martedì 2 novembre 2010

Fate gli eroi. Fate i bastardi. Sfiduciatelo.


Questo post ce l'avevo in testa da tempo. L'avrei potuto scrivere un sacco di volte, ed in un sacco di modi migliori. Ma credo sia giunto il momento. Mi rivolgo direttamente a voi, parlamentari italiani. Deputati e Senatori della Repubblica. A voi e a nessun altro. Staccategli la spina. Fatelo subito. E' l'ultima occasione per dare un senso alle vostre inutili, imbarazzanti carriere istituzionali.

Il segnale che mi ha spinto a scrivere questo pezzo è arrivato forte e chiaro oggi, inequivocabile, una fitta di vergogna e imbarazzo e rabbia come non ne provavo da tempo, improvvisa e brutale, nel bel mezzo del Tg1 delle 13.30. Un Presidente del Consiglio che afferma "meglio guardare le ragazze che essere Gay!", ecco lo squarcio, ma l'ha detto davvero?, sì, davvero, affermazione che non riesco a metabolizzare, e che mai mi sognerei di derubricare a battuta. L'obiettivo confondere ed ammiccare, mischiare i piani, provare a divincolarsi da uno scandalo che stringe il collo, e non molla la presa. Poco prima, l'invito a non acquistare più alcun quotidiano. La mia professoressa di diritto invece ce lo ripeteva ogni giorno, quanto importante fosse leggere i quotidiani. Messaggi di una violenza intollerabile, quelli del Cavaliere, che seviziano civiltà e democrazia, e ci umiliano prima nel nostro animo, poi agli occhi del mondo, proprio oggi, che ricordiamo un certo Pierpaolo Pasolini.

Già, in fondo sono solo ennesime gocce in un mare fecale sconfinato, fatto di impunità, corruzione e menzogna, irrimediabilmente contaminato da un'incapacità strutturale, totale di fare politica, e sfociato in una regressione di teste e cuori senza precedenti. Perennemente appesi alle sorti di un uomo che ha avuto tutto e ridato niente, ora ricattato da troie, minorenni e boss di Cosa Nostra, mentre il tempo scorre, tra un processo e l'altro, tra una gaffe e l'altra, e mi accorgo che dai 18 in sù non ho avuto altro dio all'infuori di lui. Allora basta, cari i miei Parlamentari, dai che lo sapete pure voi, sì che lo sapete: lo dovete sfiduciare. E fate bene attenzione, mi rivolgo a tutti. Dai leghisti ai dipietristi, dai berluscones ai centristi, fino ai democratici, per non parlare dei finiani, che dopo 16 anni di genuflessione incondizionata forse dovrebbero mostrarci per davvero in cosa consista questa "destra europea". Non importa il dopo, non importa come, non m'importa di Tremonti e non m'importa di Bersani, l'unico imperativo, in questo momento, è il ripristino della normalità.

E lo potete fare solo voi, cari parlamentari indegni, quanti di voi mi fanno così schifo!, ma ora non importa, forse vi amo, forse siete pronti a diventare i miei eroi, perché ora potete passare alla storia. Voi, che vi chiamate Lupi, Quagliariello, Ciccioli, Craxi, Buttiglione, D'Alema, Barbareschi, Bocchino, Brigandì, Farina, La Malfa, La Morte, Sbrollini, Scanderebech, Stracquadanio, Toccafondi, Andreotti, Caliendo, Cosentino, Villari, Follini, Dell'Utri, Di Girolamo, voi che vi chiamate con questi e mille altri nomi, spesso falsi, a voi famosi e a voi sconosciuti, a voi collusi e a voi ignavi, a voi, classe dirigente vecchia e cooptata, che avete dilatato il nulla per decenni, pettinato l'aria, fritto le ore, palpato culi e giocato a dama, incassando rimborsi da paura, a voi, mi rivolgo a voi.

Sfiduciate Silvio Berlusconi. Fatelo fuori dalla vita politica italiana. Per sempre. La Costituzione è pronta, vi osserva maestosa, in attesa. Unitevi: dopo 40 leggi ad personam, fatene una contra, che escluda il Santo Papi dalla stanza dei bottoni e non permetta ad altri come lui di entrarvi, mai più, accoltellate e legiferate, colpite e scappate, sparate sul Conflitto di Interessi, "one shot one kill", approfittate delle nostre menti spente e stanche, cavalcate lo tzunami scandalistico di queste ore, ora!, fate la più grande bastardata della vostra vita, per il bene di tutti, è ora scolpiate le vostre brutte facce nella storia, non ne avrete altre, di occasioni: guardate!, eccoli quelli che cacciarono Papi!, diranno i posteri, e guardandovi in fotografia esclameranno entusiasti, "che grandissimi figli di mignotta!".