mercoledì 13 novembre 2013

"Champagne? Mettiamolo in conto ai cittadini, io sono fatto così..."


I reati contestati all'assessore alla Cultura dell'Abruzzo Luigi De Fanis (Pdl), sono concussione, truffa aggravata e peculato: i fondi destinati alla cultura - questa l'accusa - venivano utilizzati per spese private (champagne, alberghi, regalie varie). Particolarmente interessante un'intercettazione tra lo stesso De Fanis e la sua segretaria. Perché a lui "piace così", che vuoi farci, "chi nasce signore"...
PESCARA. Alberghi pagati e una bottiglia di champagne: ci sono anche queste spese tra le contestazioni all’assessore regionale Luigi De Fanis e alla sua segretaria Lucia Zingariello, da ieri agli arresti domiciliari. Spese per cui, sottolinea il gip, «occorrerà acquisire la documentazione a riscontro ma il contenuto delle conversazioni telefoniche appare sufficiente al disinvolto uso di denaro pubblico». Qual è? Ecco il testo dell’intercettazione.

De Fanis: «Stiamo al Caffè Torino, ho offerto io una bottiglia di champagne».
Zingariello: «Come al solito tu».
De Fanis: «E che devo fare amore mio? Ora vedo di pagarla con la cosa della Regione: viene 130 euro la bottiglia».
Zingariello: «Beh, pagala con quella della Regione».
De Fanis: «E a me piace fare così».
Zingariello: «Eh».
De Fanis: «Purtroppo chi nasce signore e dispendioso è così».
Zingariello: «Scusa ma pagala con quella dello Regione almeno una volta».
De Fanis: «Io e te io e te passem li guai se stem uniti li frechem tutte quadagnem quindici spendeme vent».
...