domenica 16 marzo 2014

Il Mahatma Silvio

 
In virtù della Legge Severino, la condanna definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset non consentirà a Silvio Berlusconi di candidarsi alle prossime elezioni europee. E allora ecco l'imperdibile appello del direttore Alessandro Sallusti, pubblicato oggi in prima pagina del Giornale, con cui chiede agli italiani di "disobbedire" contro questa "ingiustizia". E lasciare una firma per Silvio.
(...) Chiedere a Berlusconi di ammettere un reato che lui ritiene di non aver commesso è solo l'ultima di una serie di inaudite violenze. Le sentenze si subiscono, non necessariamente si devono accettare. Solo nei regimi autoritari firmi confessioni false ed estorte per mettere fine alle sofferenze tue e dei tuoi cari. Solo in un regime il presidente della Repubblica firma la clemenza non in base a fatti oggettivi e buonsenso ma in cambio di una piena sottomissione all'ingiustizia.

Berlusconi, per fortuna sua e nostra, non è uomo da sottomissioni. E per questo non mi stupisce la sua volontà di volersi comunque candidare alle elezioni europee. Io penso che la sua battaglia debba diventare la nostra perché togliere dalla competizione con una sentenza truffa il leader politico del centrodestra è cosa che non possiamo subire in silenzio. Il mio è un invito a essere tutti complici di una disobbedienza civile, pratica, il più delle volte nobile. Cito Wikipedia: «Negli Usa i diritti civili dei neri, pur concessi sulla carta, sono stati resi effettivi solo dalle campagne di disobbedienza civile di massa degli anni Sessanta. L'emancipazione nazionale indiana non sarebbe stata possibile senza le azioni di disobbedienza civile di Gandhi, che parlava anche di resistenza civile. Lo stesso Gandhi affermava: noi cessiamo di collaborare coi nostri governanti quando le loro azioni ci sembrano ingiuste. Questa è la resistenza passiva. 

(...) Facciamo sentire forte la nostra voce. Ne vale la pena, indipendentemente dal risultato che otterremo. E lo dobbiamo al Presidente per averci permesso di vivere questi vent'anni di libertà, bislacchi e pasticciati fino a che si vuole ma meglio che sudditi di una sinistra mascalzona.
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