martedì 8 ottobre 2013

Berlusconi, i brogli elettorali, l'esercito: come se nulla fosse



Già da un paio di settimane mi ripromettevo di andare a ripescare il discorso che Silvio Berlusconi ha tenuto il 19 settembre, a Roma, durante l'inaugurazione della nuova sede di Forza Italia. Ed in particolare il minuto in cui, come se nulla fosse, affermava che le elezioni politiche del febbraio 2013 sono state falsate. Non c'è stata nessuna (risicata) vittoria del Pd: senza brogli - questa la tesi del Cav. - il vero trionfatore sarebbe stato il Popolo della Libertà. Ok, ma il Movimento 5 Stelle, che pure gli si è piazzato davanti? Vabbé, uguale, avranno complottato anche loro. E ovviamente non è finita qui.

Dice che la prossima volta, per disinnescare la macchina da truffa elettorale del centrosinistra, sarà costretto a predisporre una sorta di vero e proprio esercito. Elezioni falsate, brogli, trame oscure, esercito di difensori del voto. Ecco, io lo so che in Italia appellarsi alla ragione, o chiedersi cosa accadrebbe in qualsiasi altra democrazia occidentale, si rivelano spesso esercizi inutili, eppure continuo a chiedermi: possibile che un tre volte presidente del Consiglio, uno dei leader dei partiti di maggioranza, uno degli uomini più potenti d'Italia, possa sganciare una bomba del genere, così, senza allegare prova alcuna, senza che nessuno, nei minuti, nelle ore, o nei giorni successivi, gliene chieda minimamente conto?