lunedì 28 ottobre 2013

"Basta con lo zoo", dice l'Esercito di Silvio...


Simone Furlan, fondatore e comandante dell'Esercito di Silvio, intervistato oggi dal Corriere della Sera.
Il «comandante dell’esercito» di Silvio viene da un paesino della provincia di Padova, ha 37 anni, un cane (Gigi, il nome) e gestisce un quattro stelle in provincia di Vicenza. Si chiama Simone Furlan e l’altra sera, a Palazzo Grazioli, c’era anche lui insieme ai «fedelissimi» di Berlusconi:

«C’erano Verdini, Capezzone, Gelmini, Brunetta. La Pascale? No, lei no (...) Oggi siamo felicissimi che in campo ci sia sempre Berlusconi: siamo pronti a lottare al suo fianco».

Naturale, siete il suo «Esercito»... Ma quanti siete?
«Sul sito abbiamo circa 130 mila adesioni: persone, ma anche associazioni, movimenti. Poi si può essere soldati semplici o reggimenti...».

Cioè?
«Un soldato partecipa solo alle manifestazioni, il reggimento è un vero gruppo che organizza raduni, manife- stazioni. Ne abbiamo quasi 400, in tutta Italia. E il primo tour lo facemmo su un camper mimetico».

Ma come le è venuto in mente l’Esercito?
«Ero a casa, davanti alla tivù. E, su Canale 5, c’era lo speciale “La Guerra dei vent’anni”, la difesa di Berlusconi sul processo Ruby. Ho pensato che bisognasse fare qualcosa: ho lanciato le adesioni sul sito, in 15 giorni sono arrivate 25 mila iscrizioni». (...)

Esistono anche i «traditori»?
«Sono amareggiato da molti che, se stanno lì, lo devono soltanto alla forza elettorale del presidente e invece non lo stanno difendendo abbastanza: penso ad Alfano, Quagliariello, la Lorenzin, Formigoni. Per le poltrone, si sono dimenticati da dove vengono».

E chi sono, invece, i «buoni»?
«Giancarlo Galan, Sandro Bondi, Daniela Santanchè».

Il partito dei «falchi».
«Noi siamo aquile, voliamo più alto. È il momento di pensare meno allo zoo e di tornare tra la gente».

Prima di Berlusconi, per chi votava?
«Sinceramente? Non me lo ricordo più».