venerdì 7 febbraio 2014

L'assenteista Piero Longo mo' vuole il "telelavoro"...



Piero Longo, onorevole della Repubblica e storico avvocato di Silvio Berlusconi, non è nuovo a questo genere di dichiarazioni. Già a settembre disse con grande serenità che lui di andare in Parlamento non ci pensa proprio, che è tutto inutile, che lo stipendio se lo piglia comunque e che non prova il minimo senso di colpa. Con il 96% di voti saltati, è costantemente ai vertici delle classifiche dei parlamentari più assenteisti in assoluto. Ora è tornato all'attacco, e intervistato da "La Zanzara" di Radio 24 ha dichiarato quanto segue.
“Non ci vado perché voglio fare contenti i miei avversari, meno mi vedono più sono contenti. Il mio lavoro da parlamentare lo faccio da casa. Non faccio la bella statuina. Si dovrebbe lavorare da casa, vanno rifatti i regolamenti. Perchè si deve andare fisicamente nelle commissioni quando ci sono le videoconferenze? Nel mondo si firmano contratti privati internazioni in video conferenza, alla Camera e al Senato non si può perché c’è questa cosa della presenza fisica. Bisogna introdurre il telelavoro anche in Parlamento”. (Piero Longo, onorevole di Forza Italia)