venerdì 11 ottobre 2013

"Silvio mi faceva i grattini. Poi voleva candidarmi in Regione"


Dal Fatto Quotidiano di oggi, ecco il racconto di Graziana Capone - detta l'Angiolina Jolie di Bari - dinanzi ai magistrati che indagano Gianpi Tarantini e Salvatore Castellaneta per induzione alla prostituzione.
"Bè, sono diversi i motivi per cui una ragazza di 23 anni vuole conoscere Berlusconi. La mia famiglia l’ha sempre idolatrato (...) ritengo che sia un uomo carismatico. E poi per me cantare al compleanno di un Presidente del Consiglio era una cosa prestigiosa (...) Il programma si è svolto così: dopo la partita siamo andati ad Arcore, dove c'è l’università. (...) Ci siamo seduti a tavola che erano l'una. C'è stata una cena con trenta quaranta persone. (...) Siamo rimasti lì fino alle tre e poi la gente andava via, fino a che siamo rimasti veramente pochi. Poi mi allontano per andare in toilette, quando rientro non c’era più nessuno. Sono rimasta io e Berlusconi.

Non abbiamo avuto rapporti sessuali. (...) C'è stata una conversazione affettuosa. (...) Ci sono state delle carezze. (...) Eravamo seduti sul letto. (...) Ma è durato abbastanza poco, perché. Io non ero a mio agio, diciamo così, ci siamo coccolati. (...) Avevo degli slip ed avevo un accappatoio, perché avevo chiesto di fare una doccia, visto che, erano molte ore che ero fuori. (...) Il fatto di non essere riuscita probabilmente ad avere un rapporto sessuale vero con lui in qualche modo ha cambiato la direzione del rapporto.

Avevo capito che mi stava corteggiando (...). Non so, Dottoressa, lei quando viene coccolata che cosa le fanno? A me mi baciano, mi accarezzano, mi toccano i capelli, le orecchie, mi fanno i grattini. Mi disse ‘Alle prossime regionali secondo me puoi fare...’. Credo che durante la cena lui mi aveva detto: ‘Ah, sei brava come cantante, però anche come politico, come giornalista’. Successivamente al nostro incontro lui mi chiese se avessi avuto piacere di inserirmi in un Consiglio regionale o della Puglia o della Calabria. Gli dissi che non mi sentivo pronta a fare questa esperienza.

Berlusconi desiderava (...) avere una relazione sentimentale con me, (...) alla stregua di una fidanzata, ed è per questo motivo che non abbiamo avuto rapporti sessuali quella sera. (...) L'ho frequentato, abbiamo trascorso delle vacanze insieme, siamo stati parecchio tempo insieme. Lui desiderava convivere e io devo ammettere invece che mi sono resa conto che c'era una differenza di età sensibile per la quale non sarebbe stato possibile provare un sentimento che non fosse quello dell’amicizia o della stima. Lui voleva delle cose da me che io non gli potevo dare.

Svolgevo la mia attività di ufficio stampa (...) nel suo studio, era sullo stesso piano, era proprio adiacente la stanza. Lui mi aveva messo lì perché voleva tenermi vicina. Ed ero l'unica a portargli le agenzie la mattina, i giornali, ed ero l’unica a poterlo vedere in deshabillé (...)".