martedì 2 settembre 2014

"Con Razzi so' cazzi"


Il segretario della commissione Esteri del Senato Antonio Razzi, intervistato da La Repubblica.
ROMA - Nel bel mezzo di una surreale conversazione sulla linea Roma-Pechino, il senatore berlusconiano Antonio Razzi si lancia in un'analisi geopolitica: "È importante questo viaggio in Corea del Nord. Ho portato qua i parlamentari, i coltivatori di mele del Trentino. E abbiamo pure visto quindici calciatori stupendi! In Italia ce li sogniamo...".

E ora che c'entrano i calciatori, Razzi?
"Con noi c'era pure un allenatore italiano di pallone".

Ma di che squadra parla, senatore?
"Mò non ricordo la città. Di una squadra vicino Perugia. Ah, ecco il biglietto: si chiama Ism, cioè Italians socchers menagers ( in realtà Italian soccer management, ndr). La città è Corciano, l'allenatore Dominici e il presidente...".

Va bene, Razzi. Ma perché è andato a Pyongyang con l'Associazione parlamentare d'amicizia Italia-Corea?
"Siamo stati benissimo. Ed è tutto certificato al 100% dalla tv abruzzese che sta qua con me".

Nessuno mette in dubbio, senatore.
"Il Maresciallo Kim Jong-un è amico mio. Insomma, "quando viene Razzi dovete dargli tutto o sò cazzi..." Ahahahaha".

In questo momento dove vi trovate?
"Ora siamo a Pechino. Alle 22 abbiamo il volo per l'Italia".

Perché è venuto anche il leader leghista Salvini?
"Perché così ha potuto vedere quante cazzate si dicono... Invece gli ho fatto vedere la Corea. Parla l'esperienza. Ha potuto vedere con i suoi occhi".

E Salvini ha cambiato idea?
"Io penso che oggi ha un'altra opinione ".

È una dittatura, senatore.
"Gli ho fatto conoscere anche Pak Doo-Ik. Quello che ci ha fottuto nel 1966 (il suo gol eliminò l'Italia dal Mondiale inglese, ndr). Ha pure fatto l'imitazione di quel gol. Le mando le immagini della tv abruzzese?".

Grazie. Intanto ci spieghi il senso di questa missione.
"C'era pure un grande industriale orafo abruzzese, Ferrante. Ha fatto una farfalla con le bandiere di Italia e Corea. Le abbiamo donate al Presidente della Suprema assemblea Kim Yong Nam. Quando ci ha visto, mi ha detto: "Salutate il mio grande amico Giorgio Napoletano (Napolitano ndr)".

La sento soddisfatto. Anzi, entusiasta.
"E certo. Siamo stati onorati e riferiti . Mai avuto un'accoglienza simile. E poi qua fanno miracoli a tutta la gente".