lunedì 28 aprile 2014

Razzi: "In Svizzera non facevo le spaghettate con gli uomini... e che siamo ricchioni?"


Il servizio di Raffaella Case sul senatore di Forza Italia Antonio Razzi ha fatto il giro della rete e di tutti i più importanti quotidiani italiani. Il mitologico scatto del matrimonio Razzi, una ciliegina sulla torta da milioni di click. La giornalista di Gente ci ha detto che purtroppo per motivi di spazio ha dovuto lasciar fuori moltissime dichiarazioni interessanti, "avrei materiale per 80 puntate di Crozza". Ma Raffaella Case ha comunque accettato di condividere con noi alcune chicche inedite escluse dall'intervista uscita su Gente della scorsa settimana. Le pubblichiamo, buon divertimento.
Senatore Razzi, il Parlamento è fatto di politici di professione, mentre Lei, doppi turni e turni di notte, viene dalla fabbrica. «Un giorno a "Quinta Colonna" Martinelli dei 5 stelle mi aggredisce: “Razzi tu sei stato graziato da Berlusconi". Io gli ho risposto: “Ma statti zitto tu che non hai mai lavorato un giorno in vita tua. Fammi vedere il certificato di lavoro. Ma hai mai timbrato la cartella tu, eh?". Per pagarmi il biglietto per la Svizzera sono dovuto andare a zappare la terra e raccogliere l'uva un'estate intera. L'ho rivisto la scorsa settimana in un'altra trasmissione Tv ed era tutto buonino: "Buongiorno Antonio, Buonasera Antonio"».

E Barbato, il collega che l'ha ripresa di nascosto e ha registrato le sue, chiamiamole così, confidenze sul vitalizio? «Mi ha fatto fare una figuraccia di merda. E' venuto un giorno, Barbato, e mi ha detto: "Per me sei un fratello, per me sei un amico". E poi zac". (E qui fa un gesto inequivocabile, ndr)

Ha la nomea di voltagabbana. «Sono venuti da me certi giornalistoni dopo, e mi hanno fatto i complimenti: "Bravo Razzi tu hai capito tutto con due anni di anticipo". Io non sono nato politico però l'occhio, ho l'occhio».

Il suo rapporto con Berlusconi: «Per fortuna che non è donna, se no gli facevo la corte. E' intelligentissimo, quando fa i discorsi non è che ti tiene lì, che dopo un po', che vuoi? la gente dorme... No! Lui capisce subito quando le persone si scocciano e dice una barzelletta. Io ci sono stato a una cena elegante, eccome no, alcune volte pure. Mai viste 40 femmine e queste cose qui che dicono i giornalisti. Ah se 5 o 6 anni fa ci fosse stata Francesca Pascale! Si vogliono bene e sono innamorati: se l'avesse avuta prima non succedeva...».

Ha suscitato qualche polemica la sua simpatia per la Corea del Nord: «Guardi io sono un pacificatore, quasi un vero diplomatico, anche perché io riesco a parlare con tutti i parlamentari, anche esteri, su tutti i problemi. Una delle prime volte che ci sono stato ho conosciuto Kim Yong-nam, che è il Presidente, cioè è come fosse il Presidente della Repubblica ed è molto amico di Giorgio Napoletano, perché Napoletano era del PCI e tra comunisti si conoscono tutti. Comunque a una seduta con lui noi avevamo mezz'ora, era tutto programmato, e invece lui ci ha tenuto quasi un'ora e mezza, ha fatto saltare tutti gli altri appuntamenti perché per lui parlare dell'Italia, del cibo, delle belle donne, era il massimo: si sentiva molto contento, molto felice».

Come si trova uno svizzero, ex operaio, a Roma: «Fossi nato in America starebbero lì a farmi i ponti d'oro, un film ci avrebbero fatto sulla mia vita e invece siamo in Italia, niente. Comunque guarda, te lo dico da amico: io sono più stanco adesso di prima. Il cervello mi va in fumo la sera. Mi alzo alle sei del mattino, all'inizio arrivavo in Parlamento alle 8 e tutti i commessi: “Che ci fa qui, Razzi? E' presto!". In commissione dicevano alle 10 e io alle 10 lì stavo, mantengo sempre l'orario, quelli invece venivano quando gli pareva... a parte Berlusconi, che è sempre puntuale. Ma io sono abituato così: mia moglie si incazza sempre. Io alle 6 di mattina sono già in piedi, vado in gabinetto, doccia e colazione, così da una vita. Poi però sapevo divertirmi: dopo il lavoro andavo a ballare fino alle 2 e poi tutti a farci due spaghetti con le donne. Mica con gli uomini! E che siamo ricchioni?».
 (grazie a Raffaella Case e Gente)