionato da me. Ma tanto non gliela do!".
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