domenica 4 agosto 2013

"La domanda di grazia mi umilia profondamente", Sandro Pertini, 1933

Proprio mentre finisco di leggere l'intervista che l'onorevole Santanché ha rilasciato al Fatto Quotidiano - "l'Italia è una dittatura, un Paese dove si imprigionano gli oppositori politici" - proprio mentre Sandro Bondi evoca il pericolo di "guerra civile" e Brunetta/Schifani minacciano il presidente Napolitano - "vogliamo la grazia, o tutti a casa" - Massimo Molteni mi segnala questa vecchia lettera del "prigioniero politico" Sandro Pertini. Scritta dal carcere di Pianosa.


Stabilimenti Penali di Pianosa
Al Presidente del Tribunale speciale

23 febbraio 1933
"La comunicazione che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore mi umilia profondamente. Non mi associo, quindi, a simile domanda, perchè sento che macchierei la mia fede politica, che più di ogni cosa, della mia stessa vita, mi preme".
Il recluso politico Sandro Pertini.
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