Questo è il Sindaco di Milano. Questa è Letizia Moratti. Un colpo basso all'avversario, con un corpo contundente, giusto al termine dell'incontro, sul gong. In modo da fare male, e non concedere difesa, né replica. E pensare che era stato lo stesso Pisapia, alcune settimane prima, a ricordare la vicenda: esponendo il fianco, con la sincerità di chi non ha nulla da nascondere. Non aveva pensato al Metodo-Moratti. Infamia. Meschinità. Falsità. L'uccisione del garantismo. Letizia Moratti ha imparato dai migliori. Che Via Negri è proprio lì, ad un tiro di schioppo. Letizia Moratti, pensa un po'. Lei, da una vita a braccetto con chi si è sempre rifugiato nella corruzione, e nella menzogna: mai una parola - vero Sindaco? - sui fiumi di leggi vergogna che hanno garantito l'impunità del suo Capo, mai una parola - vero Sindaco? - sull'amnistia che salvò il Presidente del Consiglio dalla falsa testimonianza al processo-P2. Mai una parola, vero Sindaco. Perché lì ci fu condanna vera. Nel caso di Pisapia, questo:
"In conclusione non vi è prova - né vi sono apprezzabili indizi - di una partecipazione del Pisapia ... al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l'imputazione di furto, dalla quale l'appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto. Tale sentenza di assoluzione con formula piena è passata in giudicato ed è quindi definitiva".
Letizia Moratti ora dovrà risponderne in Tribunale.
Prima, però, dovrà risponderne agli elettori.
Prima, però, dovrà risponderne agli elettori.