sabato 19 luglio 2014

Il cognome della madre? Svegliaaa! È un complotto del Nuovo Ordine Mondiale (il delirio di un'onorevole grillina)


Il delirio di Tiziana Ciprini, deputata del Movimento 5 Stelle, sulla nuova norma che apre all'introduzione del cognome materno.
"Nel caos più totale, nell'inconsapevolezza e nell'ignoranza di quasi tutta l'aula circa il testo che si stava votando (...) è andato in scena il tentativo di annacquare la cultura patriarcale, per sostituirla con un nuovo paradigma non meglio specificato. (...)

La strategia comunitaria mira a una trasformazione veramente profonda della società e c’è da anni una sovrapposizione continua tra i concetti di parità e uguaglianza, che mescola, confonde e porta avanti questioni legittime (quali promozione della parità nella vita lavorativa) e questioni più discutibili, quali il promuovere il cambiamento dei ruoli maschili e femminili.


Secondo questo testo di legge sarà possibile attribuire al nascituro:
a) Il cognome del padre
b) Il cognome della madre
c) Il cognome di entrambi, previo accordo dei genitori sull’ordine da dare.
d) In caso di mancato accordo segue l’attribuzione in ordine alfabetico.

Si intravede un tentativo per indebolire il legame (già precario) del nascituro con la linea maschile e paterna.
Lo psicoterapeuta Claudio Risè, ricordando il significato simbolico e dunque profondo del cognome, ha ribadito che “lo sbiadimento della figura paterna sta generando enormi problemi nelle società occidentali. La principale è la maggiore fragilità dei figli nell’affrontare le sconfitte e dolori della vita”.
Il cognome del padre spesso tramandava ai figli il mestiere dei padri, il saper fare, come preziosa eredità di appartenenza a un ruolo sociale.

Ho il fondato sospetto che l’Ue stia sfruttando da anni la propaganda di genere non già per elevare la condizione della donna, ma per abbassare quella dell’uomo comune, per demolire la cultura patriarcale, oramai diventata scomoda e pericolosa per il sistema che si vuole implementare, funzionale al NWO ovviamente.

Si vuole colpire il patrimonio androtecnico, inteso come insieme di strumenti, ruoli, pratiche, valori, norme, modi di pensare, sentire e agire di educazione al maschile, facendo sì che intere generazioni di uomini crescano senza più riferimenti dell’universo maschile. E venne l’epoca dei bamboccioni e il modello dell’indifferenziato.
Questo perché il vertice della piramide del potere è stretto e c’è posto solo per una ristretta elitè maschile, quindi meglio depotenziare tutti gli altri, rendendoli subalterni.

(...)"