venerdì 17 ottobre 2014

Emilio Fede ed il complotto cinese

"Io col caso Ruby non c'entro. Si chiude un caso malvagio ed io resto col cerino in mano. Il problema è... che Mora butta la palla fuori dal campo. E poi c’è la storia della valigetta coi milioni: falsa. E poi il personal trainer con registrazioni fatte col cellulare... E poi lo strano furto a casa mia.... È una strategia per indebolire la mia immagine... Il perché non lo so. Non lo posso dire adesso.

Sì, è un complotto. Una falsità dietro l’altra. E infine il presunto personal trainer, che mi avrebbe registrato, portando nastri ai giornali. Troppe coincidenze false, per essere vero. Pretendo giustizia. Mi hanno fatto scomparire dall’informazione. Per fare una cortesia non si sa bene a chi. A chi? Un dirigente cinese. Un politico cinese. Tanto per portare lontano dall’Italia ogni sospetto. Non mi do pace. Berlusconi? No, non c’entra lui né la famiglia".
[Emilio Fede, intervistato dal Secolo XIX]